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Ghiacciai lombardi come a fine estate: l’allarme dei dati SWE di Arpa

martedì, 5 luglio 2022

Passo Tonale – Un innevamento notevolmente inferiore alla media degli ultimi 15 anni su tutte le montagne lombarde, dove la neve è caduta raramente anche in quota. È quanto emerge dall’ultima campagna di misura dello SWE 2022 sui ghiacciai lombardi, realizzata da Arpa Lombardia in collaborazione con Enel. I dati sui quantitativi di equivalente idrico della neve e sulla conformazione della neve stessa fanno presagire un’estate drammatica per il glacialismo alpino e per la disponibilità di riserva idrica a lento rilascio per i bacini lombardi.

Una stagione eccezionalmente secca e con temperature nettamente superiori alla norma ha, infatti, provocato una scarsità di accumulo di neve senza precedenti sui ghiacciai lombardi, tant’è che molti di essi presentano oggi le condizioni tipiche di fine estate delle annate relativamente nevose.

Presumibilmente l’estate 2022 segnerà quindi bilanci di massa negativi in tutti i ghiacciai della regione, con decrementi volumetrici considerevoli e la possibile scomparsa di alcuni di quelli di piccole dimensioni.

DATI CAMPAGNA SNOW WATER EQUIVALENT 2022
Si è appena conclusa la campagna di misura dello SWE 2022 sui ghiacciai lombardi, realizzata da ARPA Lombardia in collaborazione con ENEL. Lo SWE è lo Snow Water Equivalent, equivalente idrico della neve misurato in kg/m2, ovvero la massa dell’acqua di disgelo per metro quadrato che risulterebbe se il manto nevoso si fondesse del tutto. Il dato di SWE si basa sulla misurazione dell’altezza e della densità del manto nevoso e sulla valutazione della sua estensione.

Una stagione di accumulo eccezionalmente secca, aggravata nei mesi di maggio e giugno da temperature nettamente superiori alla norma, ha provocato una scarsità di neve senza precedenti sui ghiacciai lombardi. Il periodo ideale per l’esecuzione delle misure di SWE è quello tardo primaverile (metà maggio-metà giugno), ovvero il periodo dell’anno in cui si verifica il massimo accumulo nivale. Clicca sulla tabella per ingrandire i dati nel dettaglio.

Queste campagne di misura consentono sia di valutare la quantità totale di equivalente in acqua immagazzinata nella neve che la sua distribuzione sul territorio regionale. Il parametro SWE pertanto riveste un ruolo chiave nel bilancio idrologico delle regioni alpine, rappresentando una riserva idrica a rilascio graduale e al tempo stesso una componente importante per il rischio idrogeologico.

I rilievi sono stati effettuati a quote elevate ad integrare i dati raccolti in continuo attraverso la capillare rete di stazioni nivometeorologiche automatiche presenti sul territorio montano lombardo a quote inferiori. Nel dettaglio i ghiacciai interessati dai carotaggi e dalle misure dell’altezza del manto nivale sono stati:

ghiacciai del Vioz e Dosegù nel Sottogruppo Cevedale-San Matteo;
ghiacciaio di Alpe Sud sul Monte Sobretta;
ghiacciaio dei Vitelli nel Sottogruppo Ortles-Cristallo;
ghiacciai dell’Adamello e del Pisgana nel Gruppo dell’Adamello;
• ghiacciai di Fellaria Orientale e Occidentale nel Gruppo del Bernina.

I campionamenti sono stati svolti alle quote comprese tra i 2.763 metri alla fronte del Ghiacciaio Pisgana ed i 3.620 del Ghiacciaio di Fellaria Orientale, nei pressi della Forcola di Bellavista.

Per la misura dell’altezza totale del manto nivale sono state utilizzate sonde del tipo a settore, mentre per il carotaggio della neve è stato impiegato il Tubo Pesaneve EV3 con testa a vite da ghiaccio. Dai dati complessivamente raccolti si può confermare che l’ultima stagione è stata caratterizzata da un innevamento notevolmente inferiore alla media (considerando gli ultimi 15 anni) su tutte le montagne lombarde; condizione dovuta principalmente alle rare precipitazioni nevose verificatesi in quota. Anche le precipitazioni primaverili sono state pressoché assenti, pertanto la situazione è rimasta immutata.

Osservando il grafico successivo che riporta i dati delle campagne SWE sui principali apparati glaciali, a partire dal 2016, si evidenzia come lo SWE della stagione 2021-2022 risulti notevolmente inferiore alla media.

Sono stati riscontrati spessori della neve notevolmente inferiori rispetto agli scorsi anni, fatta eccezione per le zone di accumulo superiori ai 3500 m, ove la situazione non appare altrettanto grave (spessori variabili tra 2 e 3 m sul Fellaria Orientale, con valori di densità media di 450 Kg/m3).

I valori più elevati di SWE sono stati misurati sugli apparati glaciali di Vioz e di Fellaria Orientale (8 e 13 metri di neve cumulata). Valori compresi tra 2 e 6 m di neve cumulata sui rimanenti ghiacciai interessati dalle misure.

I quantitativi di neve misurata, unitamente alle scadenti caratteristiche fisiche e meccaniche interne al manto nevoso, sono presagio di un’estate drammatica per il glacialismo alpino. Molti ghiacciai presentano oggi le condizioni tipiche di fine estate in annate relativamente nevose. Presumibilmente l’estate 2022 segnerà bilanci di massa negativi in tutti i ghiacciai della regione, con decrementi volumetrici considerevoli e la possibile scomparsa di alcuni ghiacciai di piccole dimensioni.



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