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Lockdown in provincia di Brescia e provenienza dei pazienti: botta e risposta Del Bono-Caparini

mercoledì, 18 novembre 2020

Brescia – “L’andamento epidemiologico non coincide esattamente con i 21 parametri. Perché i parametri di riferimento riguardano la gestione della sanità. La Lombardia orientale, mi riferisco alle province di Brescia, Bergamo e Cremona, il territorio che a marzo ha pagato un tributo impressionante di vite umane e un numero altissimo di pazienti negli ospedali, in questo momento non ha un aumento di pressione sulle strutture sanitarie che proviene dalle nostre zone, ma abbiamo una forte ospitalità negli ospedali di persone che, giustamente e correttamente, arriva da altri territori: Monza, Varese, Milano. Non abbiamo un andamento epidemiologico che giustificherebbe una zona rossa”.

E’ il commento rilasciato dal sindaco di Brescia e Vicepresidente Anci, Emilio Del Bono, durante il panel “Come essere migliori dopo il Covid” durante l’Assemblea 2020 di Anci sull’attuale situazione lombarda col lockdown.

L’impazienza e la rassegnazione nei cittadini è a livelli massimi, con la catastrofe socio-economica, generata da mesi di gestione anti-Covid, che aumenta sempre più nelle dimensioni e con altre settimane (o mesi, visto che non è annunciata alcuna inversione di tendenza nel Paese con un allineamento pressoché unitario di slogan pro-limitazioni da parte delle istituzioni, da quelle locali al Governo, a parte rarissime eccezioni) tra lockdown e limitazioni insostenibili nella vita di tutti i giorni che proseguono a danneggiare libertà individuali e attività, ma le parole del primo cittadino bresciano non sono piaciute a Regione Lombardia che ha replicato difendendo le decisioni di chiusura in atto.

CAPARINI: “CONSIGLIO PRUDENZA, NON CI SONO CONDIZIONI PER ALLENTARE LE MISURE”
“Sono sicuro che il sindaco di Brescia è stato frainteso, per quattro motivi. Primo, conoscendo la sua formazione politica non può aver fatto dichiarazioni così discriminatorie al punto da segregare i malati di Castelli Calepio rispetto a quelli di Palazzolo. Secondo, sa bene che nei terribili momenti della prima ondata grazie alla solidarietà dei medici e infermieri degli ospedali del resto della Lombardia abbiamo salvato la vita a tanti nostri concittadini”.

Parte da queste considerazioni l’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, il bresciano Davide Caparini, per commentare le dichiarazioni rilasciate oggi dal sindaco di Brescia Emilio Del Bono in merito alla ‘zona rossa’ e, in particolare, ai criteri secondo cui tale collocazione dipende anche dalla ‘ospitalità’ che alcuni ospedali, come quello di Brescia, offrono a malati di altre province.

“Terzo motivo – prosegue Caparini nella sua elencazione – il sindaco di Brescia conosce bene il provvedimento del suo Ministro che prevede altre due settimane in zona rossa per confermare il trend epidemiologico in miglioramento. Quarto, da profondo conoscitore della situazione sanitaria della sua provincia (riceve quotidianamente i dati dalla ATS ed ha partecipato all’ultimo incontro in cui i tecnici di regione l’hanno aggiornato sulla situazione) sa bene che oggi non ci sarebbero le condizioni di allentare le misure visto che l’indice di riproducibilità del virus Rt a Brescia è superiore di quello di Milano”.

“Credo che – conclude l’assessore – per il sistema economico sia vitale evitare un altro lockdown nelle prossime festività natalizie quindi consiglio prudenza. Oltre a salvare la vita alle persone, indipendentemente dal comune in cui risiedono”.



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