TRENTO - "
Apriamo la stagione in modo eccezionale: abbiamo condizioni fantastiche per quanto riguarda l’innevamento delle piste e altrettanto buona è la situazione delle prenotazioni. Sicuramente siamo in presenza di una partenza con il botto. Ed anche lo stato di salute nella nostra associazione è decisamente buona. Abbiamo superato i 3.000 iscritti al Collegio, con un nuovo aumento complessivo e soprattutto dei maestri giovani che iniziano la carriera. Decisamente siamo in buona salute. Per quanto riguarda il futuro della professione stiamo lavorando per giungere a nuove linee operative grazie al progetto di sviluppo di tutto il comparto, recentemente presentato a Riva del Garda, che punta all’evoluzione delle scuole di sci in veri e propri hub delle professioni della montagna”. Sono dati decisamente positivi quelli presentati da
Mario Panizza (nel foto credit Nicer) nell’aprire i lavori della tradizionale
assemblea autunnale del
Collegio dei Maestri di sci del Trentino ospitata nella sala convegni della Cantina di La Vis.

Un quadro che guarda contemporaneamente a mantenere la tradizione di una professione ambasciatrice degli sport invernali legati alla montagna ma contemporaneamente guarda sempre più con attenzione alla sua innovazione sia in termini di professionalità sia dell’allargamento dell’offerta a vantaggio dei
quasi 3 milioni di turisti invernali del Trentino di cui
500 mila sono clienti dei maestri di sci. E la seconda immagine de
i 3.105 maestri di sci del Trentino (nelle specialità dello sci alpino, nordico, snowboard e telemark) uscita alla vigilia della ripresa dell’attività professionale.
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Alcune località della nostra provincia – ha detto
Panizza –
hanno già aperto gli impianti e tra pochi giorni si aggiungeranno tutte le altre nostre località invernali”.
Come sempre
Panizza ha ringraziare le società impiantistiche
“per il grande lavoro svolto anche nell’ultima stagione e per gli investimenti attuati in quella attuale per il costante ammodernamento delle struttura e per la cura messa nella manutenzione delle piste”. Con la neve in quota le previsioni per la nuova stagione invernale si connotano di ottimismo.
Si diceva dei numeri: ad oggi i maestri di sci iscritti all’albo e in regola con le quote sono 3.105 (2.947 nel 2024) di cui 2.551 (2.437) per lo sci alpino, 455 (433) per lo snowboard e 169 (163) per il fondo. I nuovi iscritti sono 170 e quelli cancellati 40 con la curiosità che altrettanti di sono re-iscritti.
Tra gli iscritti cresce la componente femminile che oggi è il 24% del totale con una età media decisamente più bassa rispetto a quella maschile: circa 47 anni rispetto ai 36 del gentil sesso.
Interessante è poi il dato della presenza dei maestri di sci del Trentino nelle altre professioni della montagna: già oggi sono il 24% tra le 247 guide alpine e aspiranti guide alpine e il 27% tra i 238 accompagnatori di media montagna. E circa il futuro della professione i dati sono ancora una volta rassicuranti: tra i 600 Maestri di sci formati ogni anno in Italia circa 80 sono del Trentino, la cui serietà livello di docenza fa si che ogni anno sia crescente il numero degli aspiranti Maestri a scegliere la nostra provincia per chiudere il percorso formativo. Curio so è andamento dell’età media del comparto che vede un sostanziale pareggio tra i professionisti compresi nella fascia tra i 20 e i 40 anni di età (ben 840 sono i rappresentanti tra i 20 e 30 anni) e quella tra i 41 oltre i 60 anni, con il picco tra gli ultrasessantenni che sono 617. Praticamente identico è invece il numero delle due fasce 41-51 e 51-60 anni di poco inferiore in entrambi i casi alle 500 unità.
Sul territorio operano 52 tra scuole e associazioni affiliate AMST (45 sci alpino, 4 di snowboard e 3 di fondo) che danno occupazione a duecento persone.
Tutto bene quindi? Non totalmente, come ha evidenziato Panizza nell’indicare alcuni punti critici. Fra i punti dolenti la mancanza di forza lavoro giovane per le scuole di sci (cresce il numero dei maestri della fascia 20-30 anni che non entrano o lo fanno sporadicamente nel circuito professionale) legata alla stagionalità della professione, il crescente numero di laureati o studenti universitari che puntano ad un’altra carriera, la fiscalità e la concorrenza dell’estero (in particolare di Francia e Svizzera)
Rimane però una certezza: i Maestri di sci restano uno dei cardini del turismo invernale del Trentino con un ruolo sempre più di ambasciatori e tale ruolo non sempre è percepito consapevolmente della categoria. “È fondamentale la consapevolezza del ruolo che il maestro di sci ha nel proprio operato e dovrà mantenere sempre di più anche in futuro – ha chiarito Panizza -. Di qui la scelta di dare vita con l’Associazione dei Maestri di sci (rappresentata in sala dal presidente Andrea Sini – ndr) allo studio “Verso un nuovo modello per le Professioni di Montagna – Linee guide strategiche”. che ci deve aiutare nel trovare indicazioni concrete relative al futuro della nostra professione in Trentino proprio in un momento per noi positivo”.
Tutto bene anche sulla parte finanziaria con il bilancio illustrato da Maurizio Bonelli approvato all’unanimità. Sale leggermente la quota da 70 a 80 euro, rimasta immutata per venti anni nonostante i crescenti costi, a conferma di una sana gestione del Collegio.