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Valanga sul versante nord della Presanella: donna morta, uomo in fin di vita all’ospedale Santa Chiara

domenica, 12 ottobre 2014

Presanella – Ennesima tragedia sulle montagne trentine: sulla Presanella una coppia è stata sorpresa da una valanga durante la scalata della parete nord. I due sono stati travolti, finendo in un crepaccio a 3500 metri di quota: il bilancio dell’incidente in quota è di un morto e un ferito grave.

LA RICOSTRUZIONE
Oggi, intorno alle 11.30, si è verificato un grave incidente sulla parete nord della Presanella, dove sono rimasti coinvolti due giovani alpinisti trentini, una ragazza di 21 anni, Martina Pallaoro, che purtroppo ha perso la vsoccorso alpinoita e un ragazzo, 17 anni, rimasto gravemente ferito.

I due, legati in cordata, stavano scalando il seracco pensile della parete nord della Presanella (una via classica su ghiaccio chiamata “Via del seracco”) quando, giunti all’uscita del tratto più difficile della parete (a circa 3500 metri di quota) dove la pendenza del seracco si addolcisce, sono stati investiti da una valanga che li ha trascinati giù, facendoli cadere nel crepaccio terminale del ghiacciaio (a quota 3100 circa) il quale, a sua volta, è stato in parte coperto dalla neve.

Altre cordate presenti nella zona hanno assistito impotenti all’accaduto, telefonando subito alla Centrale operativa di Trentino emergenza, al numero 118.

L’area operativa Trentino occidentale del Soccorso alpino, di concerto con la Centrale operativa di Trentino emergenza, ha richiesto immediatamente l’intervento dell’elicottero (con a bordo il Tecnico di elisoccorso del Soccorso alpino e il personale medico) che, portatosi in zona, con alcune rotazioni ha trasportato sul luogo dell’incidente, i tecnici del Soccorso alpino della Zona Val di Non-Sole, che si trovavano proprio in quel momento sul Tonale per un’esercitazione insieme ad altri colleghi.

Giunti sul posto, i tecnici del Soccorso alpino (che hanno operato in condizioni difficili e delicate) hanno immediatamente rintracciato un braccio del giovane emergere dalla neve che non lo aveva sepolto del tutto, permettendogli di respirare. Purtroppo la stessa sorte non è toccata alla compagna di cordata, la quale è stata completamente sepolta dalla neve e rintracciata dai soccorritori attraverso l’uso delle sonde (essendo l’alpinista sprovvista di Artva) e seguendo la corda. Il ragazzo è stato trasportato all’ospedale Santa Chiara con diversi politraumi e in stato di ipotermia.


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