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Giro d’Italia: presentato il libro “Coppi e Bartali” di Doris e Stagi

venerdì, 10 maggio 2019

Bologna – E’ stato presentato oggi a Bologna, alla vigilia della partenza del Giro d’Italia, il libro “Coppi e Bartali”, scritto dal Fondatore e Presidente di Banca Mediolanum, Ennio Doris, insieme al giornalista Pier Augusto Stagi. Nel libro viene raccontata l’Italia di Coppi e di Bartali, fornendo un prototipo assoluto della nostra identità nazionale. Oltre agli autori erano presenti  il presidente e amministratore delegato di RCS MediaGroup, Urbano Cairo, Oscar Farinetti, fondatore di Eataly e tanti ex corridori ed ospiti.

Presentazione Coppi e Bartali - credit foto LaPresse - D'Alberto - Ferrari - Paolone - AlpozziNella foto @LaPresse da sinistra il vicedirettore de La Gazzetta dello Sport, Pier Bergonzi, Pier Augusto Stagi, Ennio Doris, Urbano Cairo e Paolo Bellino, amministratore delegato RCS Sport.

GLI INTERVENTI - Ennio Doris: “Con Urbano ci conosciamo dall’81. Sono passati 38 anni e adesso lui è l’editore del libro che ho scritto su Coppi e Bartali. Sono veramente felice di presentare il libro a FICO: la prima volta che sono entrato qui sono rimasto a bocca aperta, perché qui c’è tutta l’Italia e uno dei suoi lati migliori, il settore alimentare. La bicicletta è nella storia di questo paese, non solo sportiva. Se pensiamo all’Italia del dopoguerra, un paese distrutto, la bicicletta è stato il primo strumento che ha portato libertà alle masse e il ciclismo era lo sport più seguito, anche perché l’Italia aveva i due corridori più forti del mondo: Coppi e Bartali, ancora adesso i due corridori più forti della storia del ciclismo”.

Urbano Cairo: “Quando penso a Coppi mi ricordo sempre di mia mamma – che era grande tifosa del Campionissimo. Mi fa veramente piacere aver editato questo libro. La cosa di Ennio Doris che mi è sempre piaciuta tantissimo è il suo ottimismo. È nostro partner al Giro d’Italia da ormai moltissimi anni e questo ci unisce ancora di più.

Il Giro d’Italia è un grande veicolo per parlare del nostro Paese al mondo. È un evento sportivo visto da milioni di persone, in 198 paesi. In Italia c’è il 70% delle bellezze artistiche mondiali e grazie alle immagini della Corsa il mondo le può scoprire ed ammirare. È un Giro che mi piace molto, con tante montagne e tre cronometro particolari, e infatti molti grandi campioni sono presenti al via. Sono sicuro che sarà combattuto da domani con la cronometro che finisce al San Luca fino a quella che terminerà nell’Arena di Verona”.

Paolo Bellino: “In questo libro c’è un pezzo della mia famiglia, noi eravamo Coppiani e leggendo il libro ho ripensato a tutti racconti di mio padre e mio nonno, quando scoprivamo l’Italia attraverso il Giro. Da allora la Corsa Rosa è cresciuta molto e la prospettiva e la speranza è che il Giro cresca ancora di più e con esso tutta l’Italia. Sport, turismo e cultura non sono elementi separati e il Giro ne rappresenta la sintesi perfetta”.



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