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Torna all’antico il castello di Ossana. Domenica l’inaugurazione e la riapertura al pubblico

venerdì, 4 luglio 2014

Ossana – Rinascono le rovine medioevali del castrum di San Michele a Ossana, in Val di Sole. Dopo un lungo restauro, il maniero tornerà a essere accessibile a turisti, appassionati e curiosi. Il dirigente della Soprintendenza provinciale ai beni culturali Flaim ha presentato i lavori di restauro e consolidamento alla comunità solandra riunita nella Sala Arancio del municipio di Ossana. Domenica 6 luglio, alle 10.30, alla presenza del presidente Ugo Rossi, si terrà l’inaugurazione ufficiale.

“È una bella soddisfazione aver portato a termine questo restauro, un’operazione che restituisce alla comunità di Ossana e all’intera Val di Sole un simbolo importante in cui riconoscersi”. Con queste parole SOssana a sinistra sidnaco Dell'eve e Flaimandro Flaim ( a destra nella foto con accanto il sindaco Dell’Eva) , dirigente della Soprintendenza ai beni culturali della Provincia Autonoma di Trento, ha introdotto l’incontro pubblico di ieri sera che è servito per presentare i complessi e delicati lavori di restauro e recupero dell’antico castello di Ossana. Accanto a Flaim c’erano il sindaco di Ossana Luciano Dell’Eva e l’architetto Michela Cunaccia, direttore dell’Ufficio Tutela e Conservazione dei Beni Architettonici della Provincia.

Del complesso architettonico di origine medioevale sono state ristrutturate le cinte murarie e soprattutto il mastio di 25 metri, la grande torre centrale, il cuore della fortezza. Il progetto di recupero era stato affidato nel 2011 al prof. Francesco Doglioni: “È stata un’operazione complessa e delicata per consolidare, impacchettare e raddrizzare parti importanti delle mura, successivamente agganciate alla roccia. Si è trattato di un lavoro che ha coinvolto numerose professionalità e che restituisce un importante monumento alla comunità”. Ora la Provincia, con un’apposita convenzione, affiderà la gestione del maniero al Comune di Ossana.

I lavori di restauro, avviati nel 1990 con l’acquisto del castello da parte della Provincia autonoma di Trento, sono stati coordinati dall’architetto Cinzia D’Agostino. Dopo un primo intervento di emergenza per la messa in sicurezza del sito e la copertura del mastio, si è passati al vero e proprio progetto di restauro e recupero d’insieme, che sono costati alla Provincia quasi tre milioni e mezzo di euro. Durante i lavori dal 2003 al 2010 sono state effettuate diverse campagne archeologiche, che hanno riportato alla luce oltre 7mila reperti e hanno classificato oltre cento tipi di muratura, a testimonianza dell’importanza di questo edificio dapprima come crocevia tra Tirolo e Lombardia, Val di Sole, Tonale e Peio e dal 1400 come centro nevralgico dell’industria mineraria legata all’estrazione del ferro. Per Michela Cunaccia “vale la pena di approfondire il ruolo che il castello ha avuto nelle vicende locali”.

Per il futuro è programmata la realizzazione di un allestimento con i reperti rinvenuti: oggetti di vita quotidiana, frecce, aghi ditali e residui della lavorazione del ferro. La cerimonia di inaugurazione ufficiale è fissata per domenica 6 luglio alle 10.30, alla presenza del presidente Ugo Rossi. Dalle 14.30 sono previste visite guidate e uno spettacolo di animazione medioevale.


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