PELLIZZANO (Trento) - Si chiude con uno straordinario riscontro di pubblico la tre giorni teatrale itinerante tra
Pellizzano e
Termenago. Consolida la partnership tra l'Amministrazione Comunale e AriaTeatro di Pergine per la custodia della memoria sul Sentiero delle Volte.

Si avvia alla conclusione, tra il forte entusiasmo dei partecipanti e una straordinaria partecipazione corale, la
seconda edizione di “
En su a l'ert” (In cima alla salita), lo spettacolo teatrale itinerante che nel weekend ha trasformato i boschi e i vicoli storici della Val di Sole in un palcoscenico a cielo aperto.
L’iniziativa, nata originariamente nell’agosto del 2025 all’interno del macro-progetto finanziato dal PNRR
“Termenago, la rinascita di un borgo”, si conferma oggi come uno degli appuntamenti culturali più significativi e autentici del territorio. Forte dell'incredibile successo del debutto dello scorso anno, il Comune di Pellizzano ha rinnovato e ampliato la collaborazione con la compagnia AriaTeatro di Pergine, dimostrando come il recupero delle tradizioni possa trasformarsi in un patrimonio stabile, replicabile nel tempo e capace di generare un turismo sostenibile e radicato
(foto credit Roberta Casagrande).
Un cammino fisico e metaforico lungo il Sentiero delle Volte
Il cuore dell'esperienza si snoda lungo l'antico Sentiero delle Volte (o “Sentiero delle Voute” nel dialetto locale), una via di collegamento medievale che unisce Pellizzano a Termenago. Un tempo percorso per accedere ai terrazzamenti coltivati a cereali, come frumento, orzo e segale, il sentiero è stato interamente recuperato e riportato alle sue dimensioni originali, con il restauro dei tradizionali muretti a secco. Oggi la via è parte integrante del “Museo Diffuso di Pellizzano”.
Gli spettatori hanno intrapreso un cammino lento a piedi, salendo dai 900 metri di altitudine del centro storico di Pellizzano fino ai 1.150 metri di Termenago. La "risalita della montagna" si è rivelata ancora una volta una potente metafora di volontà, tenacia e resistenza: un'onda di ricordi collettivi in cui la natura e le viste panoramiche sulla Val di Sole hanno fatto da cornice a una narrazione storica universale.
La memoria locale diventa storia universale
La drammaturgia, curata da Chiara Benedetti e ispirata al testo locale “C'era una volta Termenago”, racconta la storia di un uomo adulto che ricostruisce i suoi ricordi d'infanzia, ripercorrendo le vicende degli avi dall'emigrazione di fine Ottocento fino ai drammatici passaggi delle Guerre Mondiali. Durante il tragitto nel bosco, figure e racconti del passato hanno preso vita, rievocando la quotidianità di un tempo, la povertà e lo spirito di un borgo millenario.
Termenago vanta infatti un passato di splendore durato fino al XIII secolo , testimoniato da palazzi signorili del Cinque e Seicento ricchi di stanze foderate in legno intagliato, stucchi e affreschi. Un tempo dimora di intellettuali e "signori" (da cui il soprannome storico di “dotòri” assegnato ai suoi abitanti), il paese si contrapponeva alla Pellizzano dei commercianti e dei contadini. Nonostante il lento spopolamento iniziato nel XIX secolo a causa dell'emigrazione, la comunità ha dimostrato di custodire un'identità straordinariamente viva.
Una vera festa di comunità
Sotto il coordinamento di Chiara Benedetti e Iacopo Candela, lo spettacolo ha visto una straordinaria convivenza tra attori professionisti - come Andreapietro Anselmi, Max Meraner e Alice Melloni - e i veri abitanti del paese, che si sono messi in gioco trasformando l'evento in una vera festa di comunità. A rendere l'atmosfera ancora più immersiva ed emozionante ha contribuito la partecipazione speciale del Coro Rondinella di Mezzana, le cui melodie hanno accompagnato i passi dei viandanti, fondendosi con i suoni della natura.
All'arrivo nel borgo, la piazza e la storica Chiesa di San Nicolò (ristrutturata e adibita a spazio di prova e ristoro) hanno accolto i partecipanti per un momento finale di condivisione e cena comunitaria. Il rientro a valle è stato infine garantito da un apposito servizio navetta.
Le dichiarazioni
"Siamo profondamente soddisfatti del percorso intrapreso - dichiara Francesca Tomaselli, sindaca di Pellizzano -. Quando abbiamo pensato ai fondi PNRR, l'obiettivo non era solo il restauro materiale dei luoghi, ma lo sblocco dell'energia vitale della nostra comunità. La collaborazione continua con AriaTeatro dimostra che questo spettacolo è ormai un elemento permanente del nostro patrimonio culturale. Gli abitanti e i turisti camminano fianco a fianco, riscoprendo radici profonde che non devono essere dimenticate. È il presupposto fondamentale di una rigenerazione che è prima di tutto umana e sociale».