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Nel Bresciano aumentano incidenti stradali, vittime e feriti

I numeri: 3.117 sinistri, 65 morti e 4.249 feriti. La maggior incidentalità sulle statali: 42 del Tonale e 45 bis Gardesana

BRESCIA - Sicurezza stradale, nel Bresciano aumentano gli incidenti, vittime e feriti: 3.117 sinistri, 65 morti e 4.249 feriti. I dati Aci-Istat evidenziano un aumento rispetto al 2024: +5,7% gli incidenti, +18,2% le vittime e +7,3% i feriti. Fuori dai centri abitati avviene il 31% degli incidenti, ma si concentra il 63% dei decessi. Tra le statali con più incidenti la 42 del Tonale e 45 bis Gardesana.
Distrazione e mancato rispetto della segnaletica tra le circostanze presunte più frequenti. Bonomi: “Dietro ogni numero ci sono persone e famiglie. Dobbiamo continuare a lavorare sulla prevenzione e sulla cultura della sicurezza”.

Nel 2025 sulle strade della provincia di Brescia si sono verificati 3.117 incidenti stradali, che hanno provocato 65 morti e 4.249 feriti. È il quadro che emerge dai nuovi dati ACI/ISTAT sull’incidentalità stradale, che restituiscono per il territorio bresciano un andamento in crescita rispetto all’anno precedente.
Nel 2024 erano stati registrati 2.948 incidenti, 55 vittime e 3.959 feriti. In dodici mesi gli incidenti sono quindi aumentati di 169 casi, pari al 5,7%, i morti sono passati da 55 a 65, con un incremento del 18,2%, mentre i feriti sono cresciuti di 290 unità, pari al 7,3%. Tradotto nella dimensione quotidiana, nel Bresciano nel 2025 si sono verificati in media 8,5 incidenti e 11,6 feriti ogni giorno, mentre una persona ha perso la vita sulle strade mediamente ogni 5,6 giorni.

Fuori dai centri abitati gli incidenti sono meno numerosi, ma molto più gravi
Uno degli elementi più significativi riguarda la tipologia di strada. Le strade urbane concentrano il maggior numero di incidenti: 1.900, pari al 61% del totale, con 20 morti e 2.329 feriti. Altri 249 incidenti, con 4 vittime e 348 feriti, sono avvenuti su altre strade all’interno dei centri abitati. Il quadro cambia sensibilmente quando si osservano le strade extraurbane. Complessivamente, fuori dai centri abitati si sono verificati 968 incidenti, il 31,1% del totale, ai quali sono però riconducibili 41 dei 65 morti dell’intera provincia, pari al 63,1% delle vittime.
Particolarmente rilevante il dato delle strade provinciali, regionali e statali fuori dall’abitato: 551 incidenti, 894 feriti e 30 morti, vale a dire quasi la metà di tutte le vittime provinciali. Il tasso di mortalità su queste arterie raggiunge 54,4 morti ogni mille incidenti, contro i 10,5 delle strade urbane. Sulle autostrade sono stati registrati 263 incidenti, 5 morti e 457 feriti; sulle altre strade extraurbane 154 incidenti, 6 morti e 221 feriti.

Distrazione e mancato rispetto dei segnali tra le circostanze più frequenti
I dati permettono di approfondire anche le circostanze presunte associate agli incidenti. Si tratta di elementi rilevati nell’ambito della ricostruzione dei sinistri e non necessariamente di cause definitive, ma offrono un’indicazione importante sui comportamenti alla guida.
Tra le 2.501 circostanze attribuite al comportamento dei conducenti, la voce più frequente è la guida distratta, con 726 rilevazioni, pari al 29%. Seguono il mancato rispetto dei segnali, con 634 casi e il 25,3%, il mancato mantenimento della distanza di sicurezza, con 292 casi, e la velocità, con 289. Completano il quadro la marcia contromano, rilevata 168 volte, le manovre irregolari, 136, e il sorpasso, 104. Anche nell’analisi delle circostanze riferite agli incidenti mortali la distrazione assume un peso significativo.

Scontri laterali e tamponamenti le tipologie più frequenti
Quanto alla natura degli incidenti, la categoria numericamente più consistente è costituita dagli scontri fronto-laterali e laterali, che nel 2025 sono stati 1.219, il 39,1% del totale. Seguono i tamponamenti, 656, pari al 21%. Sono stati inoltre rilevati 315 investimenti di pedoni, 268 fuoriuscite dalla carreggiata, 267 urti contro veicoli fermi o altri ostacoli e 223 scontri frontali.
Sul fronte della mortalità, agli scontri fronto-laterali e laterali sono associati 22 decessi, agli scontri frontali 11. Gli investimenti di pedoni hanno provocato 8 morti, così come le fuoriuscite dalla carreggiata e gli urti con veicoli fermi o altri ostacoli.

Oltre la metà delle vittime tra gli utenti più vulnerabili
Nel complesso sono stati coinvolti negli incidenti 5.721 veicoli. Le autovetture rappresentano la quota maggiore, con 3.638 mezzi, seguite dai veicoli commerciali e industriali, 608, e dai motocicli, 595. Il dato relativo alle due ruote merita particolare attenzione.
Ai 595 motocicli coinvolti sono associati 21 decessi, lo stesso numero registrato tra gli occupanti delle autovetture, a fronte però di 3.638 auto coinvolte.
A questi si aggiungono 4 vittime tra i ciclisti, una tra gli utenti di monopattino elettrico, una tra i ciclomotoristi e 8 pedoni. Complessivamente, pedoni, ciclisti e utilizzatori di mezzi a due ruote motorizzati o di micromobilità rappresentano 35 delle 65 vittime del 2025, il 53,8% del totale. Gli incidenti classificati come investimento di pedone sono stati 315 e hanno provocato 8 morti e 341 feriti.

Il 35% delle vittime ha almeno 65 anni
Anche la distribuzione per età restituisce alcuni elementi di attenzione. Tra le 65 persone decedute, 23 avevano 65 anni o più, pari al 35,4% del totale. Diciannove vittime appartenevano alla fascia tra 30 e 54 anni, 12 a quella tra 55 e 64 anni, 7 avevano tra 18 e 29 anni e 4 tra 14 e 17 anni.
La mortalità interessa in prevalenza gli uomini: 50 delle 65 vittime sono maschi e 15 femmine. Sotto il profilo del ruolo nell’incidente, i morti sono 52 conducenti, 5 passeggeri e 8 pedoni.

Il pomeriggio è la fascia oraria più critica
La fascia compresa tra le 14 e le 17 è quella nella quale nel 2025 si è registrato il maggior numero di incidenti: 891, il 28,6% del totale. Nella stessa fascia oraria si concentrano anche 28 dei 65 morti, oltre il 43% delle vittime dell’intero anno. Seguono la fascia 10-13, con 746 incidenti e 15 morti, e quella 7-9, con 523 incidenti.
Guardando ai giorni della settimana, il numero più elevato di incidenti si registra il venerdì, con 485, seguito a brevissima distanza dal sabato, con 484. Il venerdì conta anche il numero più alto di decessi, 11, mentre il sabato registra il maggior numero di feriti, 699.
A livello mensile, luglio è il mese con il maggior numero di incidenti, 322, seguito da giugno con 319 e maggio con 301. Il numero più elevato di vittime si registra invece a luglio e settembre, con 10 morti ciascuno, seguiti da agosto con 8.
Un altro elemento significativo riguarda le condizioni meteorologiche: 2.414 incidenti su 3.117, il 77,4%, si sono verificati con tempo sereno. In queste condizioni sono state registrate anche 50 delle 65 vittime. Gli incidenti avvenuti con pioggia sono stati 371, con 6 morti.

Brescia città: 910 incidenti e 7 vittime
In valore assoluto, il capoluogo concentra la quota maggiore dell’incidentalità provinciale. Nel Comune di Brescia sono stati registrati 910 incidenti, 7 morti e 1.134 feriti. Gli incidenti rappresentano circa il 29% del totale provinciale. Rispetto al 2024, quando gli incidenti erano stati 860, si registra un aumento del 5,8%; i feriti passano da 1.055 a 1.134, mentre le vittime diminuiscono da 8 a 7.
Tra gli altri Comuni con il maggior numero di incidenti figurano Desenzano del Garda, con 146 incidenti, 2 morti e 214 feriti; Lonato del Garda, con 101 incidenti, 3 morti e 133 feriti; Montichiari, con 82 incidenti, 4 vittime e 106 feriti; Rezzato, con 80 incidenti e 124 feriti; Iseo, con 73 incidenti, 2 morti e 94 feriti; Calcinato, con 66 incidenti e 116 feriti, e Palazzolo sull’Oglio, con 65 incidenti, una vittima e 80 feriti.
Al di fuori del capoluogo, il numero più elevato di vittime in valore assoluto è stato registrato a Montichiari, con 4 morti, seguito da Lonato del Garda con 3.

Bonomi: “65 vittime non sono una statistica. La sicurezza deve restare una priorità”
“I dati del 2025 richiedono grande attenzione - dichiara Aldo Bonomi, Presidente dell’Automobile Club Brescia - “In un solo anno sulle strade della nostra provincia hanno perso la vita 65 persone, dieci in più rispetto al 2024. Non possiamo leggere questo numero come una semplice variazione statistica: dietro ciascuna vittima ci sono una persona, una famiglia e una comunità. L'analisi ci consegna indicazioni precise. Fuori dai centri abitati si verifica poco meno di un terzo degli incidenti, ma lì si concentra oltre il 63% delle vittime. Allo stesso tempo, tra le circostanze presunte più frequenti ritroviamo distrazione, mancato rispetto della segnaletica, distanza di sicurezza e velocità. Sono dati che confermano quanto sia necessario intervenire contemporaneamente sulla cultura della guida, sulla prevenzione e sulla consapevolezza dei comportamenti".

"Automobile Club Brescia continuerà a fare la propria parte, promuovendo educazione e formazione alla sicurezza stradale e collaborando con il territorio per diffondere una mobilità sempre più responsabile. Le infrastrutture e l'evoluzione tecnologica dei veicoli sono fondamentali, ma resta decisivo il comportamento di ciascuno di noi. Ogni volta che ci mettiamo sulla strada abbiamo una responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. L'obiettivo deve essere uno solo: ridurre in modo concreto il numero delle vittime e dei feriti. I nuovi dati confermano quindi la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla sicurezza stradale, affrontandola attraverso un approccio che tenga insieme prevenzione", conclude.
Ultimo aggiornamento: 15/10/2026 23:29

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