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Nasce ufficialmente il Centro per la Giustizia Riparativa del Trentino-Alto Adige

Oltre 200 richieste e 70 percorsi già conclusi

TRENTO - La giustizia riparativa è una forma d'intervento che consente alla vittima, alla persona indicata come autore dell'offesa e ai membri della comunità di partecipare liberamente, in modo attivo e con l'aiuto di mediatori esperti, alla risoluzione delle questioni derivanti da un reato. In occasione del convegno “Giustizia riparativa e sistema penale: fondamenti, esperienze e prospettive”, tenutosi oggi nella Sala di rappresentanza del Consiglio regionale a Trento, è stato ufficialmente presentato il nuovo Centro per la Giustizia Riparativa del distretto di Corte d'Appello di Trento.

“Questo convegno segna un punto d'arrivo, ma allo stesso tempo un punto di partenza – ha detto il presidente della Regione Arno Kompatscher durante il suo intervento - la nostra Regione si era già impegnata nella mediazione penale dal 2004; oggi, con la Riforma Cartabia, questo percorso è stato formalmente istituzionalizzato e ha definito il nostro ruolo all'interno del nuovo sistema dei Centri per la Giustizia Riparativa. La giustizia riparativa è sicuramente la forma più civile per gestire le conseguenze dei reati e il vissuto che coinvolge le vittime e i responsabili degli illeciti. Credo che uno studioso come Cesare Beccaria, che ha teorizzato la funzione rieducativa della pena, si sarebbe convinto che la giustizia riparativa rappresenta il naturale passo in avanti verso un vero salto di qualità per la nostra civiltà”.

A illustrare il bilancio operativo dell'attività svolta è stata Valeria Tramonte, Coordinatrice del Centro per la Giustizia Riparativa del distretto di Trento: “Dal 1° gennaio ad oggi la nostra struttura ha ricevuto circa 200 richieste di accesso ai programmi e svolto più di 250 colloqui sia con le persone offese sia con i soggetti indicati come responsabili. Ad oggi sono 70 i percorsi già conclusi, mentre più del doppio risultano attualmente in corso. Più del 50% dei casi presi in carico raggiunge un esito riparativo, un dato pienamente in linea con il trend nazionale ma sostenuto da un volume di accessi molto significativo.
A breve convocheremo dei tavoli tecnico-operativi distrettuali con autorità giudiziaria, avvocatura, università e servizi territoriali per definire le migliori modalità applicative e rendere questo servizio pubblico sempre più accessibile a tutta la cittadinanza”.

Istituito con la deliberazione della Giunta regionale n. 41 del 4 marzo 2026 in attuazione del decreto legislativo 150/2022 (riforma Cartabia), il Centro si configura come l'unico punto di riferimento distrettuale per l'accesso a un servizio pubblico essenziale, gratuito e confidenziale. Strutturato nelle due sedi di Trento e Bolzano, il Centro avvale dell'operato di sei mediatori esperti iscritti all’elenco ministeriale e garantisce l'accesso ai percorsi per qualsiasi tipologia di reato, in ogni stato e grado del procedimento o dell’esecuzione della pena. La nuova struttura istituzionale consolida un'esperienza territoriale trentina e altoatesina avviata già nel 2004 con la nascita del primo Centro di Mediazione Penale regionale.

In concreto, il percorso offre uno spazio protetto di incontro e confronto guidato da mediatori neutrali. Il programma parte da colloqui individuali e si sviluppa in forme quali la mediazione diretta, la mediazione estesa ai gruppi parentali o il dialogo riparativo di comunità, potendosi concludere con un esito riparativo di natura simbolica o materiale. Pur affiancandosi al processo penale senza prevedere sconti di pena automatici, la giustizia riparativa produce rilevanti effetti giuridici, tra cui la remissione tacita della querela per i reati procedibili a querela di parte e elementi di valutazione favorevoli per i giudici ai fini della commisurazione della pena e dell'accesso ai benefici penitenziari.

Tra i vari interventi della giornata è emerso quello della professoressa Claudia Mazzucato, docente di Diritto Penale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore che ha tracciato l’inquadramento teorico del nuovo modello: “La giustizia riparativa è un incontro volontario tra chi è accusato di aver commesso un reato e la vittima di quel reato, con la partecipazione eventuale della comunità. Si tratta di un percorso che si fonda su un'idea profondamente democratica: quando si presenta un problema, occorre parlarsi per cercare e costruire insieme le modalità per uscirne. Ritengo che la giustizia riparativa sia di fondamentale importanza perché introduce nel sistema penale i concetti di partecipazione, deliberazione e libertà. Nel nostro Paese disponiamo oggi di una disciplina organica che la garantisce come servizio pubblico essenziale e gratuito, supportato da 36 Centri per la Giustizia Riparativa già attivi sul territorio nazionale: un impatto complessivo profondo e significativo”.
Ultimo aggiornamento: 25/09/2026 17:49

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