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Malonno, l’ex sindaco Gelmi condannato a 3 anni e 4 mesi. La sentenza

martedì, 12 febbraio 2019

Malonno – Appalti truccati a Malonno (Brescia), stangata sull’ex sindaco. Oggi, al termine dell’udienza preliminare, il giudice Lorenzo Benini ha condannato a tre anni e 4 mesi l‘ex primo cittadino Stefano Gelmi (nella foto), mentre sono stati inflitti 2 anni agli imprenditori Remo Fona e Pierdomenico Mora, un anno e 4 mesi ciascuno per Silvano Andreoli, Alberto Avanzini e Giuseppina Lanzetti, imprenditori che hanno partecipato agli appalti pilotati. Assolta Morena Piloni, funzionaria della Centrale unica di committenza dell’Unione delle Alpi Orobie bresciane.

L’accusa era turbativa d’asta e corruzione. L’ex sindaco Stefano Gelmi è stato assolto dal Gup dall’accusa di corruzione perché “il fatto non sussiste”. Inoltre il giudice ha evidenziato che “Gelmi ha violato la legge, senza ottenere alcun vantaggio personale”.

Stefano Gelmi ex sindacoLa richiesta dell’accusa, avanzata dal Pm Ambrogio Cassiani nell’udienza del 27 novembre, era di cinque anni di condanna per l’ex sindaco di Malonno (Brescia), Stefano Gelmi, 4 anni e 4 mesi per Morena Piloni e Remo Fona, 2 anni e 4 mesi per Pier Domenico Mora, 1 anno e 4 mesi per Giuseppina Lanzetti, Alberto Avanzini e Silvano Andreoli amministratori di società. Gli imprenditori camuni Andrea Cattaneo, Nicola Taddei, Michele Coatti, Alfio Panighetti e Daniele Carnazzola hanno scelto di patteggiare pene comprese tra gli 8 e 32 mesi di reclusione. Infine hanno scelto il processo – per dimostrare la loro estraneità ai fatti – l’altro funzionario della Cuc, Gianpaolo Albertoni, e gli imprenditori Bruno Cioccarelli e Alessandro Gelmi.

Oggi – a distanza di un anno e mezzo dall’inchiesta che sconvolse Malonno – con i provvedimenti eseguiti dagli inquirenti, carabinieri dell’Aliquota Radiomobile e della stazione di Edolo (Stefano Gelmi venne arrestato, ai domiciliari Remo Fona, Rocco Mastaglia, Andrea Cattaneo, Gianpaolo Albertoni, Morena Piloni e obbligo di dimora per gli altri indagati) è arrivata la prima sentenza. L’inchiesta della Procura bresciana era su tre appalti, opere da un milione di euro, che sono risultati pilotati: si tratta dei lavoro dell’illuminazione pubblica, realizzazione e sistemazione di marciapiedi e biblioteca civica.



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