TRENTO - «Ho sempre inteso il ruolo di rettore come una staffetta: si corre fino all’ultimo centimetro e serve cura nel passare bene il testimone. Rimarrò impegnato fino all’ultimo giorno a portare avanti i progetti che sono in corso e per preparare tutto in modo che chi arriverà trovi le partite pronte per essere portate avanti, anche con le sue nuove idee e gli eventuali probabili cambiamenti». Una staffetta da preparare con cura per impostare al meglio il lavoro dell'Ateneo nei prossimi mesi e garantire continuità alla governance: così il rettore
Flavio Deflorian ha presentato questa mattina in una conferenza stampa in Rettorato le sfide dell'anno accademico 2026/27, affiancato dal direttore generale
Alex Pellacani. Un percorso d'impegno collettivo per accompagnare l'Ateneo trentino verso la futura successione istituzionale, forte di basi solide e nuovi progetti strategici per il territorio.

Sul fronte della didattica, l'anno accademico vedrà entrare nella fase operativa il progetto per il nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria a Rovereto. La tabella di marcia prevede tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027 il passaggio negli organi accademici e l'invio della proposta al Mur per l'accreditamento. Nel 2027 si avvierà il reclutamento del personale docente e la definizione delle convenzioni per le attività di tirocinio nelle scuole del territorio, in vista dell'inizio delle lezioni nell'autunno 2027 per le prime 80 iscritte e i primi 80 iscritti a Palazzo Damiano Chiesa.
Foto @UniTrento - Daniele Mosna.
In ambito infrastrutturale, la strategia poggia sul Protocollo d'intesa con la Provincia autonoma di Trento, che definisce un piano programmatico da quasi 200 milioni di euro per il decennio 2026-2035, con un co-finanziamento dell'Ateneo pari al 25%. Le opere, orientate al consumo di suolo zero e all'efficientamento energetico, vedono come priorità la collina di Mesiano: la sopraelevazione dell'autorimessa (oltre 28 milioni di euro per 8.300 metri quadrati legati ad aule, uffici e laboratori), la rifunzionalizzazione dell'ex Biblioteca (4,4 milioni) e la connessione con l'ascensore inclinato verso la città. Nel piano rientrano anche lo Student Center nell'area ex Cte (49,5 milioni) e la digitalizzazione energetica del patrimonio tramite tecnologia Digital Twin (30 milioni).
Il semestre di lavoro culminerà con il percorso elettorale per la nomina della nuova guida dell'Ateneo, che entrerà in carica il 1° aprile 2027 dopo la conclusione del mandato rettorale il 31 marzo. Entro il 30 settembre 2026 verrà costituito il Comitato per le candidature. A seguito dell'avviso di vacanza e della presentazione dei profili, le votazioni si terranno su piattaforma telematica indicativamente a febbraio 2027, coinvolgendo la componente docente, il personale tecnico-amministrativo e le rappresentanze dei dottorandi e del personale di ricerca non strutturato e della componente studentesca.
Scheda di approfondimento
Scienze della Formazione primaria
L’impegno assunto nella primavera scorsa per completare la filiera formativa a Rovereto diventa realtà: entra nella sua fase operativa il progetto per il nuovo corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria. La tabella di marcia, richiamata dal rettore, prevede tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027 il passaggio negli organi accademici e l'invio della proposta al Mur per l'accreditamento ministeriale.
Nel corso del 2027 si darà avvio al piano di reclutamento del personale docente che sarà coinvolto nei prossimi cinque anni nella didattica del corso di studio, nonché di alcune unità di personale tecnico-amministrativo a supporto dell’intero progetto formativo. Si definirà inoltre la convenzione per il distacco di alcuni insegnanti della Scuola che svolgeranno l’indispensabile funzione di tutor coordinatori per garantire il pieno raccordo tra la didattica in università e le attività di tirocinio che studentesse e studenti svolgeranno nel loro percorso formativo all’interno degli istituti scolastici del territorio (600 ore distribuite negli anni). L'avvio ufficiale delle lezioni per i primi 80 studenti e studentesse è programmato per l'autunno 2027 (anno accademico 2027/28.
Il percorso quinquennale (che prevede 300 crediti formativi universitari) integrerà le competenze delle scienze cognitive con le metodologie didattiche più avanzate. Porrà forte attenzione alle discipline Stem, al pensiero computazionale, all'intelligenza artificiale applicata all'insegnamento e all'inclusione scolastica. La struttura del corso è il frutto di un lavoro interdipartimentale dell'Ateneo e di una fase di ascolto e co-progettazione svolta con il Dipartimento Istruzione della Pat, la dirigenza scolastica, la Sovrintendenza e Iprase, per calibrare la didattica sulle reali esigenze del sistema scolastico trentino.
La sede del corso sarà Palazzo Damiano Chiesa, in pieno centro a Rovereto, a cui si affiancheranno i laboratori specializzati di Ateneo.
L'iniziativa, come ribadito anche oggi dal rettore, risponde a una duplice esigenza del territorio: da un lato garantire un’offerta formativa a tutte le studentesse e gli studenti trentini che ogni anno si spostano fuori provincia per questo percorso. Dall'altro offre una risposta concreta al ricambio generazionale della classe docente – che in Italia vede oltre il 50% degli insegnanti sopra i 50 anni – abilitando ogni anno 80 nuovi docenti per le scuole dell’infanzia e primaria. Con questo tassello, Rovereto consolida il proprio ruolo di polo dell'innovazione educativa, coprendo l'intero percorso dalla prima infanzia fino al dottorato.
Lo sviluppo edilizio
Il rettore si è poi concentrato sul piano di sviluppo edilizio per i prossimi anni, a cominciare dalle partite che potrebbero essere avviate prima della fine del suo mandato. A rilanciare il tema, la firma recente del Protocollo d'intesa con la Provincia autonoma di Trento, che definisce un investimento complessivo programmatico di quasi 200 milioni di euro (195,95 milioni per la precisione) per l’arco temporale di un decennio (2026-2035). L’accordo con il governo provinciale poggia su un modello di co-finanziamento che vede l’Ateneo partecipare con il 25% delle risorse circa.
La strategia infrastrutturale punta su uno sviluppo guidato dal principio del consumo di suolo zero, privilegiando riqualificazioni, riconversioni in un contesto generale di efficientamento energetico del patrimonio. L’attuazione del piano seguirà un percorso di costante confronto interno. I passaggi formali in Consiglio di amministrazione saranno affiancati da un dialogo continuo con i dipartimenti, per garantire che i nuovi spazi rispondano direttamente alle reali esigenze della didattica e della ricerca.
Nel quadro degli interventi, la priorità strategica su cui il rettore ha posto l’attenzione in una prima fase riguarda la collina. In questo contesto si inserisce il progetto di sopraelevazione dell'attuale autorimessa di Mesiano. Si tratta di un progetto da oltre 28 milioni di euro per la creazione di un nuovo edificio di 8.300 metri quadrati lordi destinato ad aule, uffici e laboratori leggeri, che potrà rispondere alla richiesta di spazi per la didattica e la ricerca anche scaricando la pressione da altre sedi universitarie come il polo scientifico e tecnologico di Povo.
A questo intervento si affiancano, sempre a Mesiano, la rifunzionalizzazione a fini didattici dell'ex Biblioteca (4,4 milioni di euro) e il collegamento delle sedi di collina attraverso l'integrazione con la mobilità cittadina grazie alla connessione con l’ascensore inclinato verso la città.
Tra le altre opere che saranno oggetto della discussione interna all’Ateneo nei prossimi mesi c’è il futuro Student Center nell'area ex Cte (49,5 milioni di euro) e il graduale piano di efficientamento energetico del patrimonio basato su modelli digitali replicativi (tecnologia Digital Twin) per la riduzione delle emissioni nei diversi complessi (30 milioni di euro).
Verso l'elezione della nuova guida dell'Ateneo: le tappe dell'iter elettorale
Con la conclusione del mandato del rettore Flavio Deflorian, prevista per il 31 marzo 2027, l'Ateneo si prepara ad avviare le procedure per l'elezione della nuova rettrice o del nuovo rettore, che entrerà ufficialmente in carica il 1° aprile 2027. Come stabilito dallo Statuto, la candidatura è aperta alle professoresse ordinarie e ai professori ordinari in servizio a tempo pieno presso l'Università di Trento o altri atenei.
Il primo passaggio formale si compirà entro il 30 settembre 2026 con la costituzione del Comitato per le candidature – composto da tre figure di comprovata competenza designate dal Consiglio di amministrazione e dal Senato accademico – la cui nomina sarà formalizzata dal presidente del Consiglio di amministrazione. Seguiranno la definizione dei criteri di valutazione e la pubblicazione dell'avviso di vacanza sul portale di Ateneo e su due testate nazionali.
Le candidature potranno essere presentate a partire da 30 giorni dopo la pubblicazione del bando e fino a tre mesi prima della scadenza del mandato rettorale, corredate da curriculum vitae, elenco delle pubblicazioni e linee generali della proposta di piano strategico di Ateneo. Dopo la valutazione dei profili da parte del Comitato (entro 15 giorni dalla chiusura dei termini) e la pubblicazione dell'elenco ufficiale, entro 5 giorni il decano di Ateneo convocherà il corpo elettorale, nominerà la commissione elettorale e fisserà il calendario delle votazioni, dando il via alla campagna elettorale che entrerà nel vivo indicativamente a metà gennaio 2027.
Le votazioni si svolgeranno su piattaforma telematica, presumibilmente tra metà e fine febbraio 2027. L'elettorato attivo comprende la componente docente e di ricerca, il personale dirigente, tecnico-amministrativo e i collaboratori ed esperti linguistici (con voto pesato al 15%), e la rappresentanza della componente studentesca (con voto pesato all'8%), dottorandi e dottorande e personale di ricerca non strutturato (voto pesato al 4%).
A seguito dello scrutinio e della verifica dei quorum, la proclamazione avverrà entro tre giorni lavorativi, cui seguirà la richiesta del decano al Mur per l'emanazione del decreto ministeriale di nomina.