MILANO - Seduta pomeridiana di Consiglio regionale dedicata alla discussione di alcune mozioni: di seguito la sintesi.
Iniziative urgenti a sostegno del comparto agroalimentare lombardo e nazionale
È stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale la mozione presentata da Ivan Rota (FI) che chiede di sostenere il comparto agroalimentare lombardo e nazionale. Il documento impegna la Giunta a intervenire presso il Governo per promuovere in sede europea la modifica del Codice doganale unitario, superando il principio di “ultima trasformazione sostanziale dei prodotti” e per rendere obbligatoria l'indicazione di origine per tutti gli ingredienti in ogni prodotto alimentare.
Contrasto alla concorrenza sleale, tutela della trasparenza per la salvaguardia del reddito di agricoltori e allevatori e applicazione del principio di reciprocità negli accordi commerciali internazionali sono tra le altre richieste della mozione che è stata integrata con alcuni emendamenti.
Su proposta del Consigliere Carlo Bravo (FdI) è stato aggiunto un punto che chiede di promuovere nelle mense scolastiche e pubbliche l’uso di prodotti agroalimentari italiani e di qualità con particolare attenzione a quelli stagionali provenienti dalle filiere corte, a chilometro zero e legati al territorio lombardo.
Rafforzamento del sistema di tracciabilità, vigilanza e controllo lungo l’intera filiera produttiva a distributiva, promozione e riconoscimento del principio del giusto prezzo, potenziamento dei sistemi di monitoraggio dei mercati e valorizzazione della filiera corta sono invece tra le richieste accolte e presentate dal PD (Marco Carra e Matteo Piloni).
“Il superamento della regola dell’ultima trasformazione sostanziale – ha spiegato Rota – non è una battaglia ideologica ma una battaglia di buon senso e di civiltà economica. In assenza, il reddito di agricoltori e allevatori lombardi e italiani continuerà a essere eroso da una concorrenza sleale basata su dumping sociale e ambientale. La tutela della qualità e della sicurezza alimentare per il consumatore è indissolubilmente legata alla tracciabilità totale: sapere dove un animale è nato e cresciuto o dove il grano è stato coltivato è un diritto del cittadino e un dovere delle istituzioni. Il Made in Italy deve essere simbolo di qualità e non di ambiguità”. Durante il dibattito sono intervenuti anche Silvia Scurati (Lega), Barbara Mazzali (FI) e Alberto Mazzoleni (FdI).
Sostegno alla contrattazione territoriale e di secondo livello per il rafforzamento dell’occupazione stabile e qualificata in Lombardia
Due le mozioni presentate all’Aula del Consiglio regionale con oggetto il sostegno alla contrattazione territoriale e di secondo livello, una a firma Chiara Valcepina (FdI) e l’altra a firma Paolo Romano (PD) e Maria Rozza (PD). L’assemblea regionale, dopo che non è stato trovato l’accordo per un testo unitario, ha approvato a maggioranza il documento proposto da Fratelli d’Italia e sostenuto dalla maggioranza, respingendo la proposta dei democratici.
Da una parte la perdita dei poteri d’acquisto dei salari, dall’altra la fatica sempre più crescente per le piccole e medie imprese lombarde a reperire lavoratori qualificati. Secondo i dati dell’ISTAT e delle associazioni di categoria, circa il 30% delle imprese lombarde segnala una carenza di manodopera, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente.
“L’aumento del costo della vita sta rendendo sempre meno attrattive alcune posizioni lavorative anche nel settore pubblico – sottolinea la prima firmataria della mozione approvata Valcepina -. Questa situazione rischia di compromettere la competitività e la crescita economica della nostra Regione. La direzione da intraprendere è quella di rilanciare la contrattazione di secondo livello sia aziendale che territoriale come leva di inclusione e perequazione per migliorare la qualità dell’occupazione e sostenere lo sviluppo economico. Il documento che esce oggi da quest’Aula vuole essere un atto di indirizzo che indica alla Giunta le linee di intervento da mettere in atto nella programmazione regionale”.
Il testo impegna la Giunta regionale a promuovere un piano regionale di sostegno alla contrattazione di secondo livello, in accordo e in collaborazione con le associazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative, le associazioni datoriali e le rappresentanze dei lavoratori, finalizzato a: favorire l’adozione di accordi che promuovano la qualità, la regolarità, la sicurezza, la stabilità del lavoro e la continuità occupazionale; incentivare gli accordi che disciplinino e valorizzino l’adozione di premi di risultato e l’utilizzo del welfare aziendale e territoriale; valorizzare e facilitare il raccordo fra la contrattazione di secondo livello e programmi di formazione e riqualificazione coerenti con i fabbisogni produttivi delle aziende dislocate sul territorio; facilitare forme di partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese, ai sensi della Legge n. 76/2025.
Invita inoltre a sostenere, nei limiti delle risorse di bilancio: accordi territoriali che promuovano e favoriscano una occupazione stabile, dignitosa e di qualità; iniziative di formazione professionale continua collegate agli accordi di secondo livello, anche con il supporto del Governo e dei Fondi Interprofessionali; strumenti di premialità, anche attraverso agevolazioni nell’accesso ai bandi per le imprese virtuose, in linea con le previsioni di legge, comunitaria e nazionale, in materia.
Tra gli impegni richiesti nel documento anche quello di affrontare prioritariamente nell’ambito del Patto per lo Sviluppo misure di facilitazione alla sottoscrizione di contratti di secondo livello e, nell’ambito delle competenze regionali e compatibilmente con le risorse di bilancio, prevedere misure premiali per le imprese che incrementano la quota dei lavoratori a tempo indeterminato, che prevedono benefit non monetari deducibili o defiscalizzati e che partecipano a piani formativi integrati.
Infine, si invita ad attuare una prima sperimentazione nelle Zone di Innovazione e Sviluppo di modelli innovativi di contrattazione di secondo livello e welfare aziendale e a promuovere un Tavolo di negoziazione tecnico-politico con il Governo per attribuire a Regione Lombardia maggiori competenze per l’attuazione della contrattazione di secondo livello.
“Condivido molti punti della mozione della maggioranza che tratta un tema di interesse bipartisan – ha commentato il Consigliere Paolo Romano, firmatario della mozione respinta -, ma perché si vada nella direzione auspicata da tutti, è necessario che venga stanziato un fondo ad hoc per sostenere le imprese per cui la contrattazione di secondo livello è un costo. Ugualmente indispensabile sarebbe stato un accordo quadro regionale che vedesse coinvolte anche le sigle sindacali nella definizione triennale dei criteri per potere accedere a questi incentivi”.
Durante il dibattito sono intervenuti anche i Consiglieri Matteo Forte (FdI) e Onorio Rosati (AVS).
Ritiro o sospensione dell’attuazione della sperimentazione “Leva civica lombarda senior”
Respinta la mozione a firma dei Consiglieri di Patto Civico Michela Palestra e Luca Paladini con cui si chiedeva di non demandare alla competente Direzione generale regionale Famiglia l’adozione dei provvedimenti utili all’attuazione della delibera di Giunta regionale (XII/5974 del 13 aprile 2026) che definisce i criteri per la sperimentazione della “Leva civica lombarda senior”.
Nella delibera sono definiti i criteri per la sperimentazione di progetti di cittadinanza attiva destinati agli over 65 residenti in Lombardia (pensionati, percettori di prestazioni assistenziali o semplicemente inattivi), che riceveranno 356,70 euro al mese, per un impiego settimanale non superiore a 15 ore, nei settori dei servizi sociali e sociosanitari, della protezione civile, del patrimonio ambientale, storico, artistico e culturale, nell’educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, del turismo sostenibile e sociale o per la promozione e organizzazione di attività sportive.
La mozione chiedeva di rinviare o sospendere l’attuazione della delibera prendendo in considerazione con opportuna istruttoria politica e tecnica le osservazioni sottolineate dal Forum del Terzo Settore in una nota pubblicata lo scorso 16 di aprile, ricalibrandone i termini e le modalità.
Nell’illustrare la mozione Michela Palestra, condividendo la preoccupazione espressa dal Forum del Terzo Settore della Lombardia, ha specificato che “la delibera appare lesiva del senso profondo del valore del dono del proprio tempo e delle proprie competenze a beneficio delle comunità, oltre a generare disorientamento o alimentare sospetti e finanche discredito verso tutto il mondo dell’associazionismo e del volontariato di fronte a volontari pagati”.
La replica è arrivata dal Consigliere Diego Invernici (FdI) che ha sottolineato come “la leva civica lombarda senior non sia sovrapponibile al volontariato che si basa sulla spontaneità, imponendo invece un vincolo temporale di impegno e responsabilità. Si tratta – ha concluso Invernici – di una sperimentazione che sarà perfettibile provandola sul campo, ma senz’altro di un potente incubatore per coinvolgere gli invisibili e incentivare i partecipanti a proseguire poi la loro esperienza nel mondo del volontariato”.
Il Forum del Terzo Settore della Lombardia, principale organismo di rappresentanza unitaria di questo comparto al quale aderiscono 41 organizzazioni regionali di secondo e terzo livello, per un totale di oltre 13.000 sedi territoriali, rileva infatti un contrasto tra la sperimentazione e i contenuti del Codice del Terzo Settore, che prevede la sola possibilità di riconoscere ai volontari fino a un massimo di 150 euro al mese, peraltro solo come rimborso a fronte di scontrini che attestino spese effettivamente sostenute dell’ambito dell’attività di volontariato. L’organismo sottolinea inoltre che, sulla base delle risorse stanziate previste dalla Delibera regionale, la proposta “consentirà al massimo l’avvio di poco più di 400 persone over65 su una platea di oltre 2,3 milioni; 400 persone pagate per rendersi disponibili, a tempo definito, alla comunità, a fronte degli oltre 570.000 volontari di cui probabilmente almeno la metà over 65enni che operano in Lombardia”.
Nel corso della discussione sono intervenuti il Sottosegretario all'Autonomia e ai rapporti con il Consiglio regionale Mauro Piazza e i Consiglieri Davide Casati (PD), Paola Pizzighini (M5Stelle) e Onorio Rosati (AVS).
Richiesta di ordinanza urgente per caldo estremo e definizione di una misura strutturale
Respinta dall’Aula del Consiglio regionale della Lombardia la mozione a firma Roberta Vallacchi (PD) che chiedeva di definire una misura periodica e strutturale o un protocollo permanente che renda automatica e immediatamente operativa l’ordinanza per caldo estremo ogni qual volta si presentino situazioni climatiche definite da parametri scientifici condivisi.
Il Sottosegretario all'Autonomia e ai rapporti con il Consiglio regionale della Lombardia Mauro Piazza ha spiegato le motivazioni del voto negativo della maggioranza, definendo la mozione “superata dall’ordinanza emessa poche ore prima dal Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana a tutela dei lavoratori esposti al sole che sarà in vigore fino al prossimo 23 settembre”.
“ll cambiamento climatico è un dato di fatto, così come l’innalzamento delle temperature – ha sottolineato Samuele Astuti (PD), uno dei firmatari della mozione –. Una realtà documentata anche dai dati prodotti da Arpa Lombardia che registrano una crescita della temperatura media regionale di circa +0.7°C per decennio a partire dal 1991. L’ordinanza che prevede la sospensione del lavoro per determinate categorie di lavoratori nelle ore più calde non deve pertanto essere una misura estemporanea attivata solo nelle situazioni critiche ma deve diventare una misura strutturale che, una volta raggiunti determinati parametri identificativi del caldo estremo, condivisi attraverso un confronto tra le parti, venga emessa automaticamente, a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori”.
Nel testo della mozione si sollecitava inoltre Presidente della Regione e Giunta a farsi promotori perché il Governo provveda alla predisposizione di misure economiche aggiuntive a sostegno del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici costretti alla sospensione del lavoro a causa delle condizioni di caldo estremo. Per le categorie di lavoratori sulle quali non ha effetto l’ordinanza (es. per i lavoratori maggiormente esposti al rischio da calore, compresi i lavoratori delle piattaforme digitali vedi i rider), si richiedeva di individuare luoghi da utilizzare come aree di raffrescamento nelle ore diurne (ad esempio gli edifici scolastici nei periodi di assenza dell’attività didattica) e di rafforzare le attività di vigilanza e controllo da parte delle ATS nei settori maggiormente esposti al rischio da stress termico.
Nel corso del dibattito sono intervenuti anche i Consiglieri Pierfrancesco Majorino (PD) e Paola Pizzighini (M5Stelle).
Omaggio al Desenzano Calcio
“Quest’oggi in apertura di seduta del Consiglio regionale si è tenuta la premiazione di cinque squadre di calcio lombarde che si sono particolarmente distinte nei rispettivi campionati: accanto ad Inter, Como, Monza e Folgore Caratese, abbiamo avuto il piacere di rendere omaggio nella prestigiosa sede istituzionale di Palazzo Pirelli, alla presenza dei vertici regionali e del presidente del Coni Lombardia Marco Riva, anche al Desenzano Calcio, rappresentato dal Presidente Roberto Marai, il vice presidente Eugenio Olli e l’Amministratore delegato e direttore sportivo, l’amico Stefano Tosoni. Si tratta di un riconoscimento che inorgoglisce tutti noi e premia la dedizione dei tifosi, rendendo merito all’impegno della società, dei dirigenti, dello staff tecnico e dei giocatori durante tutta la stagione sportiva 2025-26, un lavoro culminato con la goleada di Vimercate e la matematica promozione in serie C, ovvero nel calcio professionistico. È la conferma che il territorio gardesano ha grandi potenzialità in campo sportivo, ma anche una importante iniezione di entusiasmo per le sfide future, la promozione del nostro territorio e dello sport tra i giovani”. Lo dichiara il Consigliere regionale della Lega Floriano Massardi, Presidente della Commissione Agricoltura, Montagna e Foreste.