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Smantellato gruppo che sfruttava ragazze romene. Quattro arresti a Malè

sabato, 28 settembre 2013

Malè – Smantellato un clan che sfruttava romene. Arrestate quattro persone. I Carabinieri di Cles hanno scoperto e chiuso delle case che venivano adibite a bordello in alcuni centri delle valli di Non e di Sole. L’indagine era partita sei mesi fa, quando dei cittadini avvertirono i carabinieri di sospetti viavai di sconosciuti in alcune abitazioni di Malé. Sfruttavano connazionali inducendole alla prostituzione i 4 romeni che nella tarda serata di ieri sono stati tratti in arresto dai Carabinieri della Compagnia di Cles, che così hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento Dott. Francesco Forlenza.

LE INDAGINI

Le Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere conseguono ad un’intensa attività info-iCARABINIERI LARGEnvestigativa condotta dai militari dell’Aliquota Operativa sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Trento, Dott. Davide OGNIBENE. Le indagini, avviate nel mese di marzo del c.a. dopo che alcuni cittadini di Malè si erano rivolti ai Carabinieri della locale Stazione per segnalare un sospetto viavai di uomini non conosciuti da un’abitazione del paese, hanno in poco tempo permesso di accertare l’esistenza di una capillare attività di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di ragazze romene in alcuni comuni della Val di Sole ed a Cles. Al vertice del sodalizio il 38enne BURCEANU Vasile, il quale, reclutatele in patria, “gestiva” le giovani prostitute in strettissima collaborazione (i due occupavano uno stesso appartamento di Monclassico) con il 29enne connazionale CHIRILA Flaviu Lucian. I predetti, prima illudevano le connazionali con promesse di lauti guadagni e di un miglioramento delle loro condizioni di vita e poi, manifestando una vera e propria forma di “proprietà” nei loro confronti, le costringevano ad esercitare la prostituzione all’interno di appartamenti che avevano cura di reperire in collaborazione con gli altri due connazionali finiti in manette, NASUESCU Mihai Marian e HIDEG Vasile Catalin, di 29 e 34 anni.

LA DINAMICA

I quattro  si preoccupavano anche di stabilire i prezzi da praticare per ogni tipo di prestazione e di verificare la rispondenza delle somme corrisposte, di curare la pubblicazione degli annunci su siti internet, come anche di badare alle quotidiane necessità delle giovani e di accompagnare le stesse presso il domicilio di qualche cliente più facoltoso o esigente. Appoggiati da una delle prostitute, che per questo è a sua volta indagata, architettavano l’avviamento alla prostituzione di una connazionale minorenne alla quale, per indurla a raggiungere l’Italia, promettevano oro, vestiti alla moda e telefoni di ultima generazione.

PAUSA CAFFE’

All’indagine, convenzionalmente chiamata Pausa Caffè dato che gli sfruttatori usavano sincerarsi del numero delle prestazioni effettuate dalle ragazze domandando criticamente quanti caffè esse avessero consumato nella giornata, hanno anche preso parte i militari della Stazione di Malè e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trento e, nella fase conclusiva, quelli della Sezione Anticrimine trentina.

In sei mesi di indagini, i militari hanno messo in luce l’attività illegale, accertando che delle ragazze dai 18 ai 23 anni si prostituivano in alcuni appartamenti che gli sfruttatori romeni avevano messo loro a disposizione.

 


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