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Protestano gli autotrasportatori, messaggio forte dall’assemblea di Brescia

lunedì, 11 novembre 2019

Brescia – Gli autotrasportatori sul piede di guerra. All’assemblea generale della F.A.I di Brescia l’autotrasporto tra rispetto della sostenibilità e il rischio del fermo del settore. La minaccia del fermo dell’autotrasporto è arrivata anche alle porte del Brixia Forum, dove la F.A.I. (Federazione Autotrasportatori Italiani) di Brescia ha portato la sua annuale Assemblea Generale. Di fronte ad una sala gremitissima, il cuore della giornata ha toccato i temi, quanto mai attuali, della sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e sociale. Obiettivi sui quali gli  autotrasportatori hanno dimostrato attenzione e rispetto. Non altrettanto è il rispetto che il comparto percepisce da parte del Governo.

Fai - Brescia“C’è voluta la minaccia del fermo dei tir per ottenere, dopo la richiesta presentata agli inizi di settembre, un incontro con il Ministro Paola De Micheli, fissato il 14 novembre – ha spiegato dal palco il Presidente F.A.I. Nazionale, Paolo Ugge -  ma se in quella sede non sarà avviato un confronto serio, Unatras, cui è stato affidato il mandato, manterrà l’agitazione e decideremo la data al più presto”.

Per il settore la misura è colma, un concetto ribadito nei loro interventi anche dal Presidente F.A.I. Lombardia Antonio Petrogalli e dal Presidente F.A.I. Brescia Sergio Piardi, arrivato al termine del mandato quinquennale e che in settimana sarà certamente riconfermato dal nuovo Consiglio Direttivo, eletto nel corso dell’Assemblea che guiderà l’Associazione (oltre 2.400 imprese rappresentate, per un totale di 23.300 addetti e 16.300 veicoli, con un fatturato complessivo di oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro) per i prossimi cinque anni: Sergio Piardi, Antonio Petrogalli, Giuseppina Mussetola, Stefano Peli, Giuliano Boventi, Giuseppe Gilberti, Lorenzo Boldini, Loredana Ghidini, Angelo Roncadori, Manuel Fiori, Alessia Mandelli, Ivan Pè, Marco Zanotti, Vittorio Carpella e Paolo Metelli.

I problemi sono tanti, e direttamente collegati con lo sviluppo economico dell’intero Paese. Nel suo intervento il presidente Sergio Piardi ha denunciato come l’Italia sia il Paese europeo con il parco camion più vecchio d’Europa, con il 60% dei mezzi ante Euro 4 e, soprattutto, quali siano le difficoltà nel “ringiovanirlo” con mezzi tecnologicamente avanzati e in grado di tagliare i consumi e migliorare la sicurezza. “Cambiare i mezzi è praticamente impossibile visto che da aprile”, ha affermato Piardi, “non sono più arrivati aiuti economici mentre, grazie a un vero e proprio scandalo, le imprese di autotrasporto proprietarie di Tir di generazione Euro 6 sono costrette a pagare i costi più alti, cifre che sfiorano gli 8mila euro, mentre chi ha camion più inquinanti spende molto meno. Il Governo ha adottato uno slogan bellissimo, “Chi più inquina più paga”, ma è solo uno slogan: la verità è esattamente l’opposto ed è una verità, bruttissima, che di fatto impedisce alle imprese di dare il proprio contributo per favorire la sostenibilità.

Almeno se, come annunciato, taglio ci deve essere sul rimborso delle accise, che il ricavato vada a sostegno per il rinnovamento del parco veicoli”.

Oltre alla richiesta di un fondo strutturale per il rinnovo del parco veicolare, molte solo le questioni sul piatto. “I problemi della categoria sono quelli di sempre, la mancanza di soluzioni non fa che aggravarli” ha spiegato Fabrizio Palenzona, presidente di Conftrasporto-Aiscat, nel corso della tavola rotonda “Logistica e sostenibilità: due facce della stessa medaglia”.

“I costi più pesanti di quelli della concorrenza europea, la mancata pubblicazione dei costi minimi, la tassazione, le disfunzioni burocratiche, i veti ai valichi, le infrastrutture arretrate, la fetta di trasporti internazionali calata dal 56% di 20 anni fa al 15-20% di oggi. Ora, nell’eterno ma attualissimo dissidio fra ambiente e lavoro, si aggiungono le norme sulla sostenibilità, per la quale la categoria chiede aiuti. Un eventuale blocco delle merci non è strumento che ci piace ma è diventato l’unico modo per farci ascoltare”.

Sempre nella Tavola Rotonda importanti i dati presentati dal presidente Unrae Franco Fenoglio sul parco veicolare di oggi e di domani, nonché dagli Europarlamentari Salini e Lancini, preoccupatissimi di un Presidente della Commissione Trasporti “rumena” e delle direttive UE sui carburanti alternativi. “I dati che abbiamo sentito sull’inquinamento legato all’emissione di

CO2 dei camion sono qualcosa di ridicolo nella globalità dell’inquinamento prodotto oggi dall’uomo”, ha commentato Lancini. “Questo non significa evitare il problema, abbiamo tutti a cuore l’ambiente perché tocca a noi per primi tutelarlo, ma non deve essere tutto a carico dei trasportatori”.

Claudia Carzeri, Presidente della V Commissione Regionale Territorio e Infrastrutture, ha evidenziato come la Regione Lombardia ritenga essenziale accompagnare il ricambio del parco veicolare, “per questo abbiamo stanziato 8,5 milioni di contributi solo per i camion conto proprio e conto terzi e, col progetto MoVe In, abbiamo istituito la scatola nera per consentire la circolazione dei veicoli inquinanti fino a 9mila chilometri, sostituendo i divieti al contingentamento dei chilometri. Anche riguardo alla Motorizzazione abbiamo creato a Brescia un tavolo con la F.A.I., la Prefettura e la Provincia per migliorare la situazione e i primi risultati si vedono”.

In chiusura dei lavori della Tavola Rotonda, sono stati esposti dalla consulente finanziaria Giuseppina Biondelli le varie opportunità a cui l’autotrasportatore può accedere per sostituire gli automezzi “con il bando Rinnova Veicoli, con il Decreto Investimenti, nonché usufruendo della Legge Sabatini, le aziende possono pianificare la sostituzione dei mezzi con l’aiuto dell’Associazione che può istruire tutte le pratiche”.

“L’appuntamento è quindi rinviato al 14 novembre, auspicando che il Ministro De Micheli avvii la tanto auspicata “Politica dei Trasporti” che permetterebbe l’equosostenibilità ambientale, economica e sociale”, ha concluso il Presidente Nazionale Paolo Uggè chiudendo i lavori dell’Assemblea.



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