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La Provincia di Trento rilancia il turismo termale. Valorizzate Pejo, Rabbi, Comano e Levico e altre quattro stazioni

martedì, 3 febbraio 2015

Pejo – Otto stazioni termali del Trentino saranno rilanciate. Dopo l’unanime parere favorevole espresso il 16 gennaio scorso dalla seconda Commissione permanente del Consiglio provinciale, la Giunta provinciale ha provveduto stamane all’adozione, su proposta dell’assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola delle Linee guida per lo sviluppo del settore termale trentino, un ambito economico che, in termini di ricadute complessive, “vale” tra i 25 e i 30 milioni di euro, con circa 400 occupati, la maggior parte a carattere stagionale, con quasi 70 unità medico sanitarie. “Si tratta delle prime Linee guida elaborate dopo l’approvazione, nel 2011, della legge provinciale 6 dedicata al settore – spiega l’assessore Dallapiccola (a destra nella foto sotto) – e ad esse sono affidati tre fondamentali obiettivi: la pianificazione strategica e il coordinamento, la valorizzazione delle proprietà delle singole offerte termali, e la definizione di un modello di governance per il buon funzionamentoPrognosfruit Dallapiccola trento 1 di queste stazioni.”

Elaborate d’intesa dall’Assessorato al turismo e dall’Azienda sanitaria, le Linee guida puntano a valorizzare le otto stazioni termali esistenti in Trentino: a Garniga (il cui futuro dipenderà dal soggetto imprenditoriale che Patrimonio del Trentino, che ne è proprietaria, è stata incaricata dalla Giunta di individuare e che identificherà a breve), Rabbi, Pejo, Caderzone, Comano, Dolomia, Roncegno e Levico. Si tratta di siti termali completamente diversi tra loro (alcune si caratterizzano come “terme salute”, altre come “terme medical wellness” mentre altre ancora si qualificano per essere motore di sviluppo locale) ma che hanno però in comune un’esigenza di promozione e integrazione sia reciproca sia con il territorio.

Il documento varato dalla Giunta parte dall’analisi dei principali punti di debolezza e di forza del settore termale. Tra i primi vanno ricordati la scarsa disponibilità finanziaria con la quale le stazioni termali di casa nostra sono nate e che ne ha frenato la competitività in campo internazionale, la mancanza di una strategia complessiva e di un coordinamento con il territorio e le Apt, e infine la stagionalità della fruizione legata solo alle località turistiche di riferimento.
I punti di forza consistono invece nelle proprietà curative naturali delle acque termali trentine ricche di sali minerali, la prossimità con aree turistiche che offrono varie attrazioni agli ospiti. Da questo punto di vista la valenza medico-sanitaria delle acque termali trentine integra la presenza di numerosi centri wellness che esercitano invece un forte richiamo turistico.

E questa importanza delle nostre terme per la salute può rivelarsi una carta importante per distinguersi nel mercato.

Per quanto riguarda il primo obiettivo che la Giunta si propone di raggiungere, vale a dire il coordinamento, le Linee guida prevedono che le Terme si avvalgano per la promozione sui mercati esteri di Trentino Marketing, che riceverà input dall’Assessorato al turismo e dal Coordinamento termale. Quest’ultimo sarà formato da rappresentanti delle otto stazioni termali e sarà punto di riferimento per affrontare temi di fondamentale importanza per il settore in un approccio di sistema, quali la ricerca sull’efficacia delle acque, il monitoraggio standardizzato dei clienti, la formazione, il personale medico, l’innovazione, la comunicazione e gli investimenti condivisi.

Alla Commissione per il termalismo – che funzionerà come “cabina di regia” – parteciperanno invece, accanto alla componente scientifica composta da medici, gli Assessorati al Turismo e della Salute.

Terza “gamba” della governance delineata dalle Linee guida per il settore termale è Trentino Sviluppo, che avrà una funzione di supporto per rendere operative le Linee guida e implementare le azioni rispetto alle tematiche definite come prioritarie (e di cui si occupa il Coordinamento termale, accompagnandolo nel suo operato e avvalendosi di specifiche collaborazioni riguardanti iniziative attivate da altri soggetti, come ad esempio la ricerca sul versante sanitario.

Per la valorizzazione delle peculiarità delle singole località termali si prevede la creazione di un unico marchio, denominato “Terme del Trentino”, composto dalle diverse stazioni. Infine la governance per la quale le Linee mirano a coinvolgere tutti i soggetti del comparto, ristabilendo un modello rispettoso delle professionalità sul territorio.

Infine le Linee prevedono la ristrutturazione degli stabilimenti che dovranno risultare più moderni e appetibili anche per gli ospiti più esigenti.

Per questo investimenti provinciali importanti riguarderanno un po’ tutte le stazioni termali, in particolare quelle di Comano e Levico. Maggiorazioni sui contributi saranno concesse a iniziative volte a promuovere il risparmio energetico e a limitare l’impatto ambientale.


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