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Vigili del fuoco mobilitati nelle valli trentine, ma era falso allarme

mercoledì, 18 dicembre 2013

Val di Sole - Ieri, attorno alle 21.30, sono partite chiamate di intervento, in gergo tecnico “selettive”, a circa 40 Corpi dei Vigili del Fuoco volontari di tutto il Trentino, in particolare in Val di Fiemme e Fassa, Non e Sole, a Rovereto. Non si conosce l’origine dell’allerta, a cui non corrispondeva una vera esigenza di intervento, come hanno confermato immediatamente dalla centrale operativa dei Vigili del Fuoco del Corpo permanente di Trento. Del fatto sono state informate l’Autorità giudiziaria e le forze di polizia. Si ritiene remota la possibilità di un guasto tecnico. Si sta apvigili del fuocoprofondendo l’ipotesi di un attacco informatico. ”A seguito dell’allertamento – sottolinea Silvio Zanetti, dirigente del Servizio Antincendi e protezione civile della Provincia autonoma di Trento – il personale dei Corpi coinvolti ha cominciato a telefonare alla Centrale operativa per avere conferma dell’emergenza. Conferma che, ovviamente, non è arrivata. Del fatto invece sono state informate l’Autorità giudiziaria e le forze di polizia. Sembra remota la possibilità di un guasto tecnico e si sta approfondendo l’ipotesi di un attacco informatico”.

LA PROCEDURA

La chiamata di allarme viene inviata al personale reperibile dei vari corpi attraverso un cerca persone. Il cerca persone, una volta che è partita la chiamata di intervento, emette un suono e sul display mostra un codice che identifica i reparti chiamati ad intervenire. Per conoscere il tipo di intervento richiesto (incendio, incidente ecc) l’operatore deve ascoltare un messaggio vocale registrato dalla Centrale operativa.
Ieri sera quest’ultimo passaggio non è avvenuto; alla “selettiva” non corrispondeva un messaggio vocale. Quindi il personale reperibile per le emergenze ha cominciato a chiamare la Centrale operativa la quale, fatte le verifiche del caso, ha risposto che non c’era nessuna emergenza in atto che giustificasse quella chiamata.
L’allarme è quindi rientrato senza altre conseguenze, ma rimane da capire l’origine del fatto e mettere in campo misure idonee perché non si ripeta.


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