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Situazione economica del 2013 in Trentino: i dati della Camera di Commercio

venerdì, 18 luglio 2014

Trento – La pubblicazione “Note sulla situazione economica in provincia di Trento – Anno 2013”, elaborata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento, fornisce, al di là degli aggiornamenti periodicamente diffusi attraverso il bollettino trimestrale sulla congiuntura, un quadro complessivo della situazione dei principali settori economici provinciali, completato da alcune statistiche di carattere socioeconomico che permettono di delineare il momento congiunturale e l’evoluzione strutturale dell’economia trentina nel corso degli ultimi anni.pejo lago palu

Dai dati rilevati nell’ambito dell’indagine trimestrale sulla congiuntura è emerso che, nel corso del 2013, l’economia provinciale è stata soggetta a una prima fase di crisi, iniziata già negli ultimi mesi del 2011, che si è attenuata solo nella seconda metà dell’anno.

Un sostegno a questa seppur debole ripresa è stata la domanda estera che, nonostante abbia mostrato qualche segnale di rallentamento, ne è stata il principale motore. Rispecchiando con una buona coerenza i risultati dell’indagine congiunturale, i dati ISTAT segnalano un incremento delle esportazioni rispetto al 2012 dell’1,1%. L’export provinciale raggiunge così il valore record di 3.272 milioni di euro. Considerando i settori interessati si segnala che le “macchine elettriche ed apparecchiature elettriche, elettroniche e ottiche” coprono il 22,3% delle esportazioni locali per un valore di oltre 730 milioni di euro. Seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” con il 17,0% e i “mezzi di trasporto” con il 10,4%.

Per quanto riguarda le aree di interscambio, l’Unione europea a 27 Paesi ha assorbito nel 2013 il 60,7% delle esportazioni; il mercato unico rappresenta quindi la principale direttrice delle merci locali verso l’estero, pur avendo diminuito il suo peso rispetto all’anno precedente (-1,6%). Per il territorio provinciale, la Germania rimane il principale mercato estero assorbendo il 17,4% delle vendite effettuate sui mercati internazionali; seguono gli Stati Uniti (12,1%) e la Francia (9,7%).

Sul versante occupazionale, sia l’indagine congiunturale che i dati relativi alla rilevazione sulle forze lavoro evidenziano una situazione preoccupante che non risente, se non minimamente, del timido recupero. Al 31 dicembre 2013 la consistenza dei disoccupati ha superato le 16mila unità portando il tasso di disoccupazione al 6,7% (era 6,2% nel 2012 e 4,5% nel 2011). Le forze di lavoro, nella fascia di età 15-64 anni, risultano 244mila e gli occupati 232mila. Il settore prevalente di occupazione è rappresentato dai servizi che assorbono il 70,7% dei lavoratori complessivi, segue l’industria con il 26,3% e l’agricoltura con il 3,4%. Rispetto al 2012, l’occupazione aumenta nei servizi e si riduce negli altri due settori.

L’analisi della demografia d’impresa rivela al contempo una situazione ancora piuttosto negativa. Al 31 dicembre 2013, presso il Registro delle imprese della Camera di Commercio di Trento, risultavano iscritte 51.517 imprese, di cui 11.978 appartenenti al settore agricoltura, silvicoltura e pesca. Le aziende attive sono 47.408, in diminuzione dello 0,5% rispetto al 2012. Per il quinto anno consecutivo, la consistenza delle imprese attive registra un decremento che riduce complessivamente la loro numerosità dall’inizio del 2009 di 1.613 unità, pari a -3,3%. Tutti i settori più significativi, vale a dire quelli che raccolgono quasi il 70% delle imprese attive provinciali, conoscono un calo nella numerosità rispetto al 2010. In particolare, l’agricoltura del 7,1%, le attività manifatturiere del 6,8%, le costruzioni del 4,6% e il commercio dello 0,6%.


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