BRESCIA - Confindustria Brescia ha ospitato il 50° appuntamento con Scenari & Tendenze, l’Osservatorio Congiunturale dell’associazione di via Cefalonia, nato nel 2008 su spinta della Piccola Industria e dei Giovani Imprenditori, co-finanziato e patrocinato dalla Camera di Commercio di Brescia.
All’appuntamento, svoltosi nell’occasione esclusivamente in presenza, sono intervenuti Antonio Gozzi (vice presidente di Confindustria per l’Autonomia Strategica Europea, Piano Mattei e Politiche per la Competitività nei rapporti con le Istituzioni europee), Paolo Streparava (presidente Confindustria Brescia), Roberto Saccone (presidente Camera di Commercio di Brescia), Davide Fedreghini (Centro Studi Confindustria Brescia), Achille Fornasini (Università degli Studi di Brescia), Andrea Beretta Zanoni (Università degli Studi di Verona) e Stefano Allegri (AB Service).
Al centro dell’approfondimento le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, che hanno nuovamente interrotto i transiti nello stretto di Hormuz: un evento che dimostra l'estrema vulnerabilità delle economie moderne agli shock geopolitici. Un contesto particolarmente critico per l'Italia, Paese fortemente dipendente dai mercati globali e con un comparto manifatturiero che richiede massicci consumi energetici.

A esacerbare la situazione – secondo le analisi presentate durante i lavori – contribuiscono anche i fondi speculativi. Convinti erroneamente che le forniture dal Golfo Persico si sarebbero riprese in fretta, determinando addirittura un surplus di offerta, i fondi avevano ridotto drasticamente le posizioni rialziste e accumulato un numero record di scommesse al ribasso. L'improvviso rinnovarsi della crisi sta costringendo gli speculatori a correre ai ripari per coprire le proprie posizioni: un repentino cambio di rotta che sta già provocando un forte rimbalzo dei prezzi di mercato, destinato ad accentuarsi nelle prossime settimane se le tensioni non si sgonfieranno. I primi effetti sono: petrolio +7%, gas +25,8%, polietilene +4%, polipropilene +5%, metalli non ferrosi +2%.
L’unico comparto depresso è quello siderurgico, che patisce la contrazione della domanda e gli alti costi energetici nell’ultimo mese: minerale di ferro -12%, rottame ferroso -5%. A pesare sulle imprese i costi in rapida ascesa dei noli mercantili sulla rotta Shanghai-Genova (+128%) e sulla rotta Shanghai-Rotterdam (+140%).
Per quanto riguarda il solo contesto bresciano, nei primi tre mesi del 2026 la manifattura provinciale ha mostrato un consolidamento dei progressi sperimentati nei periodi precedenti (+3,5% tendenziale). Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente non sembra avere più di tanto influito sulla dinamica produttiva rilevata fra gennaio e marzo di quest’anno, se si esclude l’impennata subita dai prezzi degli input energetici e di alcune materie prime tipicamente utilizzate dalle aziende del territorio. Al riguardo, le imprese hanno segnalato incrementi che non si rilevavano dal 2° semestre del 2022.
In tale contesto, la nuova proiezione per il 2026 della bolletta energetica pagata dalle imprese industriali bresciane (1.464 milioni) si caratterizza per una lieve limatura di quanto prospettato lo scorso marzo, nel 49° appuntamento di Scenari & Tendenze.
Il quadro di fondo non cambia, con esborsi monetari per energia elettrica e gas naturale non dissimili da quelli relativi al 2021.
"Le imprese italiane ed europee si trovano oggi ad affrontare una fase senza precedenti, in cui tensioni geopolitiche, competizione globale e transizione energetica si intrecciano profondamente – ha dichiarato Antonio Gozzi, vice presidente di Confindustria per l’Autonomia Strategica Europea, Piano Mattei e Politiche per la Competitività nei rapporti con le Istituzioni europee –. In questo scenario non possiamo permetterci che gli obiettivi della decarbonizzazione si traducano in un ulteriore fattore di perdita di competitività. La sfida è coniugare sostenibilità e sviluppo industriale, garantendo alle imprese energia sicura, abbondante e a costi competitivi. Per questo l'Europa deve accompagnare la transizione con una politica industriale forte, investimenti nelle infrastrutture energetiche, semplificazione normativa e una revisione degli strumenti, a partire dall'ETS, affinché sostengano gli investimenti anziché penalizzare chi produce in Europa. L'autonomia strategica europea passa anche dalla capacità di preservare e rafforzare la propria base manifatturiera: senza industria non c'è innovazione, non c'è occupazione qualificata e non può esserci una transizione ecologica realmente sostenibile."
“Scenari & Tendenze nasce da una convinzione molto semplice, ma oggi più che mai attuale, come lo era nel 2008 all’inizio di questo percorso: le imprese hanno bisogno di strumenti affidabili per comprendere la realtà nella quale operano – le parole di Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia –. Viviamo una fase storica caratterizzata da cambiamenti continui. Le tensioni geopolitiche, i conflitti internazionali, le nuove politiche commerciali, la volatilità dei mercati, il costo dell'energia e delle materie prime rendono ogni decisione imprenditoriale più complessa rispetto al passato. Da un lato, la manifattura bresciana continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta. Dall'altro, permangono fattori di forte pressione sulle imprese. Penso in particolare ai costi dell'energia. Le stime aggiornate indicano che nel 2026 le imprese industriali bresciane sosterranno una bolletta energetica complessiva di circa 1 miliardo e 464 milioni di euro. Un valore ancora molto elevato e indicativo di quanto il tema dell'energia continui a incidere sulla competitività del nostro sistema produttivo.”
“Lo scenario economico attuale si contraddistingue per il rallentamento della crescita mondiale, il possibile ritorno di pressioni inflazionistiche legate alle tensioni energetiche, e un quadro geopolitico che influenza investimenti, commercio e fiducia – commenta il presidente della Camera di Commercio di Brescia, Roberto Saccone –. Gli ultimi anni ci hanno peraltro abituato a trasformazioni rapide e profonde del contesto economico, capaci di incidere in modo significativo sull’operatività quotidiana e sulla pianificazione strategica delle imprese. Al fine di aiutare le aziende a orientare le proprie decisioni con maggiore consapevolezza e definire piani d’azione coerenti, diventa perciò essenziale poter contare su analisi e proiezioni affidabili dei possibili scenari futuri. In questo contesto, si rivela assolutamente preziosa l'attività svolta nell'ambito di “Scenari & tendenze”, grazie alla quale viene offerto un importante contributo alla competitività del nostro sistema produttivo. Il sistema economico bresciano, va comunque rilevato, ha tuttora energie, competenze e creatività per trasformare questa fase complessa in opportunità di sviluppo e competitività, soprattutto se si continua a investire nella modernizzazione del sistema produttivo e nella formazione delle nuove generazioni”.