CEMBRA (Trento) - Si è conclusa la
39esima edizione della
rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, un'edizione che ha saputo rinnovarsi grazie anche alla spinta del nuovo Comitato direttivo, in cui le aziende del territorio sono entrate in forza a supporto dei volontari che da sempre curano l'organizzazione dell'evento.

Una rassegna con una nuova immagine e un nuovo logo, ora parte del più ampio progetto "
Vini e Montagna", che intende valorizzare le produzioni enologiche più rappresentative del Trentino. Complici anche quattro giornate di tempo splendido, l'edizione 2026 ha registrato un'ampia partecipazione di pubblico, con tutti gli appuntamenti sold out.
Particolarmente apprezzata e stimolante la masterclass "
Roccia e Sale. Quando il paesaggio si fa vino: territori, tempo e identità", condotta dal sommelier e giornalista
Giuseppe Carrus (Gambero Rosso), che ha guidato il pubblico in un percorso in cinque “capitoli” tra i vini della
Val di Cembra e altri grandi territori vitivinicoli italiani
(foto credit Daniela Martin).
Si è partiti dal confronto tra due espressioni dello stesso vitigno agli estremi geografici: il
Müller Thurgau di Cembra e quello siciliano di
Erice, per mostrare come rocce alpine e mare mediterraneo possano plasmare in modo radicalmente diverso la stessa uva. Nel secondo capitolo il confronto si è spostato dal vitigno al territorio, mettendo a fianco Müller Thurgau e Grillo di Mozia per esplorare la sapidità come linguaggio condiviso tra montagna e mare. Il terzo capitolo ha introdotto la variabile del tempo, confrontando annate più mature – un Müller Thurgau 2022 di Cembra e un Verdicchio di Matelica Vertis '22 – per capire come l'invecchiamento riveli la profondità che il territorio ha impresso al vino.