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Ponte di Legno, progetto Terme: la minoranza propone referendum popolare

venerdì, 26 gennaio 2018

Ponte di Legno – I consiglieri comunali di minoranza – e del costituito gruppo “Libertà è Partecipazione” – del comune di Ponte di Legno (Brescia) hanno distribuito un documento sulla costruzione del “centro termale”, un progetto innovativo illustrato da Mario Bezzi presidente Sit e dall’architetto Casamonti il 27 settembre a Ponte di Legno e oggetto di una mostra in queste settimane alla Triennale di Milano.Ponte_di_legno_municipio

I consiglieri di minoranza sono “contrari a questa realizzazione ma, favorevoli ad altra iniziativa con le medesime finalità. Infatti nel programma della nostra lista (2013) era prevista la costruzione di un centro benessere in area da definire, Invece il progetto attuale è inidoneo per le seguenti motivazioni: l’ubicazione del centro benessere è in mezzo a esistenti palazzi stile anni ’70, in un contesto non naturale; costi di gestione previsti, 3 milioni di euro annui di solo affitto, che non saranno verosimilmente coperti con pagamenti diretti se non con contropartite celate da convenzioni ed altri affidamenti“. Inoltre per i consiglieri Diego Cenini e Mario Rizzi “Non va dimenticato l’elevato costo di progettazione, oltre un milione di euro, e anche la soluzione architettonica pare più indicata per aree metropolitane che a un paese di montagna. Tra l’altro nel luogo non esiste acqua calda, solo acqua ferruginosa portata da S. Apollonia (con altro tubo interrato con quello del teleriscaldamento) e allora è un centro benessere, non sono terme“.

I due consiglieri di minoranza si sono dichiarati “favorevoli alla realizzazione di un centro benessere nella vetusta piscina da ristrutturare (di proprietà SIT), o collocato in mezzo a prati e boschi adiacenti al centro abitato e lontano dai fumi del parcheggio e dai condomini degli anni ’70, purché la progettazione sia affidata ad un pool di professionisti residenti contenendone i costi“.

Nelle conclusioni del documento Diego Cenini e Mario Rizzi propongono “un referendum popolare per scegliere il progetto migliore tra quelli presentati in Comune, impegnandoci sin d’ora a rispettare il risultato, qualsiasi esso sia“.


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