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Riorganizzazione della rete ospedaliera in Trentino, ok del Consiglio provinciale. Parte la sperimentazione

martedì, 20 dicembre 2016

Trento – Riorganizzazione della rete ospedaliera, parte la sperimentazione. Durante la pausa pranzo dei lavori del Consiglio provinciale impegnato in questi giorni nella discussione della manovra finanziaria della Pat, si è concluso presso la IV Commissione permanente di Giuseppe Detomas (Ual) il confronto con l’assessore alla salute, Luca Zeni, in merito alla delibera con cui la Giunta si appresta a varare le direttive all’Azienda sanitaria provinciale per la definizione in via sperimentale di una sua nuova macro-organizzazione. La delibera è stata approvata –con i voti contrari di Walter Viola e Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) mentre Claudio Cia (Misto) ha abbandonato l’aula.luca zeni assessore

La sperimentazione, dunque, sarà avviata. Non sono mancate tuttavia le critiche delle Minoranze, in parte già espresse nell’incontro di ieri, per aver sottoposto alla Commissione l’analisi di un documento tanto importante in tempi così ristretti e senza il rilievo che un tale argomento meriterebbe. Un tema tanto complesso, buttato la nel mezzo del lavoro sulla manovra finanziaria, è parso a Claudio Cia inaccettabile, al punto che il consigliere del Misto ha abbandonato i lavori dell’organismo in segno di dissenso.

Anche Walter Viola ha criticato tempi e modi, pur con atteggiamento assolutamente opposto a chi l’ha preceduto -da lui stesso stigmatizzato- “per una questione di responsabilità nei confronti dell’argomento”. Tuttavia, ha aggiunto, dura lex sed lex: “è vero che la scadenza per esprimere il parere è il 31 dicembre però il comportamento dell’assessore testimonia una mancanza di rispetto nei confronti dell’organismo consiliare”. Chiarezza, trasparenza e risparmi: l’auspicio è che la Giunta faccia la sua parte, ha detto. Quello della valutazione è uno dei temi centrali per tutte le politiche pubbliche e dunque a questo livello Viola ha espresso quello che ha definito “un appello in positivo”. Occorre una divisione dei ruoli tra governance e controllo e da come vi siete comportati la divisone non è stata chiara, ha aggiunto. Infine, nel merito del documento: “sono curioso di vedere se funzioneranno i 5 coordinatori”, ha aggiunto “però occorre stare attenti a non centralizzare troppo le funzioni”. “A mio modo di vedere”, ha concluso anticipando il parere negativo, “il problema è fare rete e farla bene”.

Il Presidente Giuseppe Detomas ha sottolineato l’importanza dei passaggi in Commissione, e rivendicato il ruolo di valutazione “al quale” ha detto “non è nostra intenzione rinunciare”.

L’assessore Luca Zeni, in replica, ha ribadito la posizione espressa ieri, rinnovando le scuse per le modalità con cui si è arrivati in Commissione a ridosso della scadenza. “Sulla valutazione, prima vengono i parametri”, ha spiegato, “rispetto ai quali vogliamo costantemente sottoporci a studi comparativi per vedere quali sono i nostri punti di debolezza e intervenire dove siamo più carenti”. Il processo valutativo avverrà in collaborazione con l’Azienda sanitaria fermo restando che la valutazione finale, ha aggiunto, spetta al Consiglio. Sul tema decentralizzazione, ha precisato, dobbiamo stare attenti a non confondere autonomia e indipendenza. Si tratta infatti a suo avviso di trovare il giusto equilibrio e le corrette relazioni, ma anche le giuste attribuzioni di responsabilità. Questo è uno degli obiettivi: la ricerca dell’equilibrio tra le diverse funzioni.

Favorevole al documento Violetta Plotegeher (PD) che ha detto di apprezzare il passaggio “da una gestione a canne d’organo ad una gestione trasversale. “Nessun perplessità”, ha precisato “sulla figura dei coordinatori, quanto piuttosto sul carico di lavoro che queste figure potrebbero doversi assumere”.

La ratio del provvedimento era stata illustrata ieri. Il direttore generale di Apss, Paolo Bordon, aveva illustrato ieri la ratio del provvedimento che punta a ridimensionare il tasso di ospedalizzazione, sviluppare una maggiore umanizzazione del rapporto medico-paziente, mantenere i servizi di base vicino al cittadino, valorizzare le professionalità esistenti nel sistema sanitario, alleggerire le strutture amministrative. Nel concreto, la nuova organizzazione prevede un sistema decisionale più rapido e una gerarchia in Apss basata sui processi e non più su rigidi confini amministrativi di ogni servizio. L’idea è quella di costruire un sistema in cui anche i singoli presidi ospedalieri valgano tutti allo stesso modo per le proprie specialità ed eccellenze. L’organigramma Apss dovrà cambiare: dal Consiglio di direzione discenderanno non più i Distretti territoriali, ma un’unica organizzazione del Servizio territoriale (con suddivisione delle aree “cure primarie”, “riabilitazione” e “salute mentale”). Verranno invece istituiti e nominati entro il 31 dicembre 5 “coordinatori dell’integrazione tra ospedale e territorio” chiamati a presidiare la fluidità del percorso che va dalla presa in carico del paziente all’offerta di servizi sociosanitaria fino all’eventuale ospedalizzazione.


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