PISOGNE (Brescia) - Legambiente Basso Sebino e Valle Camonica, Italia Nostra Valle Camonica e LIPU Bergamo e Brescia hanno formalmente diffidato il Comune di Pisogne a procedere con la realizzazione dell’
area camper in località “Nistoi”, chiedendo la sospensione dell’iter autorizzativo e un riesame complessivo del progetto. La diffida è stata trasmessa via PEC, anche alla Comunità Montana del Sebino bresciano.

La richiesta nasce dalle criticità emerse da sopralluoghi, indagini indipendenti e dall’esame della documentazione progettuale, che riguardano in particolare rischio idrogeologico, sicurezza delle persone, viabilità ed evacuazione, caratteristiche dei terreni e possibile presenza di materiali di riporto. Particolare attenzione viene posta al rischio di esondazione e alla prevista presenza di circa 100 camper e roulotte.
"Le associazioni chiedono una verifica rigorosa e indipendente della reale pericolosità idraulica, considerando anche il rischio di fluitazione e spostamento dei mezzi in presenza di acqua corrente.
Preoccupazioni riguardano inoltre il piano di evacuazione: il transito elevato di mezzi dovrebbe avvenire lungo una strada caratterizzata da una strozzatura e da un ponte a senso unico. Occorre quindi verificare se l’evacuazione sia possibile anche negli scenari più critici, in presenza di acqua, detriti o altri ostacoli. La diffida chiede inoltre verifiche indipendenti sulla natura e sulla qualità dei terreni, anche alla luce delle informazioni relative a riporti che potrebbero contenere materiali riconducibili a scorie di acciaieria".
"Non chiediamo di fermare il progetto per principio – sottolineano le associazioni ambientaliste – ma di applicare il principio di massima cautela quando sono in gioco sicurezza delle persone, rischio idraulico e tutela ambientale. Un piano di evacuazione deve funzionare nella realtà, non soltanto sulla carta». Le associazioni chiedono quindi di sospendere l’iter e riesaminare integralmente il progetto, verificando rischio idraulico, vie di fuga, stabilità e qualità dei terreni e compatibilità ambientale. In alternativa, propongono di destinare Nistoi a parco pubblico non attrezzato o area verde da riforestare, preservandone la capacità naturale di drenaggio. «In una fase di crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi – concludono – impermeabilizzare e concentrare decine di mezzi e persone in un’area vulnerabile significa andare nella direzione opposta alla prevenzione del rischio e all’adattamento climatico".