Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Ti invitiamo a leggere la nostra PRIVACY POLICY.
X
Ad

Ad
Ad
Ad


‘L’industria cresce’, Assemblea di Confindustria Trento

martedì, 12 giugno 2018

Trento – Si è parlato di ripresa economica oggi nel corso dell’Assemblea di Confindustria Trento, presso il Centro Congressi Interbrennero di Trento (foto di Daniele Panato).

confAd aprire i lavori, la relazione del presidente degli industriali trentini Enrico Zobele, che ha parlato in primo luogo dei rapporti con l’Europa e della situazione politica italiana: “Chi fa industria – ha detto – sa bene che senza il progetto europeo molto probabilmente oggi l’Italia non sarebbe la seconda manifattura in Europa e la settima al mondo”. Di qui l’appello alle istituzioni, affinché l’Italia contribuisca alle grandi riforme di cui l’Europa ha bisogno e lavori per la crescita e la coesione sociale: soprattutto in un momento in cui la ripresa è ancora fragile. E la condivisione di un sogno: che il Trentino, dopo 15 anni, torni ad avere un suo rappresentante nell’europarlamento.

A proposito dello scenario provinciale, Zobele si è rammaricato dell’incertezza che governa gli assetti in vista delle prossime elezioni: “Se a livello nazionale – ha dichiarato – abbiamo già visto che il sistema tripolare ha portato alla situazione che tutti conosciamo, parlare di quattro poli in Trentino personalmente mi fa rabbrividire”. Commentando il rafforzamento della ripresa nel primo trimestre 2018 evidenziato dall’indagine della Camera di Commercio di Trento, il presidente ha rammentato il gap con le regioni in cui più veloce è la crescita del Pil pro-capite. “E questa crescita – ha sottolineato – non può provenire che dal settore produttivo, il quale contribuisce al Pil provinciale e al bilancio della Provincia attraverso le tasse che le imprese pagano direttamente e attraverso gli stipendi dei lavoratori, che a loro volta generano imposte e consumi”.

Parlando dei pregi e delle potenzialità dell’industria in Trentino, Zobele ha condiviso l’auspicio di una maggiore sinergia tra imprese e categorie. Che proprio in queste settimane hanno deciso di dare un segnale di compattezza: il presidente di Confindustria Trento ha annunciato che le associazioni stanno lavorando “a un documento che presenteremo ai candidati delle elezioni provinciali, che conterrà le nostre proposte per il Trentino”. Il numero uno di Palazzo Stella ha dunque anticipato i temi che più stanno a cuore agli industriali, e in primo luogo quello gli investimenti in infrastrutture, materiali e immateriali, dalle opere connesse ai lavori sulla ferrovia del Brennero alle opere viarie da tempo attese, come la Valdastico e la Loppio Busa, esprimendo preoccupazione per le contrarietà già espresse “da una forza politica che si candida a governare il Trentino”.

A proposito della politica fiscale, in particolare a proposito dell’aliquota Imis, Zobele ha auspicato “una maggiore equità di trattamento, soprattutto tra imprese di settori diversi che sono sottoposte a regimi fiscali diversi”.

Sul fronte del credito, ha espresso preoccupazione per gli annunci del Ministro Fraccaro, che ha messo in discussione il progetto di aggregazione del credito cooperativo. Ha inoltre sottolineato la necessità di nuovi strumenti a supporto della patrimonializzazione delle imprese e della finanza aziendale, e di un unico consorzio fidi per le imprese trentine.

Per arginare il problema più volte sollevato della difficoltà nel reperimento delle risorse umane, il presidente ha invocato maggiori investimenti sulle politiche attive del lavoro, una più forte regia unica in capo ad Agenzia del Lavoro, un raccordo più stretto tra politiche del lavoro e politiche per la formazione. Ha ricordato infine che la priorità delle priorità, per le imprese, resta la semplificazione amministrativa.

All’Assemblea ha portato il suo saluto anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, che ha ringraziato tutte le imprese rappresentate da Confindustria Trento “perché con il loro lavoro hanno consentito la ripresa. Grazie a loro – ha detto – approveremo un documento di programmazione economico finanziaria con una previsione del Pil vicina al 2%”. Rossi ha assicurato che il governo provinciale cercherà di dare continuità alle politiche di carattere fiscale “a condizione che le scelte del governo nazionale non mettano in difficoltà le entrate provinciali”, agli impegni su capitale umano e infrastrutture. “Oggi – ha inoltre annunciato – il ministro Danilo Toninelli ha firmato il memorandum che sancisce il prosieguo delle opere previste sull’asse del Brennero”.

È poi intervenuto Alessandro Olivi, vicepresidente della Pat e assessore allo Sviluppo Economico, che ha parlato del valore della rappresentanza: “Alla vulnerabilità di questo momento si deve rispondere facendo sistema, tra categoria e categoria, tra categoria e lavoratori, tra pubblico e privato. Ci siamo stati – si è rivolto agli industriali rammentando la crisi – quando dovevate ricordare che l’industria c’era, ci siamo stati per evidenziare insieme quanto l’industria contasse, ci siamo oggi per dire che l’industria cresce. Costruiamo insieme il futuro, per un’economia della sostenibilità che metta al centro la persona”. Olivi ha ricordato l’impegno profuso dall’amministrazione provinciale a favore dell’industria “e non solo quella che sta dentro ai distretti tradizionali”, enumerando nuovi insediamenti e ripartenze. In particolare sul fronte delle politiche del lavoro, ha rivolto alle imprese l’appello a farsi interlocutore attivo dei progetti di sviluppo di Agenzia del lavoro.

“La ripresa economica è partita da Nord Est, ed è il Nord Est, soprattutto Trentino Alto Adige e Veneto, che sta trainando la ripresa economica di questi ultimi mesi” ha esordito Carlo Carraro, direttore scientifico della Fondazione Nord Est, che ha evidenziato i punti di forza del Trentino: capace di crescere, nel breve periodo, più delle altre regioni, e capace di affrontare le sfide globali con trasformazioni strutturali. “ Negli ultimi dieci anni è evidente un cambiamento nella composizione del sistema produttivo del Trentino, con una riduzione delle attività manifatturiere e una crescita delle attività terziare, sia quelle ad alto contenuto di conoscenza, professionali, scientifiche e tecniche, sia sul fronte dei servizi di alloggio e ristorazione” ha detto Carraro. “ La crescita del lavoro femminile, un sistema scolastico d’avanguardia, anche grazie alla crescita degli ITS, investimenti pubblici che hanno avuto un effetto anticiclico, sono tra i fattori più rilevanti per capire la ripresa di oggi e soprattutto la sua sostenibilità nel tempo”.

Su questi temi si sono dunque confrontati, intervistati dal direttore del quotidiani Trentino e Alto Adige Alberto Faustini, Nicola Calabrò, amministratore delegato e direttore generale Sparkasse, Rocco Cristofolini, vicepresidente Confindustria Trento, Federico Giudiceandrea, presidente Assoimprenditori Alto Adige e Matteo Zoppas, presidente Confindustria Veneto.

Interpellato a proposito delle istanze espresse dagli industriali sul tema del credito Calabrò ha parlato del nuovo ruolo delle banche, e in particolare di quello di una banca territoriale come Sparkasse in Trentino: “Aiutiamo le famiglie, aiutiamo le imprese: siamo partner della partita della crescita alla quale ci chiamano gli industriali. La ripartenza si vede, anche in questa provincia, che è certamente più dinamica che in passato”.

Giudiceandrea ha ricordato i passi della recente industrializzazione dell’Alto Adige e le caratteristiche del sistema imprenditoriale della provincia di Bolzano: gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’esplosione delle esportazioni: “Anche l’economia dell’Alto Adige – ha detto – è sostenuta soprattutto dall’industria”.

Ha tratteggiato i contorni del caso trentino il vicepresidente Cristofolini, che ha parlato di un mix vincente di settori e vocazioni. A proposito del mismatch tra domanda e offerta, ha illustrato il contributo dell’Associazione al dialogo con il mondo della formazione “che deve essere capace di stare ai tempi dello sviluppo tecnologico”.

Il ruolo del sistema e della rappresentanza confindustriale per lo sviluppo di piani di crescita a lungo termine è stato rimarcato da Zoppas: “Mai come in questo momento – ha precisato – abbiamo avuto bisogno di un’inversione di tendenza rispetto alle resistenze che ci impediscono di fare impresa: noi imprenditori ci siamo creati una fama nel mondo e per mantenerla dobbiamo essere liberi di lavorare”.

Nel corso dell’evento, l’Assemblea ha anche approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2017 illustrato dal direttore generale Roberto Busato: l’esercizio si è chiuso con un risultato positivo.

L’appuntamento è stato anche l’occasione per le consuete premiazioni, delle aziende iscritte da più di 50 anni:

· Arti Grafiche Saturnia Sas

degli imprenditori “over 75” ancora oggi in attività:

· Giorgio Benassi – Benassi Srl
· Remo Cappelletti – Cappelletti Srl
· Maria Fronza – Unionporfidi Srl
· Simone Longo – Sit Bellamonte Spa
· Paolo Pedrotti – Pedrotti Spumanti Di Pedrotti Paolo Sas
· Giuseppe Simonetti – Elicampiglio Srl

L’Assemblea ha infine reso omaggio a La Sportiva, che ha celebrato nelle scorse settimane il suo novantesimo anniversario.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136