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Trento, un anno di Nucleo autotrasporto: i dati sui controlli e i “furbetti delle emissioni”

martedì, 12 novembre 2019

Trento – Un anno di Nucleo autotrasporto a Trento: tempi di bilanci per il Comando Polizia Locale – Trento – Monte Bondone che il 12 novembre 2018 ha istituito il nucleo autotrasporto, acronimo N.at, attraverso il quale intende dare corso a controlli approfonditi su tutto il mondo del trasporto di merci e persone, al fine di aumentare la sicurezza stradale e garantire la corretta concorrenza tra autotrasportatori.

emulatoriNel primo anno di attività sono state 219 le giornate di controllo che hanno portato alla verifica di 654 veicoli ed alla contestazione di 993 sanzioni al Codice della Strada per un importo di 532.487,40 euro e 101 violazioni di norme amministrative per 301.518 euro, con un totale complessivo di 1094 sanzioni per 834.005,4 euro.

Un fenomeno è emerso prepotentemente in questo primo anno di operatività del Nat, una vera e propria frode che colpisce la concorrenza, ma, soprattutto, la salute di tutti i cittadini.

Quella perpetrata dai “furbetti delle emissioni”, camionisti che pur avendo un veicolo Euro V o Euro VI, grazie a una centralina pirata riescono a ingannare i rilevatori di emissioni e a viaggiare inquinando come un veicolo degli anni 80.

I tir Euro 5 e Euro 6 per abbattere gli ossidi di azoto (i tristemente famosi Nox), utilizzano uno speciale additivo: l’Adblue, una soluzione acquosa in grado di trasformare gli ossidi di azoto (molto inquinanti) in vapore acqueo (H2O) e azoto (N). Senza tale additivo, il computer di bordo istallato, Selective Catalyst Reduction (Scr) sui tir per ridurre le emissioni e rientrare nelle categorie Euro 5 o 6, taglia la potenza per evitare che l’inquinamento aumenti esponenzialmente. C’è un modo per aggirare l’ostacolo: un computer (poco costoso) che fa sembrare che l’additivo ci sia anche quando è finito.

Così si risparmia fino a duemila euro l’anno di additivo e si evita di vedersi ridotta la velocità fino a 30 km/h.  E qui che scatta la frode: grazie infatti a un dispositivo da poche centinaia di euro, ne bastano 300, si può far credere al computer che il serbatoio Adblue sia sempre pieno e l’Scr funzionante, quindi il tir continua a funzionare normalmente, sebbene stia inquinando come un Euro 0. Con questo stratagemma i camion inquinano fino a 5 volte oltre il consentito, bypassando le rigide normative ambientali dell’Ue, le politiche antinquinamento degli stati e tutti i blocchi del traffico.

Il risparmio medio per autocarro taroccato si aggira infatti sui duemila euro l’anno, un margine che, data la concorrenza tra autotrasportatori e i bassi margini di guadagno del settore, spinge i camionisti a tentare la sorte. Come ha spiegato il proprietario di una società di trasporti romena, intervistato da un giornalista tedesco: «Con la centralina pirata risparmio in media 2000 euro a camion. Siccome ho 30 mezzi che girano ogni giorno per l’Europa, il mio guadagno annuo è di 60 mila euro».

Le stesse sanzioni alle quali vanno incontro le ditte e gli autisti pizzicati in tale pratica non sono adeguate alla gravità del comportamento adottato; infatti il Codice della Strada per tale fattispecie prevede l’applicazione degli articoli 78 e 71 inerenti modifiche alle caratteristiche costruttive del veicolo non omologate per un importo complessivo, entro 60 giorni dalla contestazione o notifica della violazione di € 518 che viene ridotto del 30% in caso di pagamento entro 5 giorni dalla contestazione o notifica della violazione ad euro € 362,60. Alla violazione contestata consegue l’applicazione della sanzione accessoria del ritiro della carta di circolazione del veicolo sino all’avvenuto ripristino delle condizioni di omologazione da accertare con visita e prova straordinaria presso le sedi della Motorizzazione Civile. Inoltre l’emulatore viene ovviamente sequestrato ai sensi dell’art. 13 della Legge 689/81.

Dal 12 novembre 2018 ad oggi sono stati rinvenuti 85 emulatori installati sui veicoli controllati, nascosti nei modi più vari possibili e riferiti in modo trasversale a veicoli immatricolati in varie nazioni, Italia compresa. Per dare un’idea del fenomeno nel 2018 la Polizia tedesca ha compiuto 13mila controlli sulla regolarità dei sistemi Scr, scoprendone trecento difettosi e di questi 84 con emulatore.



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