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Valle Camonica: guard-rail sulla Statale 42 del Tonale, polemiche senza fine a suon di lettere

venerdì, 15 giugno 2018

Breno – Non si placa in Valle Camonica la polemica per la posa dei nuovi guardrail “salvamotociclisti” nel tratto Esine-Boario, rinfuocata dopo l’incidente mortale di un centauro avvenuto sabato scorso proprio nel pezzo d’asfalto “incriminato”.

farisoglioE non si arresta neppure la diatriba tra il sindaco di Breno Sandro Farisoglio e l’Anas, a suon di lettere e controdeduzioni. Diatriba nella quale è coinvolto anche il prefetto, che ad aprile ha sospeso i lavori per installare ulteriori tratti di barriere nel tratto a nord di Esine, al fine di aprire un confronto sul tema. Nei giorni scorsi Anas ha risposto alla lettera-denuncia di Farisoglio, nella quale chiariva che la soluzione applicata non è l’unica per garantire la massima sicurezza ma, anzi, ha ridotto la piattaforma stradale a circa 8-8,50 metri, situazione che dovrebbe causare un declassamento dell’infrastruttura e, di conseguenza, portare la velocità a 40-60 chilometri orari (di conseguenza la superstrada non rispetterebbe più la normativa).

Anas, con una serie di osservazioni tecniche, continua a sostenere la correttezza della posa di quel tipo di barriere. Per questo Farisoglio ha ripreso carta e penna e ha controbattuto punto per punto, chiedendosi anzitutto perché Anas, in modo unilaterale, ha deciso di aumentare la sicurezza di una categoria di utenza debole, ovvero i motociclisti, variando le banchine che invece contribuiscono alla sicurezza di tutti gli utenti.

La variazione geometrica della piattaforma stradale, confermata anche nella nota Anas, determina uno stravolgimento delle condizioni collaudate e ogni variazione deve essere oggetto di un progetto o atto formale (non è invece pervenuto alcun atto in merito). Non solo: la variazione della configurazione determina una nuova situazione che riporta a un range di velocità di progetto e di percorrenza che deve essere conforme alla nuova geometria.

“Anas sostiene che non si può impegnare la banchina perché è vietato usarla per la circolazione – dice il sindaco di Breno -, ma se tali spazi laterali non sono necessari, perché sono sempre previsti? Non costruirli comporterebbe risparmi… La legge dice piuttosto che sono elemento propedeutico alla sicurezza dell’utente e per questo motivo devono essere mantenuti”. Farisoglio contesta anche l’affermazione Anas in vale alla quale qualunque altra barriera avrebbe avuto la necessità di essere installata su arginello di larghezza pari o superiore a quello previsto per i guardrail oggi installati. Da una ricerca dell’ufficio Tecnico brenese risulta invece che la società Marcegaglia produce una barriera “arginello zero”, già conosciuta da Anas perché installata a Bari.

Il sindaco brenese invita poi a indagare i criteri che hanno portato alla scelta di Anas. Scelta non perseguita fino in fondo, visto che nel tratto ci sono pezzi dove le nuove barriere non sono state installate, come i viadotti. “In questi casi i motociclisti non andranno a impattare? – si chiede Farisoglio -. O piuttosto la barriera Anas non è stata studiata per quei casi e di conseguenza il ventaglio di soluzione che si propone di risolvere il prodotto non è così versatile? Perché si sono voluti installare proprio lì? Osservando i siti d’installazione di altri concessionari, questi interventi vengono proposti su curve di svincolo, tornanti o tratti dove per le caratteristiche dell’arteria ci sono situazioni particolarmente gravi”.

Secondo alcuni tecnici, quelle barriere sarebbero state realizzate per essere posate sul cavalcavia di Breno, ma non sono state installate perché in quel tratto la struttura non avrebbe retto. Per non buttarle, si è deciso di posarle in un altro punto della Statale 42. “Continuo a ritenere l’intervento, oltre che privo di logica, non rispettoso della legge – conclude -. Per questo auspico una soluzione al più presto suggerendo le ipotesi già prospettate nella mia precedente lettera”.


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