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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e convegno a Trento

lunedì, 25 novembre 2019

Trento - Con la voce rotta dall’emozione Maria si chiede come mai sia successo proprio a lei, eppure era amore, inizia così il racconto di una vittima della violenza di genere durante il convegno organizzato dal questore di Trento Giuseppe Garramone, moderato da Alberto Folgheraiter, già giornalista della sede RAI di Trento, che ha visto la partecipazione del Procuratore del Repubblica di Trento , Sandro Raimondi, della Prorettrice dell’Università degli Studi di Trento Barbara Poggio, della psicologa Serena Valorzi e di Annamaria Maggio della Dirigente dell’Anticrimine della Questura di Trento.

Informare, garantire la centralità della vittima, ascoltare e proteggere, farsi carico e fare rete. Questi gli strumenti di un intervento che non può essere circoscritto all’attività negli uffici di polizia, ma deve necessariamente assumere una dimensione esterna che caratterizzi la presenza della Polizia di Stato in ogni contesto della vita civile.

In Italia sono circa 7,5 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di abuso o violenza, oltre 100 invece i femminicidi che si consumano ogni anno, oltre la metà dei quali in ambito familiare, perché commessi prevalentemente dal partner o dall’ex partner, ancora, sono un milione e 600 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro. Numeri impressionanti, certo, ma che purtroppo sottostimano il fenomeno.

Le Forze di Polizia hanno un ruolo e una responsabilità da cui non può prescindere il lavoro e l’opera di prevenzione e contrasto: numerose e meritevoli sono infatti le iniziative promosse dalla Polizia di Stato che si muovono in tale direzione e cercano d’altra parte di inserire il tradizionale e imprescindibile lavoro investigativo e di supporto all’attività giudiziaria all’interno di una più ampia e complessa attività multidisciplinare composta di molteplici e diversificate professionalità.

Questo approccio pur fondamentale non può prescindere dalle attività proprie del Questore quale Sorveglianza Speciale per Stalking contestato nel 2019 in 3 casi e, soprattutto, l’ammonimento contestato solo dal 2016 al novembre 2019 a circa 810 persone su una popolazione della provincia di Trento di circa 540.000 abitanti. Questo provvedimento inibitorio di comportamenti prevaricatori nei confronti della parte debole è una misura che si è rivelata sufficiente nel 80% dei casi. Accanto alle misure preventive sono state, inoltre, presentate all’autorità giudiziaria 58 denunce per il “Codice Rosso” a cui sono seguiti 25 provvedimenti cautelari, di cui 10 misure cautelari detentive.

Ma la prevenzione e il contrasto di un fenomeno come quello della violenza sulle donne, giova ricordare, risulta un compito difficoltoso, se non impossibile, senza un costante e quotidiano lavoro finalizzato all’eliminazione di qualsivoglia forma di discriminazione di genere.

La disparità di genere e cultura sessista vanno combattute e non soltanto perché rappresentano i principali ostacoli al contrasto del fenomeno della violenza sulle donne ma anche e soprattutto perché minano i diritti umani, la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, culturale, politica ed economica del Paese, le libertà personali. Non è sufficiente indignarsi, quando più o meno morbosamente, siamo attratti dai casi di cronaca più eclatanti sui media, o piangerne le vittime, ma è necessario impegnarsi quotidianamente e personalmente. La sfida è infatti prima di tutto culturale e parte all’interno delle famiglie e delle scuole: bisogna educare al rispetto tanto del genere maschile quanto di quello femminile, così come vanno ostacolati e condannati prontamente atteggiamenti, comportamenti o anche solo espressioni verbali che esaltano le disuguaglianze e le discriminazioni di genere.



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