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Pallanuoto, Serie A1: l’An Brescia si rialza, Telimar Palermo ko

mercoledì, 27 novembre 2019

Brescia – Nel nono turno di campionato, da parte dell’An Brescia, una prova che dice più del risultato acquisito: a Mompiano, contro il Telimar Palermo, la squadra di Sandro Bovo s’impone per 11 a 7 (5-0, 1-2, 4-2, 1-3, i parziali), al termine di una gara affrontata in condizioni non di emergenza ma comunque tutt’altro che ottimali. Infatti, oltre alla solita assenza di Nicholas Presciutti, in un colpo solo, coach Bovo ha dovuto fare i conti anche con l’indisponibilità di Giacomo Cannella (fermo per il colpo alla mano ricevuto sabato) e di Dimitrios Nikolaidis (squalificato). Priva di due pedine di due pedine di riferimento e contro un avversario battagliero e con buone individualità, l’An parte con il piglio giusto e già con la frazione d’apertura, mette al sicuro l’esito del match: nelle prime battute, i biancazzurri prendono le giuste misure, poi, a ridosso di metà tempo, arrivano i colpi che indirizzano la partita nella migliore direzione. Con ottimo opportunismo e in superiorità, ecco i gol di capitan Presciutti, in mezzo, la delicata palomba di Zeno Bertoli, a chiudere una ripartenza, poi Antonio Buha su palla rubata a metà vasca e Niccolò Figari che toglie la ragnatela nell’angolo alto, alla destra di Washburn: è così che si concretizza il più cinque con cui viene chiuso il primo quarto. Da lì in avanti, i padroni di casa badano a controllare con ordine, anche con un ampio utilizzo dei più giovani del gruppo (Matteo Rivetti in gol su rigore); qualche sbavatura consente ai palermitani di contenere il divario, ma la sostanza del confronto non cambia. Da evidenziare il pokerissimo con cui Christian Presciutti ha (più che degnamente) celebrato il suo trentasettesimo compleanno e il rigore parato, a due mani, da Marco Del Lungo su tiro di Draskovic.

«Abbiamo cominciato molto bene – questo il commento di Buha, a fine partita -, seguendo a dovere le indicazioni del nostro tecnico, ovvero ritmi alti, attenzione in difesa e lucidità in fase offensiva. Con il primo tempo chiuso sul cinque a zero, abbiamo proseguito pensando a gestire la partita senza esporci a rischi inutili e senza spingere più di tanto. In ogni caso, non è stata una passeggiata, senza Giacomo e Dimitrios, abbiamo dovuto darci da fare tutti quanti».



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