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Marmolada e Fedaia, infortuni e manutenzione dei sentieri: SAT non ci sta

La Società degli Alpinisti Tridentini interviene nel dibattito sviluppatosi in Consiglio provinciale

PASSO FEDAIA - In merito al dibattito sviluppatosi ieri in Consiglio provinciale sul tema della manutenzione dei sentieri della Marmolada e del Passo Fedaia, la Società degli Alpinisti Tridentini ritiene necessario intervenire per ribadire alcuni principi che da oltre 150 anni guidano la propria attività e per chiarire alcuni elementi emersi nel corso della discussione. L'obiettivo è contribuire a un confronto fondato su dati oggettivi e sul reale contesto nel quale oggi viene gestita la rete sentieristica trentina.

La SAT prende atto con soddisfazione che, nel corso del confronto consiliare, numerosi consiglieri abbiano richiamato il valore storico dell'Associazione e il ruolo insostituibile svolto da migliaia di volontari che, da oltre 150 anni, si prendono cura della montagna trentina. Un riconoscimento che testimonia il patrimonio di competenze, esperienza e impegno costruito in oltre un secolo e mezzo di attività al servizio della montagna e della collettività.

La SATpuntualizza il presidente Cristian Ferrarirespinge qualsiasi tentativo di ricondurre gli incidenti in montagna alla sola manutenzione dei sentieri. Ridurre il rischio in montagna richiede l'equilibrio tra una corretta manutenzione, un'adeguata informazione, una classificazione coerente degli itinerari e, soprattutto, la preparazione di chi la frequenta. È un principio che promuoviamo da oltre 150 anni attraverso le nostre sezioni, le scuole di alpinismo ed escursionismo e le attività formative. La vera sfida che oggi abbiamo davanti non è individuare un responsabile, ma affrontare una montagna che cambia rapidamente. La risposta non è eliminare ogni difficoltà attraverso una progressiva infrastrutturazione dei percorsi, ma aiutare le persone a riconoscerla, comprenderla e affrontarla con la preparazione necessaria”.

"È proprio il profondo cambiamento che sta interessando l'ambiente montano a rendere oggi la gestione della rete sentieristica sempre più complessa. Il ritiro dei ghiacciai, l'instabilità dei versanti, il degrado del permafrost, gli eventi meteorologici estremi e il considerevole aumento della frequentazione, concentrato soprattutto su alcuni itinerari anche in conseguenza della crescente promozione turistica e della diffusione di immagini e contenuti attraverso media e social network, impongono un approccio sempre più articolato e condiviso.

Consapevole di questa evoluzione, la SAT ha già avviato negli ultimi anni un percorso di collaborazione con il territorio. Già nel 2022 ha sottoscritto con l'Azienda per il Turismo della Val di Fassa, i Comuni e gli altri enti del territorio, uno specifico accordo che riconosce come una parte della manutenzione non possa più gravare esclusivamente sul volontariato, promuovendo un modello stabile di collaborazione tra istituzioni e territorio.

In questo contesto secondo SAT è opportuno chiarire alcuni degli elementi emersi nel corso del dibattito consiliare.

Sul tema delle risorse economiche è stato affermato che la Provincia finanzia il 95% della manutenzione dei sentieri affidati alla SAT. Tale percentuale riguarda esclusivamente gli interventi di manutenzione straordinaria.
La quasi totalità dell'attività svolta annualmente dalla SAT consiste invece nella manutenzione ordinaria, per la quale i contributi provinciali sono ancora parametrati a valori definiti quasi venticinque anni fa e oggi non più adeguati ai costi reali degli interventi. A titolo esemplificativo, il contributo riconosciuto per la manutenzione ordinaria è pari a 330 mila euro per 5600 chilometri, importo con il quale devono essere sostenuti materiali, segnaletica, attrezzature, carburanti, rimborsi ai volontari e tutte le spese necessarie per garantire la percorribilità della rete sentieristica. Un importo sostenibile solo con l’apporto del volontariato e le imprese specializzate a cui la SAT appalta alcuni lavori.

Il caso dell'accesso all'Alta Via delle Dolomiti n. 2 è emblematico. L'inserimento di pochi gradini può apparire un intervento semplice, ma richiede guide alpine specializzate, materiali certificati, trasporto in elicottero e personale qualificato. A ciò si aggiunge il rapido ritiro del ghiacciaio della Marmolada, che modifica continuamente la morfologia del terreno e rende necessari continui adeguamenti.

Dopo il tragico crollo in Marmolada del 3 luglio 2022, una parte dell'area è stata inoltre interessata da provvedimenti di chiusura adottati dalle autorità competenti. In tali condizioni la SAT non poteva intervenire autonomamente sui percorsi interdetti. Proprio in questi giorni sono in corso nuovi sopralluoghi con guide alpine, sezioni SAT, Servizio Turismo della Provincia, in accordo con la PROTEZIONE e gli altri soggetti competenti per definire gli interventi necessari e le modalità più sicure per la futura riapertura degli itinerari.

Per quanto riguarda il sentiero Viel del Pan, non corrisponde al vero che la classificazione del percorso quale itinerario per escursionisti esperti sia stata introdotta recentemente. Tale classificazione è presente da anni nella cartografia ufficiale e riflette le caratteristiche oggettive dell'itinerario nella parte iniziale da Passo Fedaia.

La SAT rendiconta inoltre puntualmente ogni anno alla Provincia autonoma di Trento le attività svolte sulla rete sentieristica di propria competenza, indicando gli interventi eseguiti e quelli che, per ragioni tecniche, economiche o autorizzative, non hanno potuto essere realizzati.

Questa vicenda pone però una domanda più ampia: quale idea di montagna vogliamo costruire? Una montagna nella quale ogni difficoltà viene progressivamente eliminata attraverso una continua infrastrutturazione dei percorsi e ogni incidente viene automaticamente attribuito a chi gestisce un sentiero o al proprietario del terreno attraversato? Oppure una montagna nella quale, accanto a una rete sentieristica ben mantenuta, si investe seriamente nella cultura della montagna, nel senso del limite, nella preparazione e nella consapevolezza di chi la frequenta?

La SAT crede profondamente nella seconda strada. Nessun intervento manutentivo potrà mai eliminare completamente il rischio in un ambiente naturale. La montagna non è un parco urbano e non potrà mai esserlo. Continueremo a fare la nostra parte, come facciamo da oltre 150 anni, con il lavoro dei nostri volontari e in collaborazione con le istituzioni. Ma la manutenzione, da sola, non potrà mai sostituire la preparazione, il senso del limite, la prudenza e la responsabilità di chi sceglie di frequentare la montagna"
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Ultimo aggiornamento: 31/07/2026 10:47

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