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Giornata della donna: una mostra virtuale tra passato e presente. Le curiosità

sabato, 7 marzo 2015

Bolzano – Una mostra virtuale tra passato e presente sulla donna con gli oggetti utilizzati nella quotidianità. In una mostra promossa in occasione della giornata della donna, viene proposta la femminilità e il ruolo della donna nella quotidianità, nella società e nella vita professionale e sono stati selezionati dagli stessi musei.

Oggetti femminili di 11 Musei altoatesini  fruibili online (http://www.musei-altoadige.it) fino al 31 marzo sul tema: La donna ieri. oggi, domani. È stata allestita per la Giornata internazionale della Donna, 8 marzo.

L’ introduzione all’esposizione parte dalla seguente frase: “Ricordarsi di cosa non ci sarebbe, se non ci fossero le donne” di Monika Hauser, medico di origine altoatesine fondatrice dell’organizzazione per i diritti delle donne.

Tra gli oggetti presentati vi è un «menhir» femminile dell’età del bronzo conservato al Museo Archeologico dell’Alto Adige in cui sono ben riconoscibili un pettorale e un diadema incisi.
Un altro pezzo della mostra è una cosiddetta «pietra aquilina», amuleto della medicina popolare per propiziare un parto felice, o un altro amuleto, noto come «natica», usato un tempo da alcune donne «contro le malattie femminili e per essere più gradite agli uomini».

Entrambi provengono dal Museo della Farmacia di Bressanone. Un’altra chicca è l’autoritratto a intaglio (collezione Museum Gherdëina) della scultrice lignea gardenese Katharina Kasslatter, una pioniera dell’esercizio «al femminile» di quest’arte.

I vestiti degli anni ’60-’70 provenienti dal Museo delle donne di Merano illustrano bene la moda dell’epoca e i cliché femminili a essa associati, mentre le scarpe di Maria Ragginer, figlia di un medico popolare di fine ‘800, cui è dedicata una sezione del Museo provinciale degli usi e costumi di Teodone, ne rivelano lo stato di donna sola, evitata e derisa a causa di pregiudizi e maldicenze.

Le mostre virtuali come questa, come afferma l’assessore provinciale ai Musei Florian Mussner, sensibilizzano il pubblico sulla possibilità di consultare, attraverso il portale dei musei, un numero sempre crescente di beni culturali altoatesini digitalizzati grazie al progetto di catalogazione digitale Beni culturali in Alto Adige (BIA).

Quali luoghi della memoria i musei conservano e documentano non solo una quantità di oggetti, ma anche le loro storie, come spiega la curatrice della mostra virtuale Esther Erlacher.

In tal modo offrono informazioni su ruoli, ideali e rappresentazioni consolidate di ieri e di oggi, aprendo anche uno spazio a ciò che è altro, diverso.
Di questi oggetti e storie il catalogo online Beni culturali in Alto Adige ne propone oltre 170.000, come sottolinea  la coordinatrice del progetto Gertrud Gasser.


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