QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad
Ad
Ad


Lombardia: approvata Legge regionale sugli impianti di risalita. Martinazzoli e Parolo: “Importante e innovativa, garantisce futuro”

giovedì, 21 dicembre 2017

Ponte di Legno - Approvato dal Consiglio regionale il progetto di legge “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita e da infrastrutture connesse e funzionali al relativo servizio”. In merito è intervenuta Donatella Martinazzoli, consigliere regionale della Lega Nord: “Si tratta di una legge importante e innovativa che ha la finalità di garantire il mantenimento e lo sviluppo di tutti gli impianti di risalita in Lombardia.

martinazzoli 1La nuova normativa, grazie al riconoscimento della pubblica utilità degli impianti, consentirà a Regione Lombardia di intervenire in maniera concreta ed efficace sia in ambito gestionale che in quello relativo ai finanziamenti, a beneficio del comparto turistico e, più in generale, dell’economia delle nostre vallate” “La legge  – prosegue Martinazzoli – cerca di far fronte alla crisi del comparto, dovuta anche alla forte concorrenza delle aree sciistiche appartenenti alla Regioni Autonome, che possono contare su maggiori risorse pubbliche. Inizia un percorso che mette al centro le potenzialità della montagna e della sua attrattività turistica, da valorizzare con una azione che coinvolge soggetti pubblici quali la Regione Lombardia, Enti Locali e i soggetti privati”.

“La Proposta di Legge regionale – spiega Martinazzoli – prevede infatti specifici “Patti territoriali” per lo sviluppo economico, ambientale, sociale e della mobilità dei territori montani. I Patti territoriali hanno il compito di definire le modalità di sviluppo e di gestione delle infrastrutture, con la possibilità di costituire società pubbliche per la realizzazione di impianti di risalita”.

PAROLO: “PER SISTEMA PIU’ ATTRATTIVITA’ E PIU’ VALENZA PUBBLICA”

ugo parolo“Si tratta di una Legge di “sistema” che delinea uno scenario che, in termini di responsabilizzazione dei territori e di riconoscimento della fondamentale attività degli impianti come servizio ad alta valenza pubblica, consentirà di ampliare le strategie basate solo a supporti esterni in termini di contributi finanziari ed interventi diretti nello sviluppo della Rete Infrastrutturale Montana, anche attraverso l’affiancamento ai singoli territori”.

Lo dichiara soddisfatto Ugo Parolo, sottosegretario alla Presidenza con delega alle Politiche per la Montagna, commentando l’approvazione, durante la seduta odierna di Consiglio regionale, del progetto di legge per la promozione e lo sviluppo dei territori interessati dagli impianti di risalita e dalle infrastrutture connesse.

IL PERCORSO – “Regione Lombardia, il 12 settembre 2014, – spiega Parolo – ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa con la Provincia di Sondrio volto alla costituzione di un Gruppo di Lavoro, con il coinvolgimento anche del Sistema Bancario locale e di stakeholders specifici, al fine di addivenire ad una proposta sperimentale, partendo dal territorio provinciale, replicabile in altri contesti regionali, che consenta di trovare delle modalità innovative di rilancio delle società degli impianti che consentano di aumentare l’attrattività e la competitività dei territori alpini lombardi. Il Gruppo di lavoro ha identificato quale modello ottimale da sperimentare, analizzare e sviluppare, quello dell’intervento pubblico finalizzato alla costituzione di una o più società infrastrutturali aventi l’intento di realizzazione, sviluppare e mantenere le reti dei comprensori sciistici montani lombardi: la Newco Infrastrutturale per la Rete Turistica Montana”.

SITUAZIONE ATTUALE DEGLI IMPIANTI – “La pratica dello sci alpino – chiosa il sottosegretario – attraversa, nell’intero territorio regionale montano, una fase non favorevole stante anche la crisi economica in atto e, senza il traino degli impianti di risalita (reali infrastrutture di servizio) l’intero comparto turistico invernale legato alla “filiera della neve” (alberghi, ristoranti, bar, agenzie di viaggio e altri) viene messo in crisi con pesanti ripercussioni occupazionali e socio economiche interessanti non solo le singole località sede degli impianti, ma anche i territori circostanti per l’indotto mancante. Le criticità del sistema che lo studio ha evidenziato riguardano l’esposizione finanziaria delle società impiantistiche nei confronti del settore bancario di circa 300 milioni di euro; difficoltà nell’effettuare nuovi investimenti; elevati costi energetici per la produzione di neve a causa dei cambiamenti climatici; frammentazione dei comprensori sciistici e scarsa capacità di investimento degli attuali gestori”.

STRATEGICITA’ DEL SISTEMA IMPIANTI – “Gli impianti di risalita – continua Parolo – sono da considerarsi come un asset strategico per via delle importanti ricadute sui territori alpini, per l’attrattività turistica e per i relativi impatti economici.  Costituiscono l’infrastruttura fondamentale per le località turistiche montane della Lombardia. Una ricerca di Eupolis ha dimostrato che solo in Provincia di Sondrio nel 2015, il fatturato realizzato dalle società di gestione pari ad € 64 mln ha generato un indotto misurato in via prudenziale in 278 milioni di euro. Non solo. Gli studi effettuati nel 2013 dall’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (ANEF) evidenziano come ogni euro di ricavo delle società funiviarie comporti fino a 7 euro di ricavi dell’indotto”.

L’OBIETTIVO – “Dopo un ampio confronto territoriale, Regione Lombardia – sottolinea – si è posta come obiettivo concorrente quello di tracciare un nuovo, ma concreto, modello di sviluppo economico della Montagna, riconoscendo la funzione di “Servizio Pubblico Locale” alle attività sciistiche: dalla costruzione e la gestione degli impianti a fune, alla gestione degli impianti sciistici finalizzati allo sviluppo turistico del territorio, fino ad arrivare alle infrastrutture e alla loro gestione. Questo nuovo approccio permetterà di responsabilizzare le componenti pubbliche e private ad una gestione efficiente delle risorse e ad ottimizzare i costi e le ricadute in termini di sviluppo sul territorio”.

PROGRAMMA DI INTERVENTI – “La Proposta di Legge regionale – prosegue – prevede l’avvio di “Patti territoriali” per lo sviluppo economico, ambientale, sociale e della mobilità dei territori montani, che definiranno le modalità di sviluppo e di gestione delle infrastrutture di interesse pubblico e consentiranno agli Enti locali di sviluppare politiche condivise in una prospettiva, di medio-lungo periodo, con i soggetti che lo sottoscrivono. All’interno del Patto, agli Enti locali territorialmente interessati, sarà anche data la possibilità di costituire società pubbliche aventi come intento la realizzazione di infrastrutture di pubblico interesse in ambito montano, inclusi gli impianti di risalita”.

FRUTTO DI UN INTENSO LAVORO – “Vista la sua notevole importanza e l’intenso lavoro di confronto e di studio, – conclude il sottosegretario – non posso che essere soddisfatto del percorso che abbiamo attuato a sostegno del turismo, dell’attrattività e delle economie locali nei territori montani che accolgono gli impianti e le infrastrutture accessorie.  Questo nuovo inquadramento degli impianti di risalita proverà concretamente a superare la situazione attuale di grave crisi che attanaglia il settore e, coinvolgendo in maniera responsabile i territori, nonchè affidando un ruolo chiave al “pubblico”, sono certo lo renderà un tessuto competitivo. Anche a livello nazionale”.

Consiglio, i provvedimenti approvati nella seduta pomeridiana

Dopo il voto e l’approvazione delle modifiche alla legge elettorale, il Consiglio regionale nel pomeriggio ha approvato altre tre leggi: le modifiche al testo unico in materia di parchi regionali, con l’ampliamento dei confini del Parco delle Groane e l’accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio con il parco locale di interesse sovraccomunale della Brughiera Briantea (relatore Lino Fossati, Lista Maroni Presidente); nuove norme per la promozione e lo sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita (relatrice Lara Magoni, Lista Maroni Presidente); le modifiche al testo unico in materia di Protezione civile (relatore Francesco Dotti, Fratelli d’Italia).

Il Consiglio ha quindi approvato la proposta di atto amministrativo che modifica i confini e le misure di tutela della riserva naturale Valli del Mincio e una mozione urgente (primo firmatario il Vice Presidente Fabrizio Cecchetti, Lega Nord) sottoscritta da tutti i capigruppo sulla cava di Casorezzo (MI).

Ampliati i confini del Parco delle Groane (Nord Milano) e della Riserva naturale Valli del Mincio
Il Parco regionale delle Groane, un’area di 3.695 ettari nell’area metropolitana a nord-ovest di Milano, amplia i suoi confini di 4.554 ettari, raddoppiando di fatto la sua superficie (portata a 8.249 ettari complessivi). Con la legge approvata dal Consiglio regionale con 41 voti a favore e uno contrario (relatore Lino Fossati, Lista Maroni) vengono infatti accorpati all’interno dei suoi confini il parco locale di interesse sovracomunale (PLIS) della Brughiera Briantea (ad esclusione del comune di Brenna), la riserva Fontana del Guercio (nel Comune di Carugo) e alcune aree di comuni limitrofi o già appartenenti al parco.

Le nuove adesioni all’ampliamento dei confini del parco riguardano i Comuni di Cantù, Cermenate, Cucciago, Fino Mornasco, Vertemate con Minoprio. Hanno incrementato le loro aree di appartenenza i Comuni di Arese e Garbagnate Milanese e con l’accorpamento della riserva Fontana del Guercio e del PLIS Brughiera Briantea entrano a far parte del parco delle Groane i Comuni di Cabiate, Carimate, Carugo, Figino Serenza, Lentate sul Seveso, Mariano Comense, Meda e Novedrate.

Il Consiglio regionale (relatore Marco Carra, PD) ha approvato inoltre la proposta di atto amministrativo che ridefinisce i confini della Riserva naturale Valli del Mincio ampliando l’area di riserva di 226 ettari (ne fanno parte i Comuni di Mantova, Curtatone e Porto Mantovano) e l’area di rispetto di 71,3 ettari (i Comuni interessati sono Curtatone, Mantova, Porto Mantovano e Rodigo).

Sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita

Via libera a grande maggioranza (44 si e 5 astenuti) alla legge contenente le disposizioni per la promozione e lo sviluppo dei territori montani interessati da impianti di risalita. Relatrice del progetto di legge è Lara Magoni (Lista Maroni Presidente): “Ancora una volta si torna a parlare di montagna– ha spiega la Magoni – un territorio che ricopre il 40% della nostra Regione e ben il 60% della provincia bergamasca. La legge approvata oggi dall’Aula favorisce lo sviluppo economico, ambientale e sociale dei territori montani su cui si trovano gli impianti, tenuto conto del loro forte impatto sull’economia regionale e locale e cercando di evitare lo spopolamento degli stessi territori montani”.

Il documento contiene i ‘patti territoriali’, promossi e sottoscritti da enti locali o da altri soggetti pubblici, e prevede la possibilità dicostituzione di società pubbliche che possano agevolare gli investimenti necessari, con il supporto di Finlombarda. Regione Lombardia avrà la possibilità di autorizzare l’acquisto degli impianti da parte di società regionali, rendendoli disponibili con il ricorso a contratti di locazione.

Modifiche al testo unico in materia di Protezione civile

Via libera alle modifiche alla legge regionale del 2004 che regola la composizione della Consulta del Volontariato di Protezione civile(relatore Francesco Dotti, FdI). Questo organismo di rappresentanza non sarà più presieduto dall’Assessore regionale (che ne farà comunque sempre parte) e sarà composto dai rappresentanti eletti direttamente dai comitati provinciali di coordinamento del volontariato, che al loro interno eleggeranno presidente e vice presidente.

Le sue finalità saranno consultive e la Consulta non potrà in alcun modo impedire l’esercizio delle prerogative proprie dell’autorità locale di protezione civile, affidate alla figura del sindaco. I componenti della Consulta saranno rinnovati ogni tre anni, in corrispondenza del rinnovo dei Comitati di coordinamento di volontariato. La legge si è resa necessaria per adeguare le norme regionali al modello nazionale adottato dal Dipartimento della Protezione civile.

Mozione urgente cava di Casorezzo

Il Consiglio ha infine approvato all’unanimità una mozione urgente (primo firmatario il Vice Presidente Fabrizio Cecchetti, Lega Nord), sottoscritta da tutti i Capigruppo, con la quale si impegna la Giunta regionale ad intervenire nell’eventuale procedimento di fronte all’autorità giudiziaria amministrativa annunciato dai Comuni contro la discarica in progetto sul territorio di Busto Garolfo e Casorezzo, nel milanese: l’area che si estende per circa 70 ettari inserita nel Parco del Roccolo.

L’obiettivo è quello di “tutelare la salute della cittadinanza nonché evitare ogni possibile dubbio su eventuali rischi per l’ambiente” e sostenere “sotto ogni profilo utile tecnico ed economico i ricorsi degli Enti locali”. Il documento sottolinea che “nel progetto approvato ci sarebbero una serie di criticità che di fatto rappresenterebbero elementi ostativi all’autorizzazione stessa. In particolare – dice la mozione – non si sarebbe tenuto conto della distanza delle vecchie discariche, della distanza dal franco di falda e della distanza dal tessuto urbano consolidato delle abitazioni”.

Infine sono stati nominati i tre Consiglieri regionali componenti dell’Osservatorio per l’attuazione del fattore famiglia lombardo nelle persone di Alessandro Colucci (Lombardia Popolare), Silvana Santisi Saita (Lega Nord) e Silvia Fossati (Patto Civico).


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136