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Valle Camonica: Turelli racconta la storia di don Gnocchi

giovedì, 7 marzo 2019

Edolo – “Un Santo con la penna, storia di don Carlo Gnocchi ed altri eroi della Ritirata”, lo spettacolo di Emanuele Turelli arriverà nelle prossime settimane in Valle Camonica e coinvolgerà le comunità di Edolo. Berzo Demo, Angelo Terme, Esine e Ponte di Legno.

Emanuele Turelli - Don GnocchiLA TRAMA - Il lavoro di Turelli è narrativo e ripercorre uno degli episodi più tragici della Seconda guerra mondiale: la terribile ritirata di Russia che costò la vita a 100 mila soldati italiani, molti dei quali alpini, ma che coinvolse ben 229 soldati italiani, mandati allo sbaraglio dal regime fascista. E’ una sintesi ben bilanciata fra guerra e fede. La prima che rende grande la seconda. E’ la storia di un cappellano militare che sarebbe diventato Santo, ma attraverso i suoi occhi e la sua unica arma da battaglia (un minuscolo crocefisso) è la storia di tutti quei ragazzi.

Un’ora abbondante in cui vengono raccontati aneddoti ed episodi. Prima della campagna di Russia, poi del ripiegamento, con un’attenzione particolare alla divisione alpina Tridentina, nella quale Don Carlo era inquadrato come tenente cappellano. Una storia che si concentra in 9 giorni: dalla sera del 17 gennaio 1943 quando per la Tridentina arrivò l’ordine di ripiegare, alla notte del 26 gennaio, dopo la terribile battaglia di Nikolajewka, con un ultimo, struggente episodio: l’alpino Tobia, attendente di Don Carlo, incurante del freddo atroce di quella notte, uscì a soccorrere il cappellano, lo trasportò sulle spalle fino all’interno di un’isba e con grande coraggio e altruismo riuscì a salvargli la vita. Tobia aveva salvato la vita a un Santo.

Viene narrata la spedizione in Russia dell’Armir, l’ottava armata italiana, si racconta del fronte del DON, dove le truppe italiane combatterono, delle città sotterranee che vennero scavate come unico riparo al freddo e al nemico, dei momenti in cui al fronte arrivava la posta… poi la terribile ritirata a 40 gradi sotto lo zero, potendo contare soltanto sul coraggio e poco altro.

Grazie a quel coraggio, 130 mila soldati riuscirono a salvarsi e tornare in patria. Questo è un omaggio al loro eroismo e una memoria per i 100 mila che, al contrario, finirono la loro vita in Russia.

IN SCENA - Lo spettacolo è già arrivato sul palcoscenico di Marone e ora verrà presentato nei seguenti paesi

- Edolo - 5 aprile – ore 20.45 - CHIESA SAN GIOVANNI BATTISTA

Angolo Terme – 13 aprile – ore 21 - TEATRO

- Berzo Demo – 3- 4 maggio – ore 10 e 21 – CENTRO POLIVALENTE

- Esine - 10- 11 maggio – ore 10 – 21 -  SALA DELLA COMUNITA’

- Ponte di Legno – 3 agosto – ore 21 – PALAZZETTO DELLO SPORT

GLI INTERPRETI - Sul palco con Emanuele Turelli ci sono Daniele Gozzetti, noto cantautore bresciano che esegue due suoi pezzi sulla ritirata di Russia (uno ispirato alla storia vera di due fratelli reduci di Russia, l’altro ispirato allo scritto di un soldato morente raccolto da un commilitone, durante quell’epopea bellica) e Davide Bonetti che esegue un brano originale in lingua russa e un manifesto della pace come “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andre. Il coordinamento tecnico artistico è di Claudio Cominardi.

di Chiara Panzeri



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