TRENTO - Restano positive le dinamiche dell’
occupazione in Trentino nei primi tre mesi dell’anno se si osservano i dati amministrativi raccolti da Agenzia del Lavoro. A marzo del 2026 si registra un aumento complessivo delle assunzioni del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare l’aumento dei contratti di lavoro attivati in provincia è sempre il terziario (+9,1%), in particolare nei pubblici esercizi che con la Pasqua fissata ad inizio aprile hanno anticipato le assunzioni legate al turismo. Ma a marzo si consolida anche il settore manifatturiero considerato che le assunzioni aumentano nel settore del 2,7%, proseguendo la tendenza all'espansione occupazionale nel settore e rendendo complessivamente positivo il dato dell’intero primo trimestre per l'industria. Nel settore secondario le costruzioni registrano una sostanziale invarianza rispetto ai numeri del primo trimestre 2025.

Riguardo la qualità occupazionale, la crescita delle assunzioni in termini assoluti riguarda principalmente il tempo determinato (+9,2%), ma si consolidano anche i contratti a tempo indeterminato (+11,3%) sebbene a marzo si sconti un ulteriore calo delle stabilizzazioni (-2,6%). Complessivamente i nuovi contratti stabili però crescono in maniera sensibile passando dai 5.992 del primo trimestre 2025 ai 6.366 tra gennaio e marzo 2026 con un +6,2% tendenziale.
Segnali positivi anche sul fronte delle cessazioni che nei primi due mesi dell'anno risultano in calo del 6,1% su base annua.
Il saldo occupazionale tra gennaio e marzo è però negativo con le cessazioni che superano le assunzioni di 386 unità ma il fenomeno è ricorrente ed è causato dalla fine della stagione invernale che porta con sé la conclusione dei contratti a tempo indeterminato legate allo sci.
“Nei primi due mesi dell’anno - commentano i rappresentanti in Agenzia del Lavoro di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Annalisa Santin - i dati confermano le tendenze positive registrate nel corso del 2025, quando secondo Istat la disoccupazione in Trentino ha raggiunto i livelli più bassi degli ultimi vent’anni mentre l'occupazione ha raggiunto dimensioni record. E’ certo positiva anche la ripresa del settore industriale”.
Per i sindacati resta però l'avvertenza di fondo: la fase di incertezza dovuta al conflitto in Medioriente e alla crescita dell’inflazione provocata dall’aumento del prezzo dei combustibili può ulteriormente rallentare la crescita economica provinciale da anni ferma allo 0 virgola. “I rischi - avvertono Grosselli, Pomini e Santin - che si avvi un ciclo di recessione sono altissimi. I dati più recenti della cassa integrazione con l’aumento dei contratti di solidarietà testimonia che non è tutto oro quello che luccica. Per questo le prossime settimane saranno decisive per misurare la tenuta occupazionale in Trentino, soprattutto dei settori più esposti alla competizione internazionale, mentre restano preoccupanti gli impatti del caro combustili sul costo della vita che provoca una nuova perdita di reale potere d’acquisto di stipendi e salari per migliaia di famiglie a reddito fisso”.