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Variante di Cles e interventi sulla Trento-Malé: il presidente della Provincia Rossi illustra il bilancio 2016 e le opere strategiche

lunedì, 14 dicembre 2015

Trento – Il Governatore Rossi ha presentato oggi la relazione programmatico-finanziaria in aula consiliare Un bilancio 2016 all’insegna della fiducia e ottimismo per una stagione di “nuova crescita”.

Una manovra all’insegna della fiducia e dell’ottimismo, per un Bilancio 2016-2018 di “nuova crescita”: potremmo sintetizzare così il contenuto della relazione programmatico-finanziaria presentata stamani dal governatore del Trentino Ugo Rossi (nella foto) al Consiglio provinciale.

Una manovra che poggia su alcuni dati già resi noti recentemente: le stime riguardanti la crescita del Pil nel 2016, con un + 1,4%; i dati Istat sul terzo trimestre 2015, che evidenziano contemporaneamente una crescita del tassproclamazione degli elettiUgo Rossi presidenteo di occupazione, salito a 68,1 rispetto al 66,8 precedente, e un calo della disoccupazione, al 4,8%, il livello più basso dalla fine del 2012; infine il numero di accessi pervenuti negli ultimi due mesi allo Sportello avvio nuove imprese in Trentino Sviluppo, pari a 96 domande, 70 delle quali da parte di nuova imprenditorialità giovanile/femminile.

“La base da cui ‘ripartiamo’ è dunque buona e positiva – ha detto Rossi – . In questo quadro generale la manovra 2016 ha due obiettivi prioritari: preservare gli interventi a favore dei cittadini, sia in termini di livello e qualità dei servizi erogati che di tutela del reddito disponibile, e sostenere la crescita economica”.

Nella sua relazione il governatore ha innanzitutto toccato il tema dell’evoluzione dell’Autonomia e della collocazione del Trentino nel panorama internazionale, con particolare riferimento all’Europa e all’Euregio. Quindi si è addentrato sulle politiche di sistema previste dalla manovra 2016 per garantire sviluppo e coesione sociale.

LA RELAZIONE

Nella relazione letta in aula un ampio capitolo è stato riservato alla leva della detassazione, al welfare (compresi i capitoli prioritari della scuola e della sanità), all’efficientamento della pubblica amministrazione e agli investimenti strategici. Una chiusura, infine, all’insegna della fiducia e dell’ottimismo.

“Abbiamo atteso tutti a lungo la ripresa economica, e finalmente alcuni segnali cominciano a cogliersi – ha detto Rossi – La loro lettura non è né facile né univoca. A livello nazionale ed europeo i segnali di ripresa si mescolano purtroppo, come sappiamo, ad altri che inducono pessimismo e preoccupazione.

Non mi riferisco qui ai segnali di natura economica: i conflitti che perdurano in Medio Oriente e nella sponda sud del Mediterraneo, i flussi di profughi che cercano, comprensibilmente, un asilo sicuro nel nostro continente, l’incubo del terrorismo, sono tutti fattori che frenano lo slancio e la fiducia di cui avremmo bisogno, e generano divisioni all’interno delle nostre comunità, fra le forze politiche nonché fra paese e paese.

E’ soprattutto di fronte a tutto questo che ci sforziamo di percorre la via, più difficile, di una politica che non vuole negare paure e preoccupazioni ma che preferisce non cavalcarle e si sforza di dare soluzioni. Una politica che vuole rivolgersi ad una terra e ad un popolo che hanno sempre coltivato valori sani, profondi, la solidarietà, la generosità, il volontariato, la laboriosità.

Lo dico pensando anche a chi in passato ha dovuto lasciare questa terra, in tempi ancora più difficili di quelli che viviamo noi oggi: vuoi per cercare di costruirsi un futuro migliore altrove, vuoi a causa della guerra. Ma ce l’abbiamo fatta. Siamo qui, oggi, forti della nostra Autonomia, e di livelli di sviluppo che ci pongono fra le regioni di testa dell’Europa. E non abbiamo rinunciato a nessuno di quei valori che menzionavo poc’anzi. La nostra Autonomia ha sempre dimostrato di essere capace di interpretare quello spirito di innovazione e di cambiamento necessario per camminare al passo dei tempi. Ma sempre dentro quei valori.
Guardando al 2016, e ancora più in là, dobbiamo sempre tenerlo a mente”.

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE ROSSI

CRESCITA SOSTENIBILE

Le stime riguardanti il Pil in Trentino sono migliori rispetto a quelle del contesto italiano, pur essendo le nostre proiezioni più prudenti di quelle nazionali: in Trentino nel 2016 è atteso un + 1,4%.

Sul fronte occupazionale gli ultimi dati diffusi dall’Istat e relativi al terzo trimestre 2015, evidenziano contemporaneamente una crescita del tasso di occupazione, salito a 68,1 rispetto al 66,8 e un calo della disoccupazione, che in Trentino si attesta al 4,8%, il livello più basso dalla fine del 2012. In Trentino fino ad oggi solitamente cresceva il tasso di occupazione ma anche la disoccupazione, a causa di un eccesso di offerta di lavoro rispetto alla domanda.

Ora invece abbiamo dati positivi per entrambe gli indicatori. Non solo: i dati migliori si registrano sul fronte dell’occupazione femminile e giovanile. Qui si registrano probabilmente anche gli effetti positivi del jobs act, ma certamente, un grande merito va anche alle scelte fatte negli ultimi anni in favore dello sviluppo economico e della creazione di nuovi posti di lavoro.

Parimenti è un segno di effervescenza anche il numero di accessi pervenuti negli ultimi due mesi allo Sportello avvio nuove imprese in Trentino Sviluppo: 96 domande, 70 delle quali da parte di nuova imprenditorialità giovanile/femminile. La base da cui “ripartiamo” è dunque buona e positiva.

Tutto questo ci consente di dire che il Trentino si affaccia ad una stagione che sarà di “nuova crescita” consapevole che essa debba garantire nello stesso tempo il costante presidio dei livelli di coesione sociale che abbiamo raggiunto.

In questo quadro generale la manovra 2016 ha due obiettivi prioritari: preservare gli interventi a favore dei cittadini sia in termini di livello e qualità dei servizi erogati che di tutela del reddito disponibile sostenere la crescita economica Attraverso: misure volte a favorire il rafforzamento delle imprese locali sui mercati interni e internazionali e l’insediamento di nuove imprese sul territorio;

la realizzazione di infrastrutture strategiche per favorire l’attrattività del territorio
(Trentino digitale, hub industriali…);

l’efficientamento della pubblica amministrazione trentina.

Ciò che ci sembra prioritario in questa fase è in una parola dare “fiducia” al sistema nel suo complesso. La manovra 2016, quindi, oltre a consolidare gli obiettivi già raggiunti, si caratterizza per una maggiore “espansività” al fine di riavviare definitivamente i consumi e la domanda interna e liberare le energie racchiuse nel sistema-Trentino attraverso l’immissione di nuove risorse.

AUTONOMIA IN EVOLUZIONE
Lo scenario giuridico/istituzionale su cui si proiettano le sfide del 2016 è dato dalla riforma costituzionale recentemente approvata dal Senato. Anche se la riforma è viziata da un’impostazione a nostro giudizio eccessivamente centralista, il risultato per la nostra specialità è comunque positivo. E’ un risultato che dobbiamo in larga parte al prezioso lavoro della nostra delegazione parlamentare e grazie al forte patto politico che Trento e Bolzano, lavorando congiuntamente, hanno stretto con il Governo nazionale.

In primo luogo, abbiamo “portato a casa” una norma che ci garantisce la possibilità di continuare il nostro percorso di riforma dello Statuto e di ampliamento delle nostre competenze, anche nella fase precedente all’entrata in vigore della nuova Costituzione. Abbiamo inoltre ottenuto la modifica di una parola della clausola di salvaguardia, da “adeguamento” – dei nostri Statuti alla nuova Costituzione – a “revisione”. E’ un cambio non solo lessicale, che dimostra come le istituzioni nazionali – Governo, Parlamento e anche Presidenza della Repubblica – abbiano riconosciuto la specialità del nostro percorso di revisione dello Statuto, in chiave pattizia e all’interno del processo più generale di riforma che sta attraversando il Paese.

Attualmente le Regioni a Statuto speciale e le due Provincie autonome sono impegnate in un Tavolo, coordinato dal Sottosegretario Bressa, per condividere un disegno di legge costituzionale che integri i 5 statuti, realizzando l’obiettivo di avere una procedura di garanzia che preveda l’espressione dell’intesa dei consigli regionali e delle Province autonome quale presupposto essenziale per ogni modifica.

In questa cornice, come noto, in Trentino è stato depositato, da quasi tutti i gruppi consiliari un disegno di legge che prevede l’istituzione della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, che dovrà confrontarsi con la Convenzione per la riforma dello Statuto di autonomia istituita a Bolzano e produrre le linee guida del nuovo Statuto. Proseguire su questo cammino rimane un imperativo categorico anche per il 2016.

UN TRENTINO EUROREGIONALE CHE GUARDA A BRUXELLES
Per il Trentino dell’Autonomia resta indispensabile presidiare e implementare la dimensione internazionale ed in particolare europea. Questo passa naturalmente per l’Euregio e il GECT, di cui il Trentino ha assunto recentemente la guida per i prossimi 2 anni. Questa esperienza di cooperazione interregionale e transfrontaliera cresce anno dopo anno, arricchendosi di nuovi contenuti e di sfide, il cui orizzonte, per la verità, si colloca ben oltre la scadenza del nuovo anno.

Ne menziono quattro:

conoscere meglio la storia passata, anche per combattere ogni forma di risorgente nazionalismo

convivenza, tra partecipazione e innovazione, a partire da un forte investimento sul capitale sociale e umano;

promuovere una concezione integrale, non solo economica, del benessere,
secondo una lungimirante azione di modernizzazione e di sviluppo dello spazio alpino;
infine la sfida forse più difficile, ma nel contempo più stimolante. Fare dell’Euregio la “casa” delle opportunità e del merito per le nuove generazioni.

Nel contempo abbiamo avviato un’importante azione di rafforzamento della nostra presenza a Bruxelles dedicando risorse umane a migliorare le opportunitá per le nostre imprese e per il sistema della ricerca.

Il tutto potenziando le relazioni internazionali attraverso l’istituzione della relativa Unità di missione strategica presso la Presidenza della Provincia.

IL PARADIGMA COMPETITIVITA’. POLITICHE DI SISTEMA E INTERNAZIONALIZZAZIONE

Vediamo ora più da vicino alcuni degli impegni che ci assumiamo con la Manovra 2016.
Viene innanzitutto confermato il cambio di paradigma rispetto al passato già intrapreso con il bilancio 2015, che si articola in sintesi in:

- sostegno alle politiche che spingano tutti gli attori territoriali a fare sistema;

- maggiore selettività degli interventi, sia quelli diretti che gli aiuti ai cittadini e gli incentivi all’economia, anche nel verso di una maggiore equità;

- rafforzamento delle infrastrutture strategiche, per rendere il territorio più attrattivo;

- sostegno all’internazionalizzazione dell’economia e potenziamento della capacità del Trentino di attrarre imprese e investimenti;

- ulteriore efficientamento della macchina amministrativa per avere una Pubblica Amministrazione non solo al servizio del cittadino ma che interpreti in chiave moderna il suo ruolo di battistrada nella competizione di oggi, che non avviene solo tra imprese ma anche fra sistemi territoriali

Di infrastrutture e apparato amministrativo diremo più avanti. Concentriamoci qui sul fattore impresa: la globalizzazione ci impone di guardare anche fuori di noi e di essere attrattivi al pari e più degli altri.

E’ per questo che viene chiesto un grande impegno a Trentino Sviluppo per aiutare le nostre imprese ad uscire dai confini della nostra Provincia riducendone la dipendenza dalla domanda interna ed in particolare da quella pubblica e per favorire l’approdo in Trentino di nuove realtà economiche.

Al riguardo Trentino Sviluppo ha acquisito recentemente una professionalità specifica per l’attrazione d’impresa, funzione che comunque ha già dato importanti risultati a fronte di oltre 15 nuovi insediamenti negli ultimi 3 anni negli spazi immobiliari gestiti dalla società e in particolare con l’arrivo/il consolidamento nel corso di quest’anno di ulteriori realtà in settori innovativi quali le telecomunicazioni, la manifattura intelligente, le energie rinnovabili.

Sul piano del rafforzamento del tessuto imprenditoriale già esistente, continuiamo nella nostra azione volta a stimolare la capacità degli attori territoriali a “fare sistema”. Ecco perché contestualmente alla manovra di Bilancio è stato definito un Protocollo d’intesa tra la Provincia e le Parti sociali ed economiche che prevede impegni reciproci per il sostegno allo sviluppo delle imprese e del welfare territoriale. Alla Provincia il compito di attuare politiche economiche espansive, di sostenere l’accesso al credito e gli investimenti in ricerca e sviluppo, di favorire l’alternanza scuola-lavoro, di proseguire nell’ammodernamento del sistema di welfare locale. Alle imprese la responsabilità di costituire il nuovo fondo di solidarietà territoriale trentino, allo scopo di fornire forme di sostegno ai lavoratori di tutti i comparti economici e di sostenere previdenza e sanità integrativa.

Anche le risorse comunitarie giocheranno un ruolo importante per sostenere l’economia del nostro territorio: la nuova programmazione 2014-2020 assegna alla Provincia oltre 186 milioni di euro tra FSE e FESR (106 nel triennio 2016-2018), cui si aggiungono circa 33 milioni di cofinanziamenti provinciali per un totale di 219 milioni di euro.  Ai predetti importi si aggiungono circa 50 milioni di euro annui, sempre di derivazione comunitaria, ma che non prevedono un cofinanziamento provinciale, volti in particolare all’organizzazione comune dei mercati e alla cosiddetta “domanda unica”.

L’Agricoltura beneficerà a sua volta dei fondi della nuova programmazione settennale: si tratta di oltre 300 milioni di euro nel periodo 2014-2020, di cui circa 50 milioni a carico del bilancio provinciale (il corrispondente valore della programmazione 2007-2013 era di circa 280 milioni di euro).

Le risorse disponibili nel comparto agricolo saranno utilizzate per sostenere il ritorno alla terra di tanti giovani imprenditori, per sostenere la qualità e la sostenibilità delle produzioni e per la modernizzazione degli impianti.

Allo studio vi sono anche revisioni della governance del settore dell’irrigazione e proseguiranno le azioni di promozione e sostegno dei fondi mutualistici e per la stabilizzazione del reddito nel settore zootecnico e del latte.

Sul fronte della promozione turistica si opererà sulla base delle linee guida tracciate dal piano strategico triennale della Trentino Marketing, recentemente approvato, per accrescere i posti letto occupati e la spesa dei turisti attraverso la creazione di nuovi prodotti, l’allungamento delle stagioni, l’accrescimento del tasso di internazionalizzazione della clientela. Inoltre, con il supporto delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno, che a regime, dal 2016, interesserà sia la componente imprenditoriale (alberghi, campeggi) che gli alloggi turistici potrà essere ulteriormente migliorata la gamma di servizi territoriali a completamento della qualità dell’ offerta.

La crescita del nostro sistema economico e la sua capacità di sviluppare utili sinergie, con la chiara corresponsabilizzazione di tutte le sue componenti, non può prescindere dalla componente delle politiche per il lavoro.

Per questo si opererà con ancor maggior incisività sia sul fronte dell’Agenzia del Lavoro, dando attuazione al nuovo piano di politica del lavoro (revisione del reddito di attivazione a seguito del JOBS ACT, riorganizzazione dei servizi territoriali per l’impiego, miglior raccordo tra reddito di attivazione e reddito di garanzia). Ma anche rafforzando il modello di gestione dello storico “Progettone”, in particolare rivedendo le condizioni di accesso per accrescere il numero dei potenziali beneficiari dello strumento.

Proseguiranno anche le positive azioni (voglio ricordare ex Whirpool e Vetri

Speciali ma anche MCS e Le Nappage ad Ala o la Waris di Storo!) di sostegno alla riqualificazione e rigenerazione del sistema produttivo per la reimmissione dei lavoratori espulsi.

LA LEVA DELLA DETASSAZIONE
Uno degli obiettivi qualificanti della manovra è quello di elevare lo stock di detassazione provinciale esistente sia per i cittadini e le famiglie che per le imprese. In modo da ridare fiato a consumi, investimenti, occupazione.

Non è un caso se rispetto ai teorici 750 milioni di tributi propri il gettito sia quantificato invece in circa 430 milioni: la differenza di 320 milioni rappresenta la leva fiscale attraverso la quale si sostanzia una buona parte degli interventi previsti, a favore di:

Cittadini e famiglie, con alcune importanti novità:

- l’esenzione dall’addizionale regionale all’IRPEF per gli anni 2016 e 2017 per i redditi fino a 20 mila euro, che interesserà oltre 250 mila soggetti con una riduzione fiscale di 24 milioni di euro.

- l’esenzione totale dall’IMIS per l’abitazione principale, con l’esclusione delle case di lusso, che si aggiunge alle agevolazioni preesistenti per un totale di circa 18 milioni di euro.

Nel complesso le agevolazioni si attesteranno sui 164 milioni di euro rispetto ai 132 attuali, con la conferma degli attuali interventi in materia di reddito di garanzia (che comunque verrà rivisto in relazione alla revisione delle misure di politica attiva in materia di lavoro, reddito di attivazione in primo luogo), assegno regionale al nucleo familiare, abbattimento oneri canoni sugli alloggi, contributi alle famiglie numerose, assistenza odontoiatrica, assegni e borse di studio, assegno di cura, reddito di attivazione.

Imprese, accentuando il ricorso alla leva fiscale rispetto ai contributi diretti, per un importo complessivo di agevolazioni che raggiungono la cifra di 180 milioni rispetto ai 160 milioni di euro del corrente esercizio nel 2016 ed i 200 milioni nel 2017.

Il sostegno alle imprese è diversificato anche attraverso:

- Interventi economici diretti ed indiretti

Tra i primi i contributi a fondo perduto, sempre più selettivi attraverso procedure negoziali “su misura” per le iniziative più importanti e mediante il credito d’imposta per iniziative sino a 300 mila euro per gli investimenti fissi e sino a 100 mila euro per la ricerca e l’internazionalizzazione.

Tra i secondi:

- il fondo strategico territoriale per le aziende più strutturate, con una dotazione ancora disponibile di oltre 80 milioni di euro

- i fondi di rotazione bancari rivolti alle imprese di piccola dimensione, che possono contare su una disponibilità di circa 25 milioni

- i nuovi fondi degli enti di garanzia (per circa 12 milioni) per la concessione di crediti alle microimprese

- gli interventi di Trentino Sviluppo, con un’aggiunta di circa 20 milioni di euro al plafond attuale, che consentirà alla Società di attivare interventi per oltre 120 milioni di euro

- incentivi fiscali sia in materia di IRAP che di IMIS.

Sotto il primo profilo viene corretta la previsione iniziale di revisione delle agevolazioni IRAP provinciali del 2016 per recuperare il minor gettito tributario derivante dagli sgravi fiscali della manovra nazionale, essendo stati questi spostati al 2017 a causa del mancato sì dell’UE all’Italia alla deroga per la clausola “Migranti”.

Le aliquote rimangono comunque vantaggiose per le imprese (quella per incrementi occupazionali oltre il 5% resta ferma a “zero”, quella per il mantenimento si colloca al 2,1% e quella per le nuove imprese è anch’essa confermata a “zero”).

Si aggiungono una detrazione per l’adesione al Fondo territoriale di solidarietà e una deduzione per i premi di produttività.

Per gli anni 2017 e 2018 invece viene confermato il pacchetto di agevolazioni inizialmente previsto per gli anni 2016 e 2017 (fatta eccezione per la detrazione per l’adesione al fondo territoriale di solidarietà); in particolare: aliquota zero per chi incrementa l’occupazione stabile di almeno il 5%, aliquota al 2% per chi incrementa l’occupazione di almeno 5 unità, inclusi gli occupati stagionali, aliquota zero per le nuove imprese.

Sotto il secondo profilo si riducono le aliquote IMIS sugli immobili produttivi dei settori più di filiera dell’economia provinciale (con un vantaggio per le imprese di circa 13 milioni di euro).

I SERVIZI AI CITTADINI E LA COESIONE SOCIALE
La crescita non è duratura e sostenibile e nemmeno eticamente condivisibile se non si coniuga con un ambiente sociale attento alla qualità della vita, orientato al “fare sistema”, caratterizzato da un clima di confronto costruttivo fra le parti sociali, improntato ai principi della corresponsabilità e della solidarietà.

Scuola, università, ricerca, cultura, sport, sanità, servizi sociali sono parte integrante di questa visione “sistemica” del Trentino, orientata ad uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Scuola, formazione, università, ricerca, cultura e sport

Per scuola e formazione è particolarmente rilevante il piano di stabilizzazione del personale avviato già nel 2014. Vediamo in sintesi le cifre.

Nell’anno scolastico 2014-2015 vi sono state 313 assunzioni in ruolo di personale docente della scuola a carattere statale, 136 assunzioni in ruolo di personale della scuola dell’infanzia provinciale e 45 nel comparto ATA. Nell’anno scolastico 2015-16 abbiamo 286 assunzioni di docenti della scuola statale e 140 assunzioni di personale ATA.

Inoltre si sono svolti i concorsi per insegnanti di lingua straniera nella scuola primaria (50 di lingua inglese e 50 di lingua tedesca), di insegnanti di scuola per l’infanzia e di collaboratori scolastici. I prossimi impegni riguarderanno il concorso per il personale docente della scuola statale, l’avvio della staffetta generazionale del personale insegnante della scuola per l’infanzia.

Gli obiettivi che ci poniamo nel 2016 sono innanzitutto la piena attuazione del Piano trilingue (36 milioni di euro nel periodo 2014-2020 di risorse FSE), l’attuazione del Piano del sistema educativo provinciale, un maggior coordinamento tra le politiche nel settore della scuola con il settore del lavoro e la riconsiderazione delle modalità di sostegno dei bisogni educativi speciali. Affronteremo poi entro la primavera prossima il recepimento della legge nazionale di riforma.

Nel campo dell’istruzione universitaria accanto ai tradizionali interventi in tema di diritto allo studio saranno potenziate le azioni per l’innalzamento del livello di istruzione promuovendo e sostenendo un progetto per sostenere incentivare e finalizzare il risparmio delle famiglie a tale scopo.

Sono previste anche risorse ed azioni per l’acquisto di un nuovo studentato al fine di ridurre le spese di locazione sostenute da Opera universitaria.

Sono stati mantenuti i livelli di finanziamento al settore della ricerca universitaria e delle nostre fondazioni di ricerca e il 2016 vedrà l’avvio del nuovo hub per l’innovazione ed il trasferimento tecnologico con la partecipazione del mondo della ricerca e delle imprese.

In campo culturale le risorse garantiscono il funzionamento dei musei provinciali ed il sostegno agli eventi di carattere provinciale, mentre sono previste apposite risorse nella promozione turistica per iniziative di valorizzazione e promozione del territorio con i suoi beni artistici e culturali.

Gli obiettivi prioritari sono: la prosecuzione del processo di gestione centralizzata di attività e servizi necessari per il funzionamento dei musei provinciali, l’integrazione delle attività culturali con la promozione turistica e l’adeguamento della legge unica sulla cultura con particolare attenzione al tema della rete tra i sistemi culturali e all’individuazione del o dei distretti culturali.

Qualità della vita significa anche sport. Confermare e rafforzare il pluralismo in questo campo, promuovendo al tempo stesso la valenza economica e sociale delle varie pratiche sportive, sono gli obiettivi della nuova legislazione in materia, che ci attendiamo giunga a compimento nel 2016. Lo sport è un volano importante per favorire la crescita e lo sviluppo del Trentino, non solo sotto il profilo dell’investimento in salute, benessere e valori morali, ma anche per la stessa ripresa economica, grazie al suo indotto. Nel 2016 è prevista la realizzazione, con la compartecipazione finanziaria del CONI (50%), di un programma di interventi per il miglioramento degli impianti e delle strutture sportive presenti sul territorio provinciale, dando priorità agli impianti sportivi di alto livello e/o legati alla preparazione olimpica.

Sanità e sociale
In sintesi, il bilancio provinciale copre:
- le spese per la gestione degli ospedali pubblici, ivi incluso il personale medico, infermieristico e tecnico – sanitario
- per l’assistenza fornita dalle strutture private accreditate
- l’assistenza sanitaria di base
- l’assistenza farmaceutica territoriale
- l’assistenza in RSA

Ma il bilancio garantisce anche livelli aggiuntivi di assistenza rispetto a quelli fissati a livello nazionale, ad esempio le prestazioni odontoiatriche e la fornitura di protesi e ausili. Il tutto con livelli di compartecipazione dei cittadini alla spesa significativamente più contenuti di quelli previsti a livello nazionale (circa -13 milioni di euro).

Mi sia consentito un approfondimento rispetto alle preoccupazioni sorte a seguito dell’applicazione delle norme sui riposi che hanno creato difficoltà in tutte le regioni italiane. Non voglio ripercorrere il dibattito già avvenuto in quest’aula voglio solo dire che le preoccupazioni sono legittime e anche doverose quando ci sono in gioco servizi fondamentali come quelli sanitari. Penso però che noi amministratori abbiamo più di altri un compito che è quello di essere obiettivi e basarci sui dati di fatto. I dati di fatto, come dimostrano tutti gli studi e le analisi fatte a livello nazionale ed europeo, indicano in modo indiscutibile che il servizio sanitario trentino è sempre ai primi posti in tutti gli indicatori. Quindi ai cittadini trentini dico con certezza assoluta che possono fidarsi del loro sistema sanitario e dei loro ospedali e dei loro professionisti.

Gli studi comparati mostrano che i livelli di qualità del sistema sanitario provinciale sono di assoluta qualità. Ne cito solamente tre:

Il PROGRAMMA NAZIONALE ESITI che tiene monitorati 131 indicatori
riguardanti ospedali e aziende sanitarie, colloca il Trentino al secondo posto. Meglio di noi risulta solo la Toscana.

- OCSE classifica il Trentino al primo posto in Italia e tra le migliori 9 regioni al mondo per quanto riguarda la salute.

- INDICE EUROPEO di competitivita’ regionale il Trentino figura 11 su 262 regioni di Europa in tema di salute

- ALTROCONSUMO in una recente indagine sulla soddisfazione globale dei cittadini nei confronti dei servizi sanitari offerti dalla loro Regione/Provincia Autonoma assegna al Trentino un indice pari a 74, molto superiore alla media nazionale (che è 57). Meglio di noi c’è solo la Val d’Aosta (75).

Voglio ribadire che vogliamo fare sul serio nel valorizzare ogni struttura ospedaliera secondo il ruolo che a ciascuna compete nel nostro sistema di rete e nell’applicare quelle nuove regole ma anche confermare che come ha giá assicurato l’assessore Zeni saranno fatti tutti i concorsi per garantire la copertura necessaria dei turni del personale e che le risorse necessarie sono garantite dentro questo bilancio.

Anche sui punti nascita credo sia necessario confermare che la sicurezza viene prima di tutto ma anche dire che accanto agli standard esistono i cosidetti esiti, cioè la misurazione della qualità di un atto medico e di un servizio che ad esso si collega. Bene, quando questa qualitá viene misurata da organi nazionali indipendenti: vediamo che le nostre performance sono sempre di primissimo livello.

E’ per questo che noi e Bolzano abbiamo chiesto al ministero che possano essere valutati anche modelli organizzativi diversi e che prevedano anche un numero inferiore di parti rispetto allo standard dei 500. Il Ministro Lorenzin ha emanato un decreto che riconduce la valutazione di questa possibilita’ a una apposita commissione medica nazionale che valuterà le specificitá e le caratteristiche del nostro servizio in ragione della particolarità del territorio e, nella necessità di garantire la sicurezza, si esprimerà nel merito. Siamo quindi dentro il rispetto della legge. Con serenità e nel rispetto appunto della legge verranno prese le decisioni del caso.

Per il 2016, comunque, nel quadro del processo di revisione del modello organizzativo dell’Azienda sanitaria, punteremo in particolar modo proprio sullo sviluppo della medicina territoriale e affronteremo il tema della ricerca di maggiori sinergie organizzative e gestionali nel campo delle aziende pubbliche di servizi alla persona.

Nel settore dell’assistenza e delle politiche sociali sono confermate le risorse che consentono al sistema di garantire i livelli di servizio raggiunti nel campo della disabilità, della lotta al disagio sociale ed all’emarginazione e nel sostegno alle politiche di integrazione ma anche di sostenere le misure innovative quali reddito di garanzia ed assegno di cura che non hanno eguali sul territorio nazionale.

Gli obiettivi principali sono: la trasformazione in voucher di interventi di natura monetaria in favore di soggetti in condizioni di bisogno, anche per favorire la nuova imprenditorialità nel terzo settore. L’intervento potrebbe interessare sussidi quali il reddito di garanzia, l’assegno di cura, l’assegno integrativo agli invalidi ecc.

Attivare l’assegno unico alla famiglia nell’ambito del quale dovrebbero confluire oltre all’assegno regionale al nucleo familiare anche altri interventi e agevolazioni a favore delle famiglie (contributo famiglie numerose, abbattimenti tariffari sui servizi di mensa scolastica, prolungamento d’orario nelle scuole dell’infanzia, ecc).

Non posso e non voglio non ricordare un’emergenza sociale con la quale abbiamo dovuto confrontarci nel corso dell’anno e con la quale dovremo fare i conti, che ci piaccia o meno, anche in futuro.

Voglio dirlo chiaro: la nostra impostazione di fronte al fenomeno dei cosiddetti profughi parte prima di tutto dal riconoscere che ci troviamo di fronte a persone cui devono essere garantiti i diritti fondamentali e che il nostro approccio è quindi basato sulla solidarieta’ umana e sullo spirito di accoglienza che il Trentino ha sempre saputo dimostrare. Continueremo quindi convintamente a fare fino in fondo la nostra parte in questo senso. Lo faremo continuando ad attivare e migliorare le positive collaborazioni con quelle istituzioni civili e religiose e quelle realtá del privato sociale che hanno deciso di mettersi in gioco su questa emergenza.

Spetta invece allo Stato, e lo chiediamo con forza, garantire che le procedure per il riconoscimento del diritto di asilo e quindi il diritto di permanenza nel paese di queste persone siano efficaci e veloci e sappiano coniugare quindi l’integrazione con la sicurezza.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PIU’ EFFICIENTE
Provincia
La sfida della competitività impone di proseguire sul percorso avviato da tempo nella direzione di un’amministrazione al tempo stesso più snella, meno burocratica, più efficiente.

In generale, per quanto riguarda le spese per la “macchina provinciale”, nel periodo 2013-2015 le spese di gestione si sono ridotte del 7% e nel periodo 2013-2018 la riduzione è previsto raggiunga quasi il 10%.

Anche le spese discrezionali (incarichi, collaborazioni, comitati e commissioni, comunicazione) sono fortemente calate. Con le riduzioni previste nel 2016 (- 10% rispetto al 2015) saranno il 20% della media 2008-2010.

E’ strategico ora proseguire il percorso già avviato:
o Il completamento della riorganizzazione delle strutture della Provincia
o con i processi di fusione dei Comuni e di gestione associata dei servizi dei medesimi enti locali (di cui diremo più avanti)

Nel periodo 2015-2018 è prevista una contrazione della spesa del personale della Provincia pari a circa il 6% determinata principalmente dall’attuazione del piano di riduzione della dotazione organica. Il turn over del personale che raggiunge l’età pensionabile sarà di 1/10 in luogo dell’attuale 1/5.

Il quadro si completerà con l’assunzione nell’arco del triennio 2016-2018 di 50 apprendisti, con la razionalizzazione nella distribuzione alle diverse strutture/enti del personale del comparto pubblico provinciale, con il potenziamento dello strumento del telelavoro.

Riapriremo la contrattazione per i lavoratori del pubblico impiego con l’obiettivo di collegare maggiormente gli aumenti retributivi al conseguimento di specifici obiettivi. Le risorse per la riapertura della contrattazione del personale provinciale, ivi incluso il personale della scuola, degli enti locali, della sanità, degli enti pubblici strumentali, delle APSP sono di 43,8 milioni per il 2016 e 52,6 milioni dal 2017.

Proseguirà infine nel 2016:

- la razionalizzazione delle società provinciali, da aggregare per poli specialistici e con il personale che farà riferimento ad un contratto unico per garantire maggiore fungibilità e quindi la mobilità;

- la messa a regime del centro servizi delle stesse società, che ne gestirà le attività non caratteristiche e fungerà da centro di assistenza per gli enti strumentali di minori dimensioni;

- l’avvio della gestione unitaria dei servizi dei musei trentini e la gestione coordinata di servizi tecnico-amministrativi delle due fondazioni di ricerca FEM e FBK;

- la messa a regime del progetto di valutazione del patrimonio provinciale non istituzionale, ai fini della sua valorizzazione attraverso il conferimento a fondi specializzati.

Autonomie locali
Anche nei confronti delle Comunità e dei Comuni la manovra si presenta innovativa ed espansiva. Ciò, in linea con lo sforzo che i Comuni – e quindi tutti i cittadini – stanno facendo, anche in direzione delle fusioni. I comuni trentini erano 223 nel 2014, 208 nel 2015 e diventeranno 178 all’inizio del 2016. Altre 10 fusioni sono in arrivo per complessivi 26 Comuni (quindi il numero totale dovrebbe scendere a 162).

Con il protocollo d’intesa recentemente firmato:

- si elimina il Patto di stabilità dal 2016;

- si sbloccano di conseguenza investimenti locali per la rilevante cifra di 120 milioni di euro, una parte della quale potrà essere destinata ad iniziative sovracomunali attraverso le Comunità;

- si migliora l’efficienza delle strutture comunali sul fronte dei risparmi di spesa attraverso i progetti di gestione associata/fusione, al posto dei piani di miglioramento;

- si assicurano risorse agli enti locali per il funzionamento per oltre 275 milioni di euro, cui si aggiungono circa 115 milioni per l’esercizio delle funzioni trasferite alle Comunità, 100 dei quali attengono al settore dell’assistenza.

La Provincia indennizzerà i comuni per il minore gettito IMIS sulla prima casa (10 milioni), sugli immobili produttivi (13 milioni) e sugli impianti cd. “imbullonati” (6 milioni).

Inoltre, sul fronte degli investimenti infrastrutturali e delle opere pubbliche il
bilancio 2016 libera importanti risorse anche a favore dei comuni (circa 500 milioni di euro).

INVESTIMENTI STRATEGICI
Vi è poi l’ampio capitolo delle infrastrutture strategiche, per rendere più competitivo e più accessibile il Trentino e per proseguire nello sforzo di migliorare la qualità della vita dei cittadini, nel suo complesso.

In tutto questo si inserisce il risultato strategico prodotto dalla collaborazione fra
Trento e Bolzano in tema di rinnovo della concessione della A22, nei confronti sia
del Governo nazionale sia dell’Unione europea. Dopo di anni di incertezze, abbiamo raggiunto un’intesa con il ministro Graziano Delrio, verificata anche in sede europea, che prevede l’affidamento della gestione dell’A22 ad una società “in house” di proprietà interamente pubblica. Una formula che prevede un’ipotesi di concessione fino al 2045 a fronte della messa a disposizione del “fondo ferrovia” messo a bilancio dalla A22, pari a 550 milioni di euro, da utilizzarsi per il finanziamento del Tunnel del Brennero e delle relative tratte di accesso.

Siamo davvero vicini al raggiungimento di un obiettivo a lungo atteso non solo per i risvolti
di tipo economico, ma anche per la possibilità di incidere concretamente sull’insieme delle politiche della mobilità relative al corridoio del Brennero.

E fra le politiche che interessano il corridoio del Brennero, ma non solo, vi sono quelle riguardanti l’energia. Si tratta a sua volta di una partita di estrema importanza per il Trentino, sia per il suo portato storico, sia per i suoi risvolti futuri.

Mentre rimaniamo in attesa delle decisioni dello Stato in merito alle modalità per lo svolgimento delle gare per le concessioni delle centrali idroelettriche, valutiamo con soddisfazione la decisione di Dolomiti Energia, condivisa dalla Giunta, di rafforzare la propria presenza nella controllata HDE (passando dal 51 al 60% delle quote) attraverso una partnership strategica.

Le risorse di diretta competenza provinciale ammontano a circa 970 milioni (che sommate ai 500 a disposizione dei Comuni portano il totale a 1470 milioni). Tutto ciò è frutto anche di una meticolosa opera di verifica e “pulizia” degli impegni assunti negli anni (oltre 50 mila le singole poste interessate), consentendo in tal modo di far “ripartire” le opere pubbliche programmate:

- l’ospedale del Trentino

- la viabilità e gli interventi sulle piste ciclabili con la variante di Cles e la Loppio-Busa nonché la messa in sicurezza della strada del Rolle e della Fedaia

- il trasporto pubblico locale che interessa in particolare, l’abbassamento della Trento Male’ a Lavis ed il collegamento Trento -Povo

- il completamento della banda ultra larga i cui primi bandi sono imminenti (usciranno per Natale)

- i nuovi investimenti e la manutenzione di opere igienico-sanitarie, cui si aggiunge il nuovo depuratore “Trento 3″.

- investimenti specifici per la cura e la valorizzazione del paesaggio È stato approvato venerdì scorso dalla Giunta il disegno di legge provinciale in materia di procedure d’appalto e concessione lavori, servizi e forniture, che recepisce le direttive 2014/23/UE e 2014/24/UE in materia. Il disegno di legge intende dare risposte alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese del Trentino, garantendo, nel contempo, più economicità alla spesa pubblica e più qualità nella costruzione delle opere pubbliche e nella fornitura di bene e servizi. E’ anche questo un punto di arrivo, frutto del dialogo e del confronto fra tutti i soggetti interessati.

Fra le azioni di contesto prendera’ il via un il progetto per la riqualificazione energetica di edifici singoli e condomini avviato dalla Provincia in partnership con l’Associazione artigiani, Trenta spa, le banche. L’obiettivo è quello di mettere quante più famiglie possibili nella condizione di effettuare il check up energetico della propria abitazione, rivolgendosi a società certificate al fine di attivare in seguito eventualmente gli opportuni lavori di ristrutturazione. La Provincia garantirá il sostegno delle spese per il check up ed un aiuto per i successivi interventi di ristrutturazione; per il cittadino determina a regime un consistente risparmio nella bolletta, oltre ad una rivalutazione dell’immobile. Cosa ancora più importante, questo intervento si inserisce negli sforzi, concreti e fattibili, posti in essere dal Trentino sul versante del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni inquinanti.

FIDUCIA E OTTIMISMO
Consentitemi ancora qualche parola a chiusura di questa relazione. Abbiamo atteso tutti a lungo la ripresa economica, e finalmente alcuni segnali cominciano a cogliersi. La loro lettura non è né facile né univoca. A livello nazionale ed europeo i segnali di ripresa si mescolano purtroppo, come sappiamo, ad altri che inducono pessimismo e preoccupazione. Non mi riferisco qui ai segnali di natura economica: i conflitti che perdurano in Medio Oriente e nella sponda sud del Mediterraneo, i flussi di profughi che cercano, comprensibilmente, un asilo sicuro nel nostro continente, l’incubo del terrorismo, sono tutti fattori che frenano lo slancio e la fiducia di cui avremmo bisogno, e generano divisioni all’interno delle nostre comunitá, fra le forze politiche nonché fra paese e paese.

E’ soprattutto di fronte a tutto questo ed alle paure e preoccupazioni che tutto questo genera che ci sforziamo di percorre la via, più difficile, di una politica che non vuole negare paure e preoccupazioni ma che preferisce non cavalcarle e si sforza di dare soluzioni.

Una politica che vuole rivolgersi ad una terra e ad un popolo che hanno sempre coltivato valori sani, profondi, la solidarietà, la generositá, il volontariato, la laboriosità.

Lo dico pensando anche a chi in passato ha dovuto lasciare questa terra, in tempi ancora più difficili di quelli che viviamo noi oggi: vuoi per cercare di costruirsi un futuro migliore altrove, vuoi a causa della guerra. Ma ce l’abbiamo fatta. Siamo qui, oggi, forti della nostra Autonomia, e di livelli di sviluppo che ci pongono fra le regioni di testa dell’Europa. E non abbiamo rinunciato a nessuno di quei valori che menzionavo poc’anzi. La nostra Autonomia ha sempre dimostrato di essere capace di interpretare quello spirito di innovazione e di cambiamento necessario per camminare al passo dei tempi, ma sempre dentro quei valori. Guardando al 2016, e ancora più in là, dobbiamo sempre tenerlo a mente.

Ecco perchè abbiamo la possibilità, la forza e il dovere di guardare al futuro con fiducia ed ottimismo. Ma abbiamo anche il dovere di comunicare questa fiducia e questo ottimismo perchè la nostra azione politica e amministrativa può essere utile ed efficace solo se compresa e condivisa dai nostri concittadini.


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