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Ragazzi disabili australiani in Val di Sole grazie al progetto di scambio interculturale “Melmi”

venerdì, 7 ottobre 2016

Vermiglio – Grazie alla collaborazione dell’APT Val di Sole è approdato nei giorni scorsi anche in Val di Sole il noto progetto di scambio interculturale “Melmi”, importante iniziativa per il turismo accessibile patrocinata dal Comune di Milano, Assessorati Politiche Sociali e Cultura della Salute, nonché Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale, servizi Civici del Comune di Milano, Presidenza e Senato della Repubblica, Comune di Casatenovo (Lecco), Regione Lombardia-Giunta regionale Infrastrutture e Mobilità, Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, Ministero dell’Istruzione, dell’Università della Ricerca, nonché  numerose associazioni partecipanti.

Dopo che in una prima fase un gruppo di 18 ragazzi italiani disabili si è recato a Melbourne in Australia per svolgere un’esperienza di turismo attivo accessibile e scambio di buone pratiche, dall’11 al 22 settembre scorso un gruppo di disabili australiani ha visitato Milano e altre zone d’Italia tra cui la Val di Sole. lago-dei-caprioli-foto-antonio-vigaraniCome sottolinea il presidente dell’APT Val di Sole Luciano Rizzi, “nell’ottica di proporre attività open door, siamo stati contattati dall’attiva associazione milanese Crea (Crescere-Educare-Agire), per verificare la possibilità di svolgere due giorni in Valle di Sole con l’organizzazione di attività a contatto con la natura e culturali in un ambiente diverso dalle grandi metropoli. In particolare qui sono state effettuate la visita al castello di Ossana, al Mmape- Mulino Museo dell’Ape a Croviana, nonché il percorso didattico dell’area faunistica di Peio del Parco nazionale dello Stelvio.

Decisamente apprezzati anche i percorsi naturali accessibili, cioè senza alcuna barriera architettonica: i laghetti San leonardo di Vermiglio, il percorso da Fazzon – Lago dei Caprioli (foto Antonio Vigarani) a Valpiana ed il tranquillo tratto di Pista ciclo –pedonale da Malè a Dimaro.” Importanti partner del significativo progetto sono stati l’ Organizzazione no profit australiana Ioe (Interchange Outer East), che supporta le famiglie con bambini e giovani con disabilità, situate nei pressi di Melbourne, soprattutto nelle regioni di Knox, Maroondah e Yarra Ranges; l’onlus milanse Atlha (Tempo libero per l’organizzazione dei disabili), che nel corso dei suoi 30 anni di attività ha avuto un ruolo strategico nel far crescere la capacità della nostra società di includere le persone disabili e nel promuovere la conoscenza tra Paesi diversi, attraverso  viaggi che hanno sensibilizzato operatori turistici, compagnie aeree e strutture alberghiere sulle necessità delle persone disabili, obbligando questi attori ad adeguare i loro servizi; la Fondazione San Vigilio di Ossana.

L’ente presieduto dal giornalista Luigi Giuriato promuove seminari, convegni, attività di educazione permanente, mostre, momenti di approfondimento con riferimento alle attività di cui si fa promotrice per formare personale qualificato ed adeguato a fornire soluzioni nei diversi ambiti di intervento; oltre ad essere una struttura recettiva improntata al turismo sociale e culturale pensata e gestita al fine di potenziare le possibilità di accoglienza di tutti coloro che presentano delle specifiche diversità nelle modalità sensoriali, fisiche e cognitive di interazione con il mondo.

Da sottolineare che per “Turismo Accessibile” si intende l’insieme di servizi e strutture in grado di permettere a persone con caratteristiche ed esigenze differenti la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà. Rientrano all’interno di questo insieme le persone con: disabilità fisica, disabilità cognitiva, disabilità sensoriale, esigenze dietetiche particolari, età avanzata. Il turismo accessibile consiste nel permettere a tutti di godere di un’esperienza turistica. In base alle stime dell’ONU, nel mondo vivono circa 650 milioni di persone disabili. Se si contano anche i loro familiari, ciò significa che circa 2 miliardi di persone, vale a dire quasi un terzo della popolazione mondiale, sono direttamente interessate dal problema della disabilità. Diverse esperienze dimostrano che a volte basta operare piccoli adeguamenti strutturali, fornire informazioni precise e comprendere le esigenze dei disabili per accrescere il numero dei visitatori.


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