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Trento, case Itea: la proposta del consigliere Claudio Cia (Agire)

venerdì, 22 novembre 2019

Trento – Durante l’incontro della Quarta Commissione legislativa il consigliere provinciale Claudio Cia (Agire per il Trentino) ha chiesto di modificare l’articolo 14 della finanziaria provinciale, relativa alle case Itea, laddove prevede che se un componente del nucleo familiare viene condannato, tutta la famiglia viene mandata via dall’appartamento Itea.

Claudio Cia Agire 1“Ritengo sia fondamentale distinguere tra famiglia connivente e chi è invece vittima degli stessi comportamenti illeciti di un familiare, altrimenti si rischia di creare nuovi problemi invece che risolverli – afferma Claudio Cia (nella foto) -. Perché una famiglia che si trova di fronte al dramma di un familiare nei guai per la giustizia, diventa così doppiamente disgraziata: con il sistema previsto dall’attuale art. 14, per assurdo, si vedrebbe privato di un tetto il coniuge (sia esso il marito o la moglie) o i figli che subiscono maltrattamenti, mentre il reo sarebbe al coperto sotto il tetto della prigione. Bisogna inoltre tenere presenti tutti quei casi in cui, i famigliari di chi compie un reato non sono a conoscenza delle attività del reo all’esterno dell’appartamento. Pensiamo ai giovani tossicodipendenti che spesso, non disponendo di denaro proprio per comprare la droga, ricorrono ai furti o alla prostituzione”.

“Il provvedimento – prosegue Cia – oltre a sollevare dei dubbi dal punto di vista della coscienza, risulta essere in contrasto con l’idea della “patente a punti dell’inquilino” che si era voluta introdurre con l’assestamento di bilancio. Per raggiungere il medesimo risultato dell’art. 14 si potrebbe prevedere che, nell’apposito regolamento, fosse inserita la regola che in caso di condanna per delitti di particolare gravità, quando la famiglia coinvolta risulti connivente o complice, oppure nel caso di utilizzo a fini illeciti dell’alloggio, sia prevista una idonea decurtazione dei punti e la conseguente revoca dell’assegnazione dell’alloggio”.

Nell’articolo – conclude il consigliere Claudio Cia – “andrebbe introdotto il principio di connivenza o complicità della famiglia, altrimenti rischiamo di diventare una fabbrica di problemi sociali”.



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