QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad


Ad
Ad

Spopolamento degli alveari: adottate le linee guida in Trentino

venerdì, 5 settembre 2014

Trento – Su proposta dell’assessora Donata Borgonovo Re la Giunta ha provinciale adottato le Linee guida per la gestione delle segnalazioni di moria o spopolamento degli alveari connesse all’utilizzo di agrofarmaci”, che sono state trasmesse dal Ministero della Salute, Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari.pejo lago palu

Sarà l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ad individuare le figure coinvolte e le specifiche procedure per favorire l’emersione del fenomeno. Entro sessanta giorni l’Azienda sanitaria dovrà trasmettere al Servizio Politiche sanitarie e per la non autosufficienza copia delle procedure, l’elenco delle figure preposte agli interventi, le funzioni e le responsabilità a loro attribuite, rendicontando annualmente le eventuali attività condotte.

Le linee guida proposte dal Ministero della Salute hanno come obiettivo la raccolta di informazioni sulle cause di moria e di spopolamento degli alveari, con particolare riguardo a quelle di origine chimica in conseguenza dell’utilizzo di prodotti fitosanitari.

I dati così raccolti saranno eventualmente utilizzati per predisporre, in un secondo tempo, misure di prevenzione. “A ciò si arriverà – ci ha detto l’assessora Borgonovo Re – aiutando e coinvolgendo gli apicoltori con attività di formazione con particolare riguardo alle tempistiche di segnalazione, alla tipologia dei dati e delle informazioni da raccogliere e da comunicare al veterinario ufficiale dell’Azienda sanitaria”.

I soggetti predisposti all’intervento sono, appunto, il veterinario ufficiale dell’Azienda sanitaria in qualità di referente per l’apicoltura, che interviene a seguito di segnalazione di moria o di spopolamento e richiede esami diagnostici; la figura deputata al campionamento di matrici vegetali; gli istituti zooprofilattici sperimentali, che eseguono le analisi di laboratorio; il Centro di referenza per l’apicoltura, che è responsabile della raccolta dei dati dei casi di avvelenamento.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136