CASTELBELLO-CIARDES (Bolzano) - Inaugurata la nuova circonvallazione di Castelbello e Colsano sulla statale 38 dello Stelvio
(foto credit USP- Bruno Benedetto).
Gli interventi
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Un investimento importante per il futuro sviluppo del Comune di Castelbello e di tutta la Val Venosta", ha detto il presidente della Provincia Arno Kompatscher. "Allo stesso tempo – ha aggiunto – il potenziamento e il miglioramento dei mezzi di trasporto pubblico, in particolare la ferrovia, anche a livello sovraregionale, costituiscono un ulteriore tassello fondamentale per lo sviluppo sostenibile della nostra Provincia. Inoltre, rappresenta un elemento di collegamento culturale con i territori limitrofi".
La nuova infrastruttura, aperta da martedì 9 giugno, garantirà un aiuto tangibile alla popolazione dei due paesi e alla mobilità lungo la Val Venosta, come sottolinea l'assessore provinciale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Daniel Alfreider: “Finalmente questa data è arrivata. Per Castelbello, Colsano, la Val Venosta e tutta l'Alto Adige è un passo importante: meno traffico di attraversamento nei centri abitati, più sicurezza per chi vive lungo la strada e una viabilità più fluida per tutti. È un’opera che porta sollievo concreto alla popolazione”.
Con l’entrata in funzione della circonvallazione il traffico di attraversamento verrà deviato fuori dai centri abitati di Castelbello e Colsano. Per la popolazione dovrebbe significare meno rumore, un ridotto transito di mezzi pesanti, maggiore sicurezza e una migliore vivibilità lungo l’asse della SS 38.
"Con l’inaugurazione della circonvallazione Castelbello e Colsano inizia una nuova era per il nostro Comune. Grazie alla riduzione del traffico, i nostri cittadini, le famiglie, i bambini e gli anziani ritrovano un po’ di tranquillità, sicurezza e spazio libero", afferma il sindaco di Castelbello-Ciardes Gustav Tappeiner guardando alle prospettive che si aprono. "La circonvallazione migliora la qualità della vita nei centri abitati, rafforza la nostra posizione economica, agevola la viabilità quotidiana all’interno dei centri abitati e rende il nostro Comune più accessibile.
Ciò apre nuove opportunità per il programma di sviluppo comunale nei settori dell’edilizia abitativa, dell’economia, del turismo e per l’intero sviluppo locale e regionale. Allo stesso tempo, la nuova circonvallazione migliora il collegamento con la Val Venosta e verso Merano".
La circonvallazione
La nuova infrastruttura ha una lunghezza di 3,36 chilometri e comprende una galleria di 2.498 metri. Di questi, 2.398 metri sono stati realizzati in sotterraneo e 100 metri in artificiale. Dopo il tunnel di Laives, quello della circonvallazione di Castelbello e Colsano è il secondo tunnel più lungo sulla rete stradale altoatesina.
Il progetto comprende inoltre quattro cunicoli di fuga, quattro piazzole di sosta e due nuovi collegamenti con la strada statale esistente. L’innesto est è realizzato come rotatoria nella zona industriale di Colsano, mentre l’innesto ovest è previsto come incrocio a T circa 450 metri a ovest del Castello di Castelbello.
“L’obiettivo era chiaro: togliere traffico dai paesi e migliorare la qualità della vita, senza perdere di vista il territorio”, aggiunge Alfreider. “Il tracciato è stato scelto per ridurre il più possibile l’impatto sul paesaggio e sulle colture. Un’infrastruttura così importante deve funzionare bene, ma deve anche inserirsi con responsabilità nel contesto in cui viene realizzata”.
Come riporta il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, grande attenzione è stata dedicata alla sicurezza. I cunicoli di fuga, inizialmente previsti per l’evacuazione delle persone, sono stati migliorati in modo da poter essere percorribili anche da piccoli mezzi di soccorso. La galleria è dotata di un moderno sistema di ventilazione: in caso di incendio, il punto dell’evento può essere localizzato con precisione e i fumi vengono convogliati attraverso un controsoffitto verso il portale est, dove vengono espulsi tramite un camino. Nei pressi degli imbocchi ovest ed est sono state realizzate anche opere di protezione contro i rischi geologici, tra cui barriere paramassi e un vallo di protezione.
Il costo complessivo dell'opera ammonta a 130,8 milioni di euro. I costi legati all'aumento dei prezzi causato dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina sono stati in gran parte compensati da ulteriori finanziamenti statali. I lavori di costruzione e l'installazione degli impianti tecnici sono stimati in circa 98 milioni di euro.