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In Trentino nasce Dama a sostegno delle persone con disabilità

martedì, 19 novembre 2019

Trento – In Trentino nasce Dama a sostegno delle persone con disabilità. Un servizio che aiuta le persone adulte con disabilità intellettiva, comunicativa o con autismo nell’accesso alle prestazioni sanitarie.

Presentato oggi all’ospedale Santa Chiara il progetto Dama, un servizio sviluppato in collaborazione con Anffas Trentino, che aiuta ad organizzare l’accesso alle prestazioni sanitarie delle persone adulte con disabilità intellettiva, comunicative o con autismo. Attraverso Dama – accoglienza medica avanzata per disabili – le persone adulte con bisogni speciali vengono accompagnate nel loro percorso di cura con una presa in carico precoce e un percorso ospedaliero personalizzato in base alle caratteristiche del paziente.

Il Centro Dama sarà il riferimento per le persone maggiorenni con bisogni sanitari complessi. L’accesso avverrà con prescrizione del medico curante (medico di medicina generale o medico di struttura residenziale o specialista). Per attivare il servizio i familiari o i caregiver potranno contattare il numero verde 800 199 773, attivo il martedì e il giovedì, dalle ore 10 alle 12, a cui risponderà un gruppo di volontari Anffas con esperienza sanitaria e appositamente formati. Il Centro Dama valutata la complessità della richiesta, prenoterà la prestazione su una specifica agenda o organizzerà, in regime di ricovero diurno e in maniera coordinata, le consulenze specialistiche e gli accertamenti diagnostici.

In apertura dell’incontro il direttore generale dell’Apss, Paolo Bordon, ha sottolineato: «Con questo progetto di accoglienza e accompagnamento abbiamo realizzato, in collaborazione con Anffas Trentino, una nuova modalità organizzativa che migliora l’accessibilità delle persone con disabilità intellettive o gravi deficit comunicativi ai servizi sanitari attraverso una presa in carico globale volta a ridurre la parcellizzazione delle prestazioni sanitarie. Con Dama abbiamo voluto dare risposte concrete alle persone con bisogni speciali modificando la nostra organizzazione per migliorare il sevizio al cittadino e garantire al contempo la sostenibilità del sistema. Voglio ringraziare l’associazione Anffas – ha concluso Bordon – che si è rilevata fondamentale per la conoscenza del problema e per il supporto operativo sia in fase di stesura del progetto sia nella realizzazione del percorso in collaborazione con i nostri professionisti».

Michela Monterosso del Servizio governance clinica dell’Apss ha illustrato nel dettaglio il progetto: «In Trentino, si stima che le persone con disabilità intellettiva siano circa 1.500 ed è per rispondere alle esigenze di queste persone che è stata individuata all’interno dell’ospedale di Trento, e in particolare nel day hospital dell’Unità operativa di reumatologia, un’équipe multidisciplinare dedicata che, in forte sinergia con l’associazione Anffas, si prenderà carico della persona disabile, progettando il percorso ospedaliero più idoneo e adattandolo alla situazione medica e relazionale di ogni singola persona. Nel caso di accesso al pronto soccorso della persona con disabilità intellettive, comunicative o con autismo sono già previsti il «codice argento» dedicato alle persone con fragilità e la possibilità di avere vicino un familiare, un caregiver o un volontario all’interno della struttura».

«Il progetto Dama – ha dichiarato il presidente di Anffas Luciano Enderle – nasce da un bisogno reale delle famiglie di avere un accesso agli esami e alle visite specialistiche più agevole e meno faticoso perché non sempre l’organizzazione tradizionale è idonea per le persone con gravi deficit intellettivi e comunicativi. Mutuando l’esperienza da altre realtà italiane – ha proseguito Enderle – siamo riusciti, grazie alla collaborazione con Apss, a portare anche in Trentino un progetto come Dama che mette davvero al centro la persona fragile. Voglio ringraziare, tra gli altri, anche i volontari che risponderanno al numero verde gestito Anffas. Fin da subito partiremo con l’attività informativa per le famiglie, invitandole a utilizzare il servizio in maniera corretta per non sovraccaricarlo».

L’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, nel concludere la presentazione ha dichiarato: «Dama è un progetto davvero importante, la cui realizzazione dimostra la sensibilità e l’attenzione che il Sistema sanitario provinciale ha verso i cittadini più fragili».

«Quando i diversi attori del sistema mettono a fattor comune le loro esperienze e conoscenze – ha proseguito – si riescono a dare risposte concrete alle persone fragili come quelle con disabilità intellettiva o deficit comunicativi. Da oggi queste persone potranno accedere alle prestazioni sanitarie in maniera più agevole. Siamo orgogliosi – ha concluso l’assessore – di aver portato anche nel nostro territorio un’esperienza così innovativa».



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