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Arresti dei carabinieri per stalking e maltrattamenti in casa a Gavardo e Capriolo

sabato, 9 novembre 2019

Paratico – Raffica di interventi dei carabinieri del comando provinciale di Brescia e delle diverse Compagnie per minacce, violenze e maltrattamenti.

PICCHIA I GENITORI - I carabinieri della stazione di Capriolo (Brescia), hanno svolto delicate indagini sul conto di un giovane 18enne residente a Paratico il quale per ottenere il denaro necessario all’acquisto di alcool e cocaina era uso minacciare di morte, picchiare e rubare monili in oro dei propri genitori. La coppia, prima di rivolgersi ai Carabinieri, ha tentato di recuperare il figlio con l’aiuto dei servizi sociali ma purtroppo quest’ultimo, dal giugno 2019, ha intensificato le richieste di denaro e le violenze fino a che pochi giorni fa i genitori esasperati hanno deciso di sporgere denuncia. In un occasione il giovane ha picchiato la madre e poi si è impossessato della collana d’oro ma non sono mancate esplicite minacce di morte armato di coltello. Inoltre il 18Enne, presumibilmente con la mente annebbiata dall’alcool e droga, ha minacciato di morte una ragazza con la quale intratteneva un rapporto sui social media. Accertati i comportamenti denunciati i militari hanno deferito il giovane alla magistratura. Il Giudice per le indagini preliminari di Brescia ha immediatamente emesso una misura di custodia cautelare che ha spalancato le porte del carcere per il 18enne.

19 ANNI di MALTRATTAMENTI IN CASA - I carabinieri di Gavardo hanno ricevuto la denuncia di una donna che ha rappresentato una situazione terribile, fatta di continue violenze, fisiche e morali, perpetrate dal compagno e consumate anche in presenza del figlio adolescente della coppia.

Maltrattamenti cominciati nei primi anni 2000 e cresciuti in un clima di prevaricazioni e vessazioni che hanno reso oltremodo intollerabile la convivenza familiare. L’uomo, senza lavoro, era uso trascorrere le sue giornate alla continua ricerca di qualcosa da bere e guai, al suo rientro a casa, non fargli trovare almeno un bicchiere di vino in tavola.

Dopo la denuncia, la donna ha finalmente trovato il coraggio di rifugiarsi con il figlio presso la sua famiglia e assicurarsi così l’adeguata protezione. Gli accertamenti dei carabinieri hanno permesso di documentare i tanti, troppi episodi accaduti tra le mura domestiche che hanno consentito di attivare la procedura “codice rosso” con la Procura della Repubblica di Brescia.

Tempestiva la risposta dell’Autorità Giudiziaria che ha disposto la custodia cautelare in carcere, unico mezzo per interrompere drasticamente l’incubo che la donna viveva quotidianamente. Ieri sera l’esecuzione del provvedimento e adesso l’uomo si trova in carcere a Brescia e dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.



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