TRENTO - Ha appassionato e coinvolto il racconto e l’approfondimento del dirigente Generale di Pubblica Sicurezza
Gennaro Capoluongo, organizzato dalla
Società Trentina di Antropologia in occasione della presentazione del libro "
Dalla parte Giusta", presso la sede Sosat di Trento. Nel dialogo, moderato da Lucia Togni, è emerso come il volume sia soprattutto un tributo sincero agli “eroi sconosciuti”: quelle donne e quegli uomini delle forze dell’ordine che lavorano costantemente dietro le quinte, nell’ombra e lontano dai riflettori della cronaca.
Nonostante la durezza delle vicende trattate, il libro colpisce per la sua straordinaria carica di ottimismo e positività. Definito da sempre un funzionario “di impatto”, un uomo d’azione che sa riconoscere e valorizzare chi fa, Capoluongo ha spiegato di aver scritto queste pagine per lasciare una testimonianza preziosa. Dietro a inchieste che durano mesi o anni ci sono sacrifici enormi per garantire città sicure e consone ai valori della nostra Costituzione. «La lotta alla criminalità non è mai l’impresa di un singolo, è un lavoro di squadra» ha ricordato il dirigente. Un lavoro che spesso si trasforma in una missione totalizzante il cui prezzo, inevitabilmente, viene pagato anche dalle famiglie. Proprio gli affetti più cari, capaci di comprendere e condividere questo peso, diventano l’ancora di salvataggio fondamentale per conservare l’equilibrio umano in contesti così difficili. Il momento centrale e più partecipato del dibattito si è concentrato su una riflessione cruciale: la salute dello Stato di diritto. In una società fortemente consumistica, che richiede ritmi sempre più veloci e tende a isolare le persone, si rischia di smarrire il senso profondo della convivenza civile.

Capoluongo ha lanciato un richiamo potente alla responsabilità individuale: i diritti umani sono universali, indivisibili e irrinunciabili, pilastri su cui si fonda la nostra stessa Costituzione, ma uno Stato di diritto non può reggersi solo sulla rivendicazione dei diritti. Richiede, con uguale e identica forza, l’adempimento dei doveri da parte di ciascuno.
Una serata piacevole e scorrevole nella quale Gennaro Capoluongo ha restituito uno spaccato vivido, emozionante e inedito di chi lavora per proteggere i più fragili, racchiuso in due episodi significativi. Dal suo battesimo ufficiale sul campo, quando coordinò le indagini di un feroce quadruplo omicidio avvenuto a fine dicembre per la spartizione del traffico di droga, al “recupero” di Chiara durante il suo impegno con l’Interpol, una bambina rapita dal padre in uno stato estero difficile e impenetrabile, dove proprio grazie alla gentilezza di un operatore di Polizia si instaurò subito un’intesa con la rapita che semplificò l’operazione.
Chi è Gennaro Capoluongo È Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza, già Questore dell’Aquila, di Messina ed esperto per la sicurezza presso la Rappresentanza Permanente d’Italia all’ONU a New York. Nella sua lunga carriera è stato alla Questura di Napoli, dove ha operato in prima linea nella lotta al crimine organizzato, poi Direttore di Interpol Roma e Presidente di Europol all’Aia.
La società Trentina di Antropologia (APS) La presentazione del libro «Dalla parte Giusta» è stata anche l’occasione per ufficializzare le finalità e il percorso che intende intraprendere la società Trentina di Antropologia, come ha spiegato nel suo intervento il fondatore Corrado Bazzanella. L'associazione, infatti, prende avvio da una convinzione semplice ma profonda: le sfide del nostro tempo – dalla crisi dei valori ai cambiamenti demografici, dalla salute all'ambiente, dall'innovazione tecnologica alle trasformazioni sociali – richiedono un dialogo aperto tra discipline diverse e una rinnovata attenzione alla persona. La Società Trentina di Antropologia si propone come un laboratorio permanente di idee, capace di mettere in relazione cultura, medicina, antropologia, filosofia, etica, scienze sociali e ricerca scientifica, favorendo il confronto tra studiosi, professionisti, istituzioni e cittadini. Attraverso conferenze, incontri pubblici, percorsi formativi ed eventi culturali, l'associazione intende promuovere una cultura della conoscenza, della prevenzione e della responsabilità, contribuendo alla crescita civile e culturale della comunità trentina. Momenti Musicali L’incontro è stato impreziosito da intermezzi musicali con brani di Mozart, Vivaldi e Radetzky eseguiti dal vivo da Monica Maranelli (Pianista) e Priyanka Ravanelli (Violinista).