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Vertice Nato a Kiev, intervento del senatore Panizza: “Non abbassare la guardia sulla questione Ucraina”

giovedì, 16 giugno 2016

Trento – Un messaggio chiaro: non abbassare la guardia sulla questione Ucraina. Il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (nella foto), interviene dal vertice Nato di Kiev: “Sto partecipando come componente della delegazione italiana, al vertice dei parlamentari dei paesi NATO. Mentre eravamo in riunione, ieri mattina, sono giunte notizie di almeno altri due soldati morti nei combattimenti del Sud-Est del paese: salirebbero così a 623, stando a quanto dice il governo ucraino, i militari morti dall’inizio del conflitto nel Donbass contro i miliziani separatisti filorussi”.

Panizza -Kiev

Ecco l’intervento del segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza: “Intanto la NATO ha deciso per nuove misure di sostegno all’Ucraina, con il quale si rinnova la volontà di perseguire gli accordi di Minsk e ci si appella alla Russia affinché fermi la destabilizzazione dell’Ucraina. La questione ucraina non è più al centro delle attenzioni delle opinioni pubbliche occidentali, anche perché eventi altrettanto gravi hanno catalizzato la nostra attenzione, a cominciare dagli attacchi terroristici del fondamentalismo islamista. Eppure quello che accade qui meriterebbe altrettanta attenzione, perché c’è una situazione di profonda incertezza e di grande tensione tra l’Ucraina, la Russia e i paesi ex sovietici che chiedono un maggiore sostegno della NATO in chiave anti-russa. Ne ho avuto personalmente riprova durante la sessione mattutina. A seguito di una mia domanda sul perché l’Ucraina non riconoscesse l’autonomia speciale alle regioni a maggioranza russa, con il duplice fine di togliere ogni possibile alibi alla Russia e perseguire quanto stabilito con gli accordi di Minsk, i delegati ucraini hanno detto che sarebbe stata una cessione rispetto alla violenza di criminali russi che hanno occupato il territorio, smentendo, nei fatti, l’esistenza di una minoranza etnica. Insomma, per gli Ucraini quella del Donbass è una vera e propria occupazione e come tale va gestita e trattata.

Da parte mia ho provato a spiegare che, pur comprendendo la situazione, bisogna provare a ricondurre il tutto sui binari della politica, perché la storia ci insegna che quando un conflitto assume tale caratteristiche non ci potr à mai essere né un vinto né un vincitore, ma che l’area si trasformerà in un campo di battaglia che potrebbe interessare generazioni e generazioni. Per questo, come ha fatto anche Renzi in diversi consessi internazionali, abbiamo rinnovato l’invito a guardare al Trentino Alto Adige Südtirol come possibile strada ed esempio da seguire.

È evidente che c’è molto da lavorare. Le repubbliche ex-sovietiche continuano a chiedere a gran voce un maggiore sforzo della NATO, sottolineando come quello russo sia un pericolo per l’intera area. E Mosca deve fare la sua parte perché, come ha ben ribadito anche il segretario generale della NATO Stoltenberg, l’alleanza atlantica continuerà sempre a ritenere l’annessione della Crimea un atto illegale e illegittimo.

La questione ucraina è un tema di sicura destabilizzazione dell’area ma che può avere riverberi molto forti anche a livello mondiale. Soprattutto preoccupano le condizioni dei Tatari e di quelle altre popolazioni che, se esasperate, potranno avvertire il richiamo ad un accordo con il fondamentalismo islamista se questo saprà tornare utile in chiave anti-russa.

I numeri fotografano bene questa situazione di profonda instabilità: 20mila i Tatari allontanati dalla Crimea, 1milione e 800mila sfollati in tutta l’Ucraina, un milione quelli che hanno abbandonato il Donbass per andare in Russia. Nel Donetsk e nel Lugansk la popolazione è la metà rispetto all’inizio della guerra.

A fronte di un quadro così complesso, la NATO deve fare tutto quello che è nelle proprie condizioni per far fermare i combattimenti e riportare la stabilità nell’area. Ci vuole l’impegno di tutti: degli ucraini che devono riconoscere il diritto all’esistenza delle minoranze russe, così come della Russia che non può accampare diritti di alcun tipo, soprattutto dopo l’illegittima occupazione della Crimea. È un quadro preoccupante, non si deve in alcun modo abbassare la guardia”.


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