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Allarme Coldiretti per il dissesto idrogeologico

mercoledì, 27 novembre 2019

Brescia -  Allarme dalla Coldiretti per il dissesto idrogeologico. A novembre ci sono stati 6 nubifragi al giorno con un numero di tempeste di pioggia, vento, trombe d’aria e grandine pari a più del doppio dello scorso anno (+116%). E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti su dati ESWD in relazione alla nuova allerta rossa della Protezione Civile per il maltempo in Lombardia e Trentino. Tra le aree maggiormente colpite il Bresciano, sia nelle zone vallive che in pianura.

Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono – precisa la Coldiretti – su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico con 7275 i comuni complessivamente a rischio per frane o alluvioni (il 91,3% del totale). Una situazione che mette di fatto in pericolo 7 milioni gli italiani che vivono in queste aree in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico anomalo che condiziona la vita e il lavoro.

A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni secondo la Coldiretti ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari.

“Occorre creare le condizioni affinché si contrasti la scomparsa delle campagne, garantendo un giusto reddito agli agricoltori e valorizzandone il ruolo ambientale, anche attraverso la nuova legge sul consumo di suolo, approvata da un ramo del Parlamento nella scorsa legislatura ma finita ora su un binario morto” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “dobbiamo togliere dalla palude questa norma importante per il futuro dell’Italia e vararla prima possibile. Ma serve anche investire sulla manutenzione dei territori a rischio e sulle infrastrutture. All’Italia non servono nuove strade ma un potenziamento degli snodi aeroportuali e, soprattutto, del trasporto su rotaia, in una situazione dove su 100 Km di ferrovia, appena 5 sono oggi destinati a far viaggiare le merci. Questi ritardi fanno perdere mercati al Belpaese, in termini di concorrenza, rispetto agli altri Paesi europei”.

di Chiara Panzeri 



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