Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad
Ad

Ad


Trento, all’assemblea di Confindustria l’intervento di Manzana e Boccia

sabato, 9 novembre 2019

Trento – “Per un imprenditore che ogni giorno coglie la sfida dei mercati per far crescere la propria azienda, e con essa i suoi collaboratori, la responsabilità diventa un’impresa nell’impresa”, in sintesi l’intervento del Presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana, all’Assemblea annuale della categoria più importante del sistema produttivo trentino.

In Trentino l’industria, infatti, produce un terzo del PIL e occupa un terzo dei lavoratori complessivi, con un patrimonio di realtà industriali storiche che rappresentano alcune tra le migliori eccellenze italiane.
Il tema della responsabilità e della sostenibilità economica, ambientale e sociale è la caratterizzazione dell’intero incontro degli industriali trentini dove, oltre a Fausto Manzana, ha partecipato anche il Presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia.
Boccia, nel suo discorso, ha lanciato alcuni messaggi di sollecitazione, sia agli amministratori locali che al governo nazionale.
Ha, infatti, esposto il suo pensiero sostenendo che l’industria non è un problema, ma è una soluzione, dove i cambiamenti si misurano con l’occupazione, la crescita e lo sviluppo e inoltre «con Germania e Francia, nell’imminente incontro riporteremo la questione industriale al centro del dibattito europeo, perché senza industria ed economia non può esserci la politica».

Ha anche evidenziato che l’Italia è al secondo posto, dopo la Germania, per il settore manifatturiero, anche se nel nostro Paese abbiamo scarse infrastrutture, difficili collegamenti con i territori, una giustizia civile più lenta, costi energetici più alti e una tassazione elevata.
Per quanto attiene la prossima finanziaria è necessario sbloccare i lavori con l’attivazione delle gare di appalto dei lavori pubblici anche regionali, per non lasciare decine di miliardi già inseriti in bilancio e ancora non utilizzati, questo potrebbe contribuire all’avvio di una ripresa.

Importante rimane comunque la riduzione del costo del lavoro, solo così le nostre imprese possono assumere e competere sul mercato.
Dobbiamo insieme costruire una visione del Paese, dove l’Italia non deve essere la periferia dell’Europa.
Le industrie sanno benissimo cosa significano i sogni, le speranze, i sacrifici, il lavoro, per questo gli imprenditori credono nel proprio essere impegnati verso un’impresa della responsabilità e del cambiamento.

Ha preso poi la parola Il presidente Manzana che dal canto suo, con molta schiettezza ha descritto la situazione attuale delle imprese associate trentine, dell’evoluzione del settore, toccando l’importanza del progetto Industria 4.0.
Nella sua relazione ha poi citato un passo del Presidente Mattarella così riassunto: “Dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia”.
Questo deve essere per tutti noi imprenditori trentini uno sprone per diventare più ottimisti, e avere il coraggio delle scelte. Crederci è sì un primo passo.
Quanta responsabilità ci stiamo assumendo, quando sprechiamo il nostro tempo e le nostre forze in bisticci e interminabili discussioni, in schermaglie, impegnandoci in tal modo a ignorare il vero stato delle cose?

La responsabilità sociale dell’impresa è una definizione che da qualche tempo fa parte della vita quotidiana delle nostre imprese. Bisogna condividere il significato di queste parole. La responsabilità deve essere una congruenza con gli impegni assunti. La nostra responsabilità è prima come uomini, poi come imprenditori.
È giusto non tollerare chi non ha rispetto per il bene pubblico, così come chi inquina l’ambiente; ma anche i furbetti: il furbetto del cartellino, chi lavora in nero, il furbetto che elude, il furbetto che evade.

Queste persone e queste imprese non stanno forse rubando a tutti noi? La CGIA di Mestre, in un recente studio ha stimato che in Trentino si evadono le imposte per circa un miliardo di euro ogni anno.
Questo significa che ogni cento euro di tasse pagate, tredici euro sono nascosti al fisco, questi tredici se ciò non avvenisse, potrebbero essere utilizzati per finanziare nuovi progetti, grandi opere civili, per creare nuovi posti di lavoro, per la ricerca.
L’impresa della affidabilità è quella con uno sguardo sociale, quella che costruisce un’unica catena del valore mettendo in relazione il «dentro di me» e il «fuori di me» è quella che attua comportamenti coerenti con l’etica della responsabilità, quella che è consapevole di essere parte di un organismo.

Poco sociale è l’azienda quando non paga un fornitore, ma poco sociale è anche che un’impresa non sia pagata. E quando il cliente si chiama Pubblica Amministrazione, abbiamo un’altra tragica rottura della catena della responsabilità.
Questi sono solo alcuni esempi della realtà che ogni impresa deve affrontare ogni giorno.
Il Presidente Manzana ha in seguito affrontato altri importanti temi sulla situazione sociale, sulle regole della convivenza,  sull’equità tra lavoratore e impresa in una visione di collaborazione tra soggetti.
«Bisogna smettere di vedere l’impresa come entità che inquina, che ruba, che sfrutta i lavoratori.»
Al contrario soprattutto in Trentino, s’incontrano quotidianamente aziende che non emettono alcuna sostanza nociva grazie agli investimenti in nuove tecnologie a tutela dell’ambiente, che garantiscono stabilità dei posti di lavoro, ben remunerati.
Abbiamo stimato che la retribuzione media nell’industria trentina è superiore del venti per cento rispetto alla media delle altre retribuzioni di altre provincie e regioni nazionali.

Le conclusioni si sono incentrate sull’impegno condiviso dagli imprenditori, interlocutori di questo momento di confronto, di essere più ottimisti, di fare di più, con maggior impegno, nella consapevolezza del ruolo che ogni uomo d’azienda riveste all’interno della società.
È necessario il rispetto delle regole, il rispetto dei valori fondanti, delle tradizioni, la consapevolezza della sfida dell’integrazione, il rispetto delle procedure della sicurezza sul lavoro.
Le imprese hanno bisogno di nuove risorse umane, di alta specializzazione, ma anche di collaboratori ben predisposti a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare.
La responsabilità sociale delle aziende si declina anche con il rispetto dell’ambiente, come priorità di gestione.

Questa necessità non può prescindere dal prendere atto che le programmate grandi opere devono essere realizzate anche nella nostra Regione.
Ad esempio la Valdastico, potrebbe alleggerire il traffico della Valsugana, la terza corsia dell’Autostrada del Brennero non può essere bloccata così come le tangenziali di Trento e Rovereto.
Tutte queste opere sono da anni previste e non ancora avviate.
Le infrastrutture servono al nostro Paese, al nostro territorio e dobbiamo avere la responsabilità di realizzarle.
È necessario tornare e continuare nell’impresa della responsabilità, tornare ai valori etici che hanno sempre caratterizzato il nostro Trentino, nel quotidiano agire.

L’immobilismo, ha continuato Manzana, non aiuta a risolvere i problemi e nemmeno a trovare nuove vie per il futuro. Dobbiamo trattenere e attrarre nuove intelligenze, troppi giovani trentini laureati emigrano in vari Paesi Europei, con il rischio di un non ritorno.
Lo scenario del Nord Est è positivo, con un reddito procapite e una realtà economica e sociale superiore ad altre regioni, ma il caratteristico dinamismo delle Regioni e delle Province autonome, di quest’area geografica, deve essere rafforzato, anche perché è importante far nascere nuove unità produttive, ma anche rafforzare quelle esistenti.
Il miglioramento deve interessare anche il settore finanziario, utile alle aziende.

La recente costituzione del più grande gruppo bancario italiano, che poggia sulle fondamenta del credito cooperativo trentino, è necessario continui a porre la massima attenzione alle nostre imprese, e non si dimentichi che negli anni si sono sviluppate con il contributo determinante delle casse rurali.
Manzana ha così chiuso il suo intervento: «Non abbiamo la presunzione di fare tutto da soli, ma insieme alle istituzioni, alle altre categorie economiche, ai sindacati, all’università, alla scuola, alla ricerca, alla comunità; siamo convinti che se non riusciremo a far tutto, potremo comunque farlo bene.»

Certamente un’Assembla 2019 ben riuscita, che va a coniugare il passato con il presente e con un’azione concreta al futuro del sistema industriale trentino sulle nuove occupazioni, che rappresenta una visione completa di quello che dovrebbe essere il Trentino del domani.
Per la relazione del Presidente di Confindustria Trento, possiamo dire con certezza che si è configurata su criteri di semplicità, concretezza, immediatezza ed essenzialità.
Infatti, la semplicità chiama le cose con il proprio nome, in altri termini quello che è bianco è bianco, quello che è nero è nero.

Certo, tutto questo nel sistema industriale non è semplice da capire e, a volte, tutti noi possiamo sbagliare, anche perché difficile è fare, facile è non fare.
Non solo un semplice messaggio quello contenuto nel pensiero del maggior rappresentante dell’industria trentina, ma un nuovo criterio del «lavorare insieme» nella dimensione del «noi», anziché dell’«io», un invito utile a tutti, alle istituzioni, alle comunità e ai soggetti interessati alla crescita sociale ed economica di questa nostra terra.
Si tratta ora di rimboccarsi le maniche, tutti, ancora di più, per raggiungere migliori e efficaci risultati.

 



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136