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Confindustria Brescia, "Regolamento UE sul metano ennesima zavorra per le imprese"

"Serve subito lo stop-the-clock e sul nucleare ora bisogna correre”

BRESCIA – Dal 1° gennaio 2027 il Regolamento (UE) 2024/1787 sulle emissioni di metano si applicherà anche a gas, petrolio e carbone importati nell'Unione. Chi importa dovrà dimostrare che il produttore estero misura e rendiconta le proprie emissioni secondo criteri europei.

Obblighi e sanzioni, fino al 20% del fatturato, ricadono però sull'importatore, che non gestisce i giacimenti e non ha strumenti per imporre regole a imprese di altri Stati. Mancano inoltre ancora le norme tecniche necessarie per dimostrare la conformità.

“Siamo di fronte all'ennesima zavorra su un mercato dell'energia già segnato da gravi squilibri regolatori e da forti speculazioni finanziarie – dichiara Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia –. Le nostre imprese, energivore e non, competono sui mercati internazionali con costi energetici molto più alti dei concorrenti. Nessuno contesta l'obiettivo ambientale. Ma se un carico di GNL non può entrare in Europa, viene venduto altrove: le emissioni restano identiche, e noi perdiamo forniture e paghiamo prezzi più alti. Non è una riduzione delle emissioni, è un autogol per la competitività.”

Per l'Italia la posta è altissima. Il Paese importa circa il 95% del gas che consuma. Nel primo semestre dell’anno, secondo i dati del MASE, il 34,7% della domanda è arrivato dall'Algeria, il 14,8% dall'Azerbaigian e il 31,7% come GNL. Sono in larga parte i fornitori con cui è stato sostituito il gas russo.

Secondo i dati elaborati da Confindustria Brescia, il consumo di gas naturale in Italia oggi si attesta a 62,03 miliardi di mc all’anno (dato 2025). A livello nazionale, circa 22 miliardi di mc nel 2025 sono stati consumati dal comparto termoelettrico.
Per quanto riguarda il consumo di gas naturale in provincia di Brescia, la cifra è di 1,39 miliardi di mc anno, ovvero circa il 2,2% del totale nazionale (dato 2025).

Nelle ultime settimane il prezzo del gas al PSV ha toccato i 90 centesimi di euro al metro cubo, valori che non si vedevano dalla crisi del 2021-2022, dopo l’avvio del conflitto russo-ucraino. Il prezzo di borsa dell’energia elettrica (PUN) per il mese di settembre fa registrare un valore medio di oltre 200 €/MWh, con picchi anche di 270-280 €/MWh in alcune ore della giornata. A dicembre 2025, il PUN medio mensile era di 115 €/MWh. Francia, Germania e Spagna per settembre hanno fatto registrare un prezzo medio di 130-140 €/MWh.

“Il timore è condiviso dai principali fornitori dell'Europa. Stati Uniti, Qatar, Nigeria e Algeria hanno chiesto con una lettera aperta alla Commissione una moratoria dell'applicazione e la sospensione delle sanzioni. A giugno l'Italia, insieme ad altri undici Stati membri, aveva già chiesto un differimento. La Commissione ha risposto solo con raccomandazioni non vincolanti – prosegue Streparava –. Nessuna impresa firma un contratto pluriennale sulla base di una raccomandazione. Chiediamo al Governo di portare fino in fondo la battaglia avviata a Bruxelles e di ottenere uno stop-the-clock vero, con una modifica del regolamento e non affidato alla discrezionalità dei singoli Stati. Sul piano nazionale, con il DDL 1836, facciamo nostre le proposte di Confindustria. Servono una clausola di salvaguardia per la sicurezza degli approvvigionamenti, sanzioni proporzionate che distinguano ciò che l'operatore controlla da ciò che dipende da terzi, e un regime transitorio di almeno 36 mesi.”

“Ieri il Senato ha approvato in via definitiva la legge delega sul nucleare sostenibile. È una scelta che l'industria chiede da tempo e che oggi diventa irrinunciabile e urgente – conclude il presidente di Confindustria Brescia –. La vicenda del metano dimostra quanto sia fragile un sistema che dipende da filiere esterne esposte a crisi geopolitiche e cortocircuiti normativi. Il nucleare di nuova generazione, accanto alle rinnovabili, garantisce energia programmabile, costi stabili e sovranità energetica. Ora servono decreti attuativi rapidi e un piano industriale credibile. La manifattura bresciana e il Made in Italy non possono permettersi di aspettare.”
Ultimo aggiornamento: 24/09/2026 22:16

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