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Una nuova struttura per valorizzare l’abete bianco del Trentino

sabato, 25 maggio 2013

Trento – E’ stata inaugurata la struttura realizzata dal Servizio Foreste e Fauna e destinato alla formazione degli addetti alle utilizzazioni forestali ma anche a diventare punto di riferimento per la valorizzazione dell’abete bianco.

L’inaugurazione, alla quale sono intervenuti anche l’assessore all’agricoltura, foreste, turismo, promozione, caccia e pesca Tiziano Mellarini ed i rappresentati delle comunità locali, è stata preceduta all’auditorium delI’ istituto “A. Degasperi” di Borgo Valsugana, da un seminario sulla valorizzazione del legname locale, l’impiego del legno nelle costruzioni ad uso turistico, le caratteristiche del nuovo Centro forestale e le peculiarità dell’abete bianco, presente nelle aree  montuose dell’Europa occidentale, centrale e meridionale. In Italia, è frequente sulle Alpi, soprattutto orientali. L’abete bianco è tra le specie che nel nostro Paese ha maggiormente beneficiato della diffusione effettuata dall’uomo. Già a partire dall’anno 1000 d.C. la sua coltivazione ha avuto un forte sviluppo soprattutto grazie all’azione dei monaci, in concomitanza con una grande richiesta di travi da opera dovuta allo sviluppo delle città. In passato la tipologia di trattamento più utilizzata era il taglio raso con rinnovazione artificiale posticipata con turni di 100 – 120 anni. La tendenza attuale è quella di trasformare le abetine pure in boschi misti con strutture disetanee trattate con tagli a piccolissime buche e rinnovazione naturale. Nei boschi misti alpini con abete rosso o faggio l’unico trattamento adottato è il taglio saltuario con interventi ogni 10 – 15 anni. Il suo valore è inferiore all’abeterosso, ma ha un utilizzo importante nel settore cartario.


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