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Valle Camonica, il paracadutismo paramilitare e civile protagonista alla Conviviale del Panathlon

lunedì, 4 novembre 2019

Breno – Grazie al socio Bruno Pellegrinelli il paracadutismo nelle sue diverse forme è tornato argomento di incontro per i soci del Panathlon Club Vallecamonica. La conviviale di ottobre infatti ha visto protagonisti i dirigenti e i tecnici della sezione di Vallecamonica dell’ANPDI (Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia), introdotti da Bruno Pellegrinelli che ha presentato i diversi relatori.

anpdiIl presidente Antonello Richini ha descritto un po’ la storia della sezione di Vallecamonica iniziando dalle denominazione della stessa ‘dedicata alla Medaglia d’Argento al Valor Militare Ernesto Richini e nata ufficialmente il 24 giugno 1973 dopo che a livello nazionale era nata l’API l’11 novembre 1946 e dell’ANPDI nel 1960. 130 le sezioni in Italia, in provincia di Brescia 3, Idro, Brescia e Vallecamonica’. Richini ha poi elencato i presidenti della sezione dal 1973 in avanti sottolineando il ruolo di Bruno Pellegrinelli, fondatore della sezione e presidente dal 2010 al 2014. Cristian Zanotti, vice presidente della sezione, si è soffermato sulle iniziative che annualmente vedono protagonista la sezione, tra le quali la più importante è quella che si svolge presso il monumento a Boario Terme, denominata ‘il passaggio del paracadute che simboleggia la continuità nell’associazione tra l’anziano e il neo brevettato. Poi commemoriamo la battaglia di El Alamein il 23 di ottobre e quindi la festa della specialità a Pisa ogni anno. Inoltre collaboriamo con altre manifestazioni in Valle come le giornate azzurre dell’Aereonautica e l’Ottobrata degli autieri’. Altro momento importante della sezione è il corso di Pattuglia ‘4 serate che servono come addestramento militare leggero e che serve poi per formare le squadre che partecipano alle cosiddette zavorrate, competizioni sportive a squadre che prevedono alcune prove pratiche sul territorio come il tiro con fucile o pistola, la discesa, il guado e l’attraversamento aereo del fiume, l’orientamento con carta topografica, il lancio di una bomba a mano inerte e il trasporto di munizioni. Inoltre come sezione partecipiamo alla Gara di slalom Gigante denominato trofeo Paracadutisti d’Italia’. Più tecnica la relazione di Gilberto Zenoni, istruttore nazionale che innanzitutto ha spiegato la differenza del funzionamento tra il paracadute tondo (militare) e quello con profilo alare (civile), ricordando anche un po’ di storia dei primi lanci nella prima e seconda guerra mondiale.

L’istruttore ha poi descritto le varie fasi dei lanci partendo dal paracadute agganciato all’aereo, la spinta all’esterno, il volo vero e proprio e l’atterraggio, forse la fase più problematica. La relazione molto precisa e dettagliata ha poi descritto le diverse fasi della preparazione dei corsi in palestra che seguono un programma nazionale definito da un’apposita commissione tecnica nazionale. ‘Il corso nella nostra sezione è strutturato in 57 lezioni e si chiude con un apposito esame che consente ai corsisti di essere idonei o non idonei. La commissione esterna valuta essenzialmente tre realtà: la parte teorica con le risposte a 40 domande, quella tecnica e quella fisica con flessioni e trazioni’. Tiziano Andreoli, direttore tecnico della sezione ha invece parlato dei lanci con paracadute a profilo alare, utilizzato principalmente a livello civile. Andreoli ha posto in rilievo le principali differenze tra il lancio con paracadute tondo e quello alare descrivendo anche qui le diverse fasi del volo. ‘Con il paracadute alare si svolgono vere e proprie gare che prendono in esame le diverse realtà di un volo e cioè lo stile, le figure che si svolgono e il tempo, poi ci sono le gare di precisione e le combinate che appunto uniscono le gare di stile e di precisione. Altre attività sono il paraski, il freestyle, lo skysurf così come il cosiddetto ‘lavoro relativo’ a squadre. Anche per i civili è previsto un corso di perfezionamento, gli esami e la licenza di paracadutista’. La segretaria di sezione Romina Zanotti ha invece descritto l’attività lancistica, il brevetto e l’abilitazione al lancio ed ha sottolineato che ‘non ci sui può lanciare sempre e dovunque.

Quattro sono le zone lancio in Italia, in massima sicurezza, a Reggio Emilia, Ferrara, Loreto e Serdana in Sardegna. Ci si può lanciare anche sui laghi e quest’anno per la prima volta, dopo il Garda, il lago d’Idro, Bolsena e Bracciano, siamo atterrati anche nel lago d’Iseo’. Da parte sua Giovanni Lusignoli ha descritto il suo avvicinamento al paracadutismo ‘è sempre stato un mio desiderio e ho voluto mettermi alla prova e vi posso garantire che val la pena provarci’ invitando tutti a sperimentare l’avventura del volo.

I soci, molto attenti alle relazioni degli ospiti, hanno poi chiesto informazioni sui ‘Folgorini’ camuni ricordati nella commemorazione di El Alamein del 23 ottobre e il presidente Richini ha elencato tutti i loro nomi; altra domanda sui cosiddetti ‘imprevisti’ del lancio e le relative soluzioni così come sui principali ostacoli (alta tensione, piante, edifici), sulla piegatura del paracadute che deve essere ripiegato ogni 90 giorni e quello d’emergenza ogni 365 giorni, sui materiali utilizzati. Un’interessante serata che si è conclusa con lo scambio dei gagliardetti tra Panathlon e sezione paracadutisti d’Italia di Vallecamonica e con l’annuncio del presidente Nezosi della prossima conviviale programmata per mercoledì 13 novembre (si parlerà di camminate) e la serata degli auguri fissata per venerdì 6 dicembre presso il ristorante La Storia a Montecchio di Darfo.



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