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Nuovo massimo storico per l'occupazione nel Bresciano, in Trentino fatturato imprese a +1,7%

I dati sul mercato del lavoro e dall'indagine sulla congiuntura economica

BRESCIA - Nel 2025 il mercato del lavoro bresciano ha continuato a mostrare segnali incoraggianti: nel dettaglio, le note più positive riguardano l’occupazione, che ha segnato un nuovo record storico (563 mila occupati), aggiornando il precedente primato rilevato nel 2024 (555 mila). Il nostro territorio si caratterizza per una costante crescita degli occupati, dopo il lieve ridimensionamento sperimentato nel 2020 in occasione della pandemia. In generale, l’andamento del mercato del lavoro appare coerente con quanto registrato dal valore aggiunto complessivo, che, secondo le ancora provvisorie stime, è cresciuto dell’1,1% sul 2024. A evidenziarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

La dinamica rilevata nel 2025 per l’occupazione (+8 mila unità sul 2024) è il frutto di una forte crescita per la componente maschile (passata da 324 mila a 334 mila), a fronte di una sostanziale stabilità per quella femminile (da 230 mila a 229 mila). Tali variazioni hanno determinato lievi incrementi nel tasso di occupazione (15-64 anni), nel 2025 attestatosi al 67,8% (il valore più alto dall’inizio della serie, anno 2004), rispetto al 67,2% del 2024. Il tasso di occupazione rilevato in provincia di Brescia è tuttavia inferiore a quello riscontrato in Lombardia (69,6%), ma ampiamente superiore alla media nazionale (62,5%).

“Il mercato del lavoro bresciano continua a dimostrare solidità, con potenziale capacità di assorbire occupazione, confermando la vitalità del nostro sistema produttivo – commenta Fabrizio Vicari, vice presidente di Confindustria Brescia con delega a Relazioni Industriali e Organizzazione –. Accanto ai risultati positivi, restano però le incognite legate alle attuali tensioni geopolitiche mondiali e alcune sfide importanti, tra cui ampliare la partecipazione femminile al lavoro, che ad oggi rimane ancora una risorsa in parte inespressa, come testimoniano i dati e il confronto con i principali territori europei di riferimento. In un contesto segnato dal calo demografico e dalla crescente difficoltà di reperire personale, valorizzare tutte le energie disponibili sarà decisivo per sostenere la competitività delle imprese e la crescita del territorio. Allo stesso tempo, le imprese continuano a segnalare difficoltà nel trovare alcune figure professionali, anche per ruoli operativi e di servizio. È un aspetto che richiama l’importanza di rafforzare il dialogo tra sistema educativo, formazione e mondo produttivo, così da allineare sempre meglio competenze disponibili e fabbisogni delle imprese.”

Sempre nel 2025, il numero delle persone in cerca di occupazione (disoccupati) è rimasto invariato nei confronti dell’anno precedente (16 mila unità, il valore più basso di sempre). Il tasso di disoccupazione (15-74 anni) misurato a Brescia e provincia nel 2025 è pari al 2,9%, poco al di sotto del minimo storico registrato nel 2024 (2,8%); di fatto, esso si posiziona su livelli definiti “frizionali”, ovvero fisiologici e compatibili con la “piena occupazione”. Il confronto con Lombardia (3,0%) e Italia (6,1%) vede il nostro territorio in posizione privilegiata, confermando una tendenza ormai consolidata. Il tasso di disoccupazione giovanile (25-34 anni) è pari al 4,0% (sintesi fra il 4,3% dei maschi e il 3,4% delle femmine): quanto riscontrato a Brescia è in linea con la media regionale (4,0%) e ampiamente inferiore alla media nazionale (9,0%).

La crescita dell’occupazione che ha caratterizzato il 2025 deriva, di fatto esclusivamente, dalla contrazione del numero degli inattivi (da 248 mila a 244 mila), a fronte di una sostanziale stabilità del numero dei disoccupati. La discesa dei primi è ascrivibile, tuttavia, solamente ai maschi (da 88 mila a 81 mila), mentre le femmine sono state protagoniste di un lieve incremento (da 160 mila a 163 mila). Alla luce di tali movimenti, il numero degli attivi (occupati più persone in cerca di occupazione) è salito a 579 mila (dai 571 mila del 2024). Il tasso di attività maschile è pari all’80,3% (dal 78,6% del 2024): esso si mantiene assolutamente in linea con quanto riscontrato nell’Area euro (79,8% nel 2024). Quello femminile è invece pari al 58,8% (di poco contrattosi dal 59,6% del 2024), e si posiziona in forte ritardo nei confronti della media europea (70,8%) e dei Land tedeschi del Baden-Württemberg (78,3%) e del Bayern (79,4%). Come rilevato nel capitolo “Imprese e declino demografico” del volume “Brescia DNA Futuro”, realizzato dal Centro Studi di Confindustria Brescia con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro bresciano può essere considerata, a tutti gli effetti, come una potenziale risorsa occupazionale solo in parte sfruttata. Da questa prospettiva, l’inverno demografico (e il conseguente ampiamento del mismatch quantitativo) già in atto, e destinato ad acutizzarsi nei prossimi anni, impone all’intero ecosistema locale l’adozione di misure volte a promuovere l’occupazione femminile, che risulterà una leva fondamentale e necessaria per contribuire a contrastare tale fenomeno.

Sul versante dei profili maggiormente richiesti nel bresciano, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Brescia effettuate sulla piattaforma Lightcast, che monitora gli annunci di lavoro online rilevati nel territorio, nel 2025 le domande di lavoro formulate dalle imprese bresciane hanno riguardato prevalentemente le professioni tecniche (17,7% degli oltre 87 mila annunci analizzati), seguite dalle professioni non qualificate (16,4%), dalle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (13,7%), dagli artigiani e operai specializzati (13,5%) e dalle professioni nelle attività commerciali e nei servizi (13,4%).
Fra i profili più ricercati, la top 3 vede al primo posto gli addetti allo spostamento e alla spedizione dei materiali o delle merci (6,6% della domanda complessiva), seguiti dagli assistenti alle vendite (6,1%) e dal personale non qualificato delle attività industriali (3,9%). Tutte queste figure professionali si caratterizzano per un grado di difficoltà di reperimento giudicato “medio alto”. In quarta posizione si attestano gli addetti alle pulizie in uffici, esercizi alberghieri ed altri esercizi (3,5%) e in quinta i segretari addetti a mansioni amministrative ed esecutive (3,1%); per questi ultimi due profili il mismatch rilevato appare meno intenso.

FATTURATO DELLE IMPRESE TRENTINE A +1,7%
In base ai dati rilevati nell’indagine sulla congiuntura economica in provincia di Trento, curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio, nel quarto trimestre del 2025 il fatturato delle imprese esaminate aumenta dell’1,7% rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno, mostrando quindi segnali di lieve miglioramento rispetto al periodo immediatamente precedente.

A livello settoriale, l’andamento più positivo è rappresentato ancora una volta dai servizi alle imprese e terziario avanzato (+13,5%), che da diversi trimestri a questa parte seguono una dinamica di crescita sensibile.

Anche se di minore intensità, registrano andamenti positivi i comparti del commercio all’ingrosso (+5,9%), dei trasporti (+3,4%) e il manifatturiero (+1,7%) che, per la prima volta nel corso del 2025, mostra timidi segnali di ripresa.

I settori che invece hanno registrato una dinamica negativa sono il commercio al dettaglio (-0,5%), che risente di una nuova fase di debolezza della domanda interna, e le costruzioni (-5,3%), che dopo un periodo di crescita particolarmente intenso si caratterizzano per una fase di assestamento.

Su base annua, il fatturato realizzato in ambito locale accusa un calo dell’1,2%, mentre quello realizzato in Italia, ma fuori provincia, cresce ancora sensibilmente (+4,5%). Prosegue, invece, la fase di contrazione della componente estera che, nell’ultimo trimestre 2025, registra una contrazione del -3,3%.

Permane il segno meno legato alla variazione tendenziale dei ricavi delle vendite per le imprese di più piccola dimensione, con 1-10 addetti, (-1,8%), risulta invece stabile quella per le medie, con 11-50 addetti, (+0,4%) e in crescita per le grandi imprese con oltre 50 addetti (+4,1%).

Anche nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, l’andamento dell’occupazione mostra uno sviluppo leggermente positivo (+0,4%), anche se più contenuto rispetto ai periodi precedenti. In particolare, si riscontrano aumenti significativi presso i comparti dei servizi alle imprese (+2,8%) e dei trasporti (+2,7%). In contrazione, invece, la base occupazionale del commercio al dettaglio (-2,0%) e delle costruzioni (-1,6%).

Presso le unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti), l’andamento occupazionale è negativo (-2,9%) anche negli ultimi mesi del 2025, mentre risulta in crescita tra le medie (11-50 addetti) e le grandi imprese (oltre 50 addetti), con valori rispettivamente pari a +1,1% e a +2,8%.

Gli ordinativi si caratterizzano per una moderata variazione negativa (-4,7%) per il secondo trimestre consecutivo. Scendendo nel dettaglio dei settori oggetto di analisi, risulta positiva nel commercio all’ingrosso (11,4%) e in decisa contrazione nelle costruzioni (-10,7%) e nel manifatturiero (-7,2%).

I giudizi degli imprenditori si mantengono piuttosto simili a quelli espressi nel trimestre precedente, con la maggior parte degli intervistati che considerano stabile la redditività attuale della propria azienda. Le valutazioni sui prossimi mesi sono invece più caute e in leggero peggioramento.

“L’ultimo trimestre del 2025 – puntualizza Andrea De Zordo, Presidente della Camera di Commercio di Trento – delinea un quadro economico lievemente più incoraggiante rispetto al periodo precedente, con un significativo aumento del fatturato realizzato fuori dai confini provinciali, che, con un +4,5%, contribuisce alla tenuta della nostra economia. I conflitti scoppiati nei primi mesi di quest’anno e le conseguenze che stanno generando sulle dinamiche economiche globali, sollevano però più di un dubbio sulle prospettive di ripresa del contesto generale”.

"I dati camerali del 2025, completati dalle rilevazioni del quarto trimestre – afferma Achille Spinelli, Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore allo sviluppo economico, lavoro, università, ricerca – ci restituiscono la fotografia di un'economia provinciale che, pur nelle complessità dell'attuale congiuntura, dimostra una sostanziale e rassicurante tenuta complessiva, con un mercato del lavoro solido. Segnali incoraggianti arrivano dal manifatturiero, che mostra timidi segnali di ripresa, e dalla domanda nazionale, che continua a sostenere molte realtà produttive. Resta inoltre positivo il quadro del mercato del lavoro, con livelli occupazionali elevati e un tasso di disoccupazione tra i più bassi degli ultimi anni. Non possiamo tuttavia ignorare alcuni elementi di incertezza, a partire dalla brusca frenata delle costruzioni, quale fisiologico assestamento di mercato dopo la fine del Superbonus, e da un contesto internazionale complesso, su cui pesano negativamente i dazi più volte modificati dall’amministrazione statunitense e le difficoltà economiche del principale partner commerciale del Trentino: la Germania. Nuove difficoltà rischiano di emergere in queste prime settimane del 2026, segnate da nuove tensioni geopolitiche. In questo scenario sarà fondamentale continuare a sostenere competitività, innovazione e crescita del nostro sistema economico".
Ultimo aggiornamento: 13/03/2026 00:44:19

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