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Coronavirus, “Nervi saldi e seguiamo tutte le prescrizioni”

venerdì, 6 marzo 2020

Il coronavirus ha cambiato in pochi giorni l’atteggiamento di lombardi, italiani e anche a livello mondiale.

Ecco il commento di Celso Vassalini volontario Vice Presidente AiFOS – Protezione Civile:
Le nostre piccole e grandi città e le sue affascinanti province sono forti e anche stavolta sapranno ripartire. Le città e le sue province vanno avanti, guai a fermarsi. Nervi saldi, seguiamo tutte le prescrizioni, ma non c’è motivo per non uscire di casa. Dubbi, timore zero. Certo che ce la faremo. Dobbiamo reagire e trovare quello stesso spirito di ricostruire che hanno avuto i nostri nonni e le nostre amabili nonne in un momento difficile come il dopoguerra. E lo faremo, le nostre città sono forti e lo dimostreranno anche stavolta. Capisco che il sentimento di tutti noi è però mutato. Prima il coronavirus era poco più di un’influenza, ora invece…

All’inizio l’abbiamo vissuto quasi come qualcosa di esotico, poi ce lo siamo trovato praticamente in casa. Fortunatamente la stragrande maggioranza delle persone assume questa malattia in modo quasi trascurabile con un sensibile autocontrollo. Però la psicosi aumenta. Credo che riuscire a tenere i nervi saldi sia fondamentale. Così come l’intervento del Presidente della Repubblica, il raccordo istituzionale, la catena di comando che va dal governo fino agli enti locali attraverso Regione, Comuni, Ats, prefetto, ospedali e la comunicazione, tutti gli operatori della Sanità e soprattutto agli uomini e alle donne della Protezione Civile, vestiti come Lancillotto nei check-point in tutti gli ospedali, con garbo ci danno consigli. Più continuiamo a presentarci uniti e più riusciremo a tranquillizzare tutti. Siamo tutti cuore della Lombardia, abbiamo probabilmente il miglior servizio sanitario d’ Europa e tutti si stanno facendo in quattro: è una grande prova, ma ritengo non si debba eccedere nella preoccupazione.

Niente panico, insomma? Direi nervi saldi. Ci sono state date indicazioni sanitarie molto chiare, seguiamole e andrà tutto bene. Vero, le persone anziane devono essere prudenti e limitare spostamenti e relazioni. Ma per tutte le altre non c’ è motivo per non uscire, andare al ristorante con la suocera o farsi una passeggiata in centro. Quindi guai a fermarsi. Questo weekend i grandi negozi e quelli dei centri commerciali sono chiusi? Andiamo nei negozi di vicinato che lavoreranno di più. Giusto comportarsi con prudenza per ridurre il contagio, ma dobbiamo anche infondere quella condizione di fiducia per vivere la città, i nostri quartieri e i nostri condomini e i nostri meravigliosi territori. La vita va avanti, non siamo in guerra. Farsi trovare pronti quando ci saranno le giuste condizioni per comunicare la nostra ripartenza all’ esterno e tornare ad attrarre i turisti e, mercato-lavoro più forti di prima. Nel frattempo Sindaci e catena di comando incontrare gli operatori e le associazioni del settore per definire le strategie. Appena la situazione si stabilizza dobbiamo tornare a correre. Nel mio animo spero che finisca entro 2 mesi, ma chissà…!? Ed è questo l’aspetto che rende difficile tutto, il non sapere: a volte sei di fronte a problemi gravi ma con contorni chiari, qui non è così. Se arriva un’alluvione ti rimbocchi le maniche, asciughi tutto e riparti: qui non capisci ancora quando, e questo a volte ci manda un po’ in crisi. I Cittadini e le Cittadine della mia amata Lombardia noi siamo gente tosta. Beh, in questo momento i sindaci e gli assessori qualcuno non gliel’ ha mandata a dire… Vero, qualche insulto li prenderanno, ma spesso non è stato capito il fatto che certe misure restrittive, penso a bar e ristoranti, non le ha prese il Sindaco. Ma li capisco, davanti a momenti così difficili, quando rischi di chiudere, non sempre si reagisce con lucidità. È assolutamente umano. Il nostro pensiero va alle zone rosse-quarantena vanno tutti i nostri auguri di pronta riapertura. Bisogna essere obiettivi: siamo di fronte a una cosa difficilissima che nessuno aveva mai affrontato. Ecco, in Lombardia la catena di comando funziona e c’ è una forte coesione, ed è questa la cosa importante: stiamo trasferendo un’idea di istituzioni unite ed efficienti e mi pare fondamentale in un momento del genere“.



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