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Trento: sicurezza sul lavoro, vertice tra sindacati e Provincia

giovedì, 28 novembre 2019

Trento – Sicurezza sul lavoro, il Consiglio apre ad un tavolo tecnico. Oggi Cgil Cisl Uil hanno incontrato i capigruppo consiliari. “Di lavoro si continua a morire, quindi servono misure straordinarie e maggiori risorse per potenziare controlli e prevenzione”

Il Trentino ha fatto tanto sul piano della sicurezza, ma se i lavoratori continuano a morire e il numero di morti bianche raddoppia vuol dire che non si è fatto ancora abbastanza. Servono misure straordinarie per arginare questa emergenza, per potenziare la formazione nei posti di lavoro, per rendere più efficaci e capillari le azioni di prevenzione e soprattutto di controllo. E per fare tutto ciò servono maggiori risorse e più personale negli organi ispettivi. E’ quanto hanno ribadito questa mattina le referenti per la salute e la sicurezza di Cgil Cisl Uil del Trentino, Manuela Faggioni, Milena Sega e Marcella Tomasi, al presidente del consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e ai rappresentanti delle forze politiche presenti in Consiglio.

I gruppi consiliari hanno raccolto la preoccupazione dei sindacati e hanno proposto di approfondire il tema in un tavolo tecnico da convocare all’inizio del 2020.

“Fino a questo momento sono dodici i lavoratori che hanno perso la vita, più del doppio dello scorso anno. E sui posti di lavoro ci si continua ad infortunare – hanno spiegato le tre segretarie motivando l’urgenza del confronto anche con il mondo politico -. Il sindacato fa parte del Tavolo provinciale sulla salute e la sicurezza e in quella sede presentiamo proposte e progetti. Tutto ciò, però, richiede tempi lunghi, invece il mondo del lavoro ha bisogno di risposte immediate e di un’assunzione di responsabilità da parte di tutti per trovare risposte efficaci e quindi stanziamenti adeguati di risorse”.

Cgil Cisl Uil hanno messo l’accento anche sul grave problema della carenza di personale negli organismi di controllo provinciali, Servizio Lavoro e Uopsal. “Oggi gli ispettori sono trenta su tutto il territorio e diversi di loro sono impegnati in funzioni amministrative negli uffici. E’ difficile pensare di poter fare prevenzione e controlli in modo efficace con queste risorse umane. Serve assolutamente un potenziamento del personale”, hanno detto Faggioni, Sega e Tomasi.

I sindacati,anche, hanno posto l’accento su alcuni temi critici che se non affrontanti con misure adeguate e in tempi brevi sono destinati a peggiorare i dati su gli infortuni, l’invecchiamento della forza lavoro (i lavoratori sopra i 55 anni raddoppieranno nei prossimi dieci anni) con la crescita del rischio salute e sicurezza, i problemi legati al cambiamento climatico che mettono a rischio il territorio e nello stesso tempo espongono i lavoratori a operare anche in condizioni climatiche estreme, troppo caldo o troppo freddo. Infine la partita del ricollocamento delle persone che hanno subito un infortunio all’interno del posto di lavoro. “I temi sono tanti e complessi, ma è indispensabile cominciare ad affrontarli comprendendo finalmente che la sicurezza non è un costo, ma un investimento”.



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