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Vendemmia 2026 al via in Franciacorta: raccolta anticipata

Le previsioni di Confagricoltura Brescia: "Quantità in calo ma uve sane"

COCCAGLIO (Brescia) - Vendemmia 2026 al via in Franciacorta: raccolta anticipata, quantità in calo ma uve sane. Confagricoltura Brescia: “Annata anomala, segnata da grandine e caldo estremo. Fondamentale raccogliere ora per preservare acidità e qualità". Prende ufficialmente il via la vendemmia 2026 in Franciacorta.

Il primo grappolo è stato tagliato oggi - venerdì 31 luglio - nella sede di Castello Bonomi a Coccaglio, durante una cerimonia organizzata da Confagricoltura Brescia per fare il punto sull’andamento della stagione e sulle prospettive del comparto vitivinicolo. Quella del 2026 si preannuncia come una delle vendemmie più anticipate degli ultimi anni, dovuta soprattutto alle elevate temperature registrate sia a inizio stagione sia nelle ultime settimane e dai ripetuti eventi atmosferici estremi.

La stagione era iniziata già con prospettive difficili, per il caldo dei mesi primaverili, che ha portato a una rapida maturazione della pianta. A seguire, diverse aree della Franciacorta sono state interessate da ripetute grandinate, in alcuni casi fino a cinque episodi. Gli eventi hanno colpito il territorio in maniera disomogenea, seguendo fasce circoscritte e provocando danni differenti da vigneto a vigneto. Alle grandinate si sono aggiunte due-tre intense ondate di calore, con temperature vicine ai 40 gradi. Un andamento climatico anomalo, che ha accelerato la maturazione anche nelle aree tradizionalmente più fresche e normalmente tra le ultime a essere vendemmiate.

"Dopo trent’anni di vendemmie in Franciacorta – dichiara Gianluigi Vimercati, vicepresidente di Confagricoltura Brescia – nel 2026 anticipiamo di diversi giorni la raccolta. Senza quest’ultima diecina di giorni di temperature estreme, che hanno di fatto bloccato la maturazione, saremmo probabilmente partiti intorno al 10 agosto, una data più consueta. Il caldo fa diminuire rapidamente l’acidità e aumentare il grado zuccherino: per le basi spumante è quindi necessario intervenire tempestivamente, raccogliendo un prodotto sano e con un equilibrio ancora ottimale. I numeri li vedremo quando tutta l’uva sarà in cantina, lo scorso anno era stata comunque un’annata piena con buone giacenze e avevamo tenuto delle riserve. Quest’anno la stima potrebbe essere un calo dal 20 al 30 per cento”.

Le prime operazioni di raccolta iniziano oggi, 31 luglio, con le preparazioni in vigna, una quota significativa delle cantine entrerà nei vigneti dal 3 agosto e, nella settimana, la vendemmia sarà avviata in tutta la Franciacorta. Sul fronte produttivo, le prime valutazioni indicano una riduzione delle quantità, in particolare nelle aree maggiormente colpite dalla grandine. Le stime sono ancora prudenti, ma la perdita media potrebbe attestarsi tra il 20 e il 30 per cento.

Alla minore presenza di grappoli si aggiunge una resa in mosto potenzialmente più bassa, perché la siccità e il caldo hanno limitato l’accrescimento degli acini. Le uve si presentano tuttavia generalmente sane e prive di particolari problemi fitosanitari.
La grandine, essendo intervenuta in molti casi nelle prime fasi di sviluppo del grappolo, ha prodotto soprattutto un danno quantitativo, senza compromettere in modo significativo la qualità.

"Nei vigneti colpiti abbiamo un carico inferiore – spiega Sabrina Gozio, presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Brescia –, ma le uve sono sane. Le piogge invernali hanno permesso alle piante adulte, dotate di apparati radicali profondi, di affrontare meglio la siccità. Maggiori difficoltà si sono registrate nei vigneti giovani e nei nuovi impianti. Siamo comunque fiduciosi: nei terreni non colpiti il carico è buono e le premesse qualitative sono positive. Ma la valutazione definitiva potrà però essere fatta soltanto quando l’uva arriverà in cantina”.

Le alte temperature condizioneranno anche l’organizzazione del lavoro. Per tutelare gli operatori e preservare la qualità dei grappoli sarà necessario concentrare la raccolta nelle ore più fresche della giornata, interrompendo le operazioni nel primo pomeriggio. Il conferimento di uve eccessivamente calde, infatti, richiederebbe un successivo raffreddamento prima della lavorazione. La vendemmia potrebbe quindi procedere con ritmi più contenuti, ma senza particolari interruzioni. In molte aziende della Franciacorta la parte principale della raccolta dovrebbe concludersi prima di Ferragosto.

Confagricoltura Brescia richiama, più in generale, l’attenzione sulla situazione del settore vitivinicolo. Il mercato delle produzioni bresciane continua a mostrare una buona capacità di tenuta, con il Franciacorta che si conferma solido nel segmento delle bollicine di alta gamma, ma anche il Lugana mantiene risultati positivi. Le produzioni più di nicchia e identitarie, come Botticino, Capriano del Colle e i vini della Vallecamonica, sembrano risentire meno delle difficoltà che interessano il comparto vitivinicolo nazionale.

"Siamo in un periodo storico molto delicato per la viticoltura – conclude Vimercati –. Il mercato bresciano sta tenendo grazie alla qualità e alla riconoscibilità delle nostre denominazioni, ma il settore deve essere seguito con grande attenzione. Il ruolo di Confagricoltura Brescia è sostenere le aziende sul piano tecnico, affrontare le criticità climatiche e alleggerire una burocrazia che sottrae tempo al lavoro nei vigneti e nelle cantine. Proseguiremo nei prossimi mesi il confronto con gli imprenditori e con le istituzioni, promuovendo anche, anche con approfondimenti dedicati alle prospettive del mondo del vino bresciano”.

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche Roberto Paladin, titolare della cantina Castello Bonomi e socio di Confagricoltura Brescia: “Quella che inauguriamo è una vendemmia che richiederà precisione, con raccolte parcellizzate in funzione delle caratteristiche di ogni singolo vigneto, capacità di osservazione e scelte puntuali. L'annata è stata caratterizzata da un netto anticipo dello sviluppo della vite già a partire dalla primavera -. Il grande caldo di giugno ha accelerato ulteriormente le fasi fenologiche e la prolungata siccità ha sottoposto le piante a una prova importante. Dal punto di vista qualitativo, saranno proprio le vigne più vecchie, situate nelle zone più elevate e favorite da significative escursioni termiche, a regalarci le soddisfazioni maggiori. Questa vendemmia ci invita anche a riflettere: sarà fondamentale comprendere se gli eccessi climatici che stiamo osservando rappresentino una nuova normalità, con cui dovremo confrontarci, o se si tratti di eventi straordinari. In ogni caso, sarà sempre più determinante saper leggere il vigneto e adattare le nostre scelte agronomiche alle condizioni di ogni annata”.
Ultimo aggiornamento: 31/07/2026 21:12

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